In Verità

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mercoledì 5 dicembre 2012

TRATTATIVA STATO-MAFIA E GLI AUGURI DI NATALE




Un articolo di Massimo Martinelli sul Messaggero ci informa sugli sviluppi dell’inchiesta Stato-Mafia che coinvolge l’ex Ministro degli Interni Nicola Mancino. La Corte Costituzionale ha letteralmente cancellato quattro intercettazioni telefoniche dagli atti che coinvolgevano l’ex ministro e la Presidenza della Repubblica sentenziando in sostanza, sia per il presente che per il futuro, che ogni intercettazione telefonica nella quale salti il nome del Presidente della Repubblica non può essere utilizzata in inchieste giudiziarie e depennata dagli atti.
La vicenda – troncata quindi con un atto censore della Corte Costituzionale - si protraeva dal giugno scorso… da quando il Senatore Mancino (ricordiamo anche Presidente del Senato, vice Presidente della Repubblica e vicepresidente del Csm sino al 2010 ) si è ritrovato indagato per falsa testimonianza dalla procura di Palermo nell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. Le telefonate tra Mancino e Napolitano sono del dicembre 2011, in queste intercettazioni il Senatore avrebbe semplicemente fatto gli auguri al Capo dello Stato per le imminenti festività natalizie però approfittò anche per manifestare le sue preoccupazioni nel dover esser messo a confronto con l’ex ministro Martelli dai giudici palermitani; preoccupazione che manifestò anche al responsabile dell’ufficio legale del Quirinale Loris D’Ambrosio, scomparso il 26 luglio scorso.
Insomma, alla fin della fiera su queste telefonate si sa e non si sa, si vocifera ma non sapremo mai cosa è stato detto nello specifico, e perché proprio al Presidente della Repubblica e al suo ufficio legale Mancino  ha "confessato si esser preoccupato” per il possibile confronto con Martelli sulle stragi del 93’ e sulla trattativa Stato-Mafia… trattativa che “c’è stata”… almeno questo è acclarato, perché in Italia si sa… le verità si perdono tra il miasma putrescente – ma utile – del “si dice”.
In fondo, se i due si sono fatti gli auguri di Natale perché non mettere queste intercettazioni tra gli atti? Perché alimentare il sospetto? Solo perché parlava Napolitano?  E così creare anche un conflitto tra i poteri dello Stato... teniamo a mente che il Presidente della Repubblica è anche Presidente del Consiglio superiore della Magistratura e che in questo caso Napolitano è  ricorso alla Consulta di Stato per evitare che queste telefonate venissero utilizzate dalla Procura di Palermo. In pratica è successo che il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura si è dovuto difendere dallo stesso organo che presiede, un evidente conflitto tra poteri dello stato quindi. E tutto questo per degli auguri di Natale? Per non parlare del fatto che tutto questo costituisce un “precedente” pericoloso: mettiamo che per assurdo Berlusconi diventi Presidente della Repubblica – e può succedere, perché siamo in Italia – e una volta al quirinale non può essere intercettato… quello si fa lo You&Me con Cosa Nostra!
Comunque un consiglio:  se dovesse chiamarvi il Senatore Mancino per farvi gli auguri di Natale – per sicurezza – mandatelo a cagare! Poi si mette nelle orecchie e vi racconta tutti i fatti suoi e non ve lo schiodate più! E poi nessuno di noi è il Presidente della Repubblica!


martedì 4 dicembre 2012

I CRUCCHI VOGLIONO MARIO



Der Spiegel oggi fa propaganda politica in Italia. Il settimanale di Amburgo dedica un intero articolo web, a dire il vero piuttosto confuso e tendenzioso, sull’eventualità di un Monti-bis.
Detto in sintesi: tutti vogliono Mario… tranne gli italiani – ma non tutti, ci mancherebbe… solo la maggioranza dei cittadini del paese.
Un secondo governo Monti è auspicato dalla Germania, dall’intera comunità europea, dall’ imprenditoria e dall’ industria italiana – che ha da sempre mangiato nel piattone dello stato. Il Monti bis è inoltre anelato degli istituti di credito, dal Vaticano e, infine, dal nostro Presidente della Repubblica.   
Il giornale tedesco, con il tipico piglio autoritario teutonico, non risparmia bordate e provocazioni prevedendo uno scenario apocalittico se si dovesse insediare un governo politico dopo le prossime elezioni.
Una politica italiana – si legge - oramai delegittimata e incapace porterebbe con ogni probabilità il Bel Paese a quel default evitato dal governo tecnico in questi mesi, e per questo motivo Napolitano insiste per una nuova legge elettorale “con requisiti” di ingovernabilità che costringerebbe la classe dirigente – già di suo confusa ma impossibilitata a governare - ad affidarsi ancora alle cure della Clinica Tecnica Monti!
Il Porcellum è un male dunque, ma non un male contro la democrazia e l’equità politica che non garantisce la reale volontà dell’elettorato reale ma un male perché permetterebbe all’eventuale compagine politica vincente di governare con una maggioranza solida – il motivo per cui tutti la condannano ma nessuno ci rinuncia.
Der Spiegel in pratica sostiene che Napolitano - attraverso il suo ruolo istituzionale - appoggi surrettiziamente l’attuale Presidente del Consiglio. Se questa piccola cosa fosse solo lontanamente vera –  tutto è possibile e il settimanale tedesco lo sostiene… anche se tiene a sottolineare la “formale” neutralità della Presidenza della Repubblica – Napolitano violerebbe da capo a piedi - e dal primo all’ultimo articolo - la Costituzione che rappresenta e che ha giurato di difendere.
Der Spiegel rincara la dose affermando che nessuno vuole un “governo politico in Italia”, persino Holland, e che esiste un movimento trasversale  economico-politico in Italia che da destra a sinistra, dagli ex fascisti ai democristiani, appoggia un secondo mandato tecnico di Monti. Inoltre, si legge nell’articolo, che se il Pd dovesse vincere le elezioni lo spread risalirebbe a tassi da default e l’Italia si ritroverebbe quasi istantaneamente a rischio fallimento. Abbiamo compreso quindi da chi Monti mutua la sua strategia politico-elettorale catastrofista.
La chiusa dell’articolo è però pessimista, in quanto in Italia esiste una maggioranza di persone (quelle che purtroppo hanno diritto di voto e che chiamano elettori) che non ama Monti. Questa scellerata maggioranza di persone a causa del peso fiscale, dell’aumento dei prezzi, dell’alto tasso di disoccupazione e di una crescita congelata non ha apprezzato il salasso del Governo tecnico! Che peccato! Noi italiani siamo degli ingrati! Non apprezziamo un esecutivo che ci ha dissanguato, lasciati senza lavoro e impoverito per far tornare i conti agli istituti di credito. Un governo che non ha utilizzato la sua morsa fiscale per mettere a posto i “suoi conti” garantendo così maggiori servizi e opportunità - motivo per cui servono le tasse in teoria - ma ha “travasato” i soldi dei contribuenti direttamente nelle casse della Germania e degli altri paesi creditori.   Quindi caro, Der Spiegel se ai tedeschi piace tanto Mario Monti… ve lo regaliamo, il passaggio di proprietà è già stato ampiamente saldato dal preziosissimo bene che saremo lieti di donarvi.




SALLUSTI IN FEDE!



Chissà perché se penso alle vicissitudini poliziesco giudiziarie di questi due giorni che coinvolgono Sallusti e Fede mi viene in mente Macaco di Paolo Conte!
Sallusti scappa dai domiciliari! Lascia la Santanché appoggiata al muro a far la conta mentre lui corre nella redazione del Giornale (la compagna poi gli ha fatto “tana” per telefono).
Ma era una provocazione politica: aveva promesso ai suoi che la prossima riunione dei redattori l’ avrebbe fatta da evaso. Intanto bella pizzicata quella di farsi trovare dalla forza pubblica nella redazione di un giornale come un martire della libertà per poi dire: “non torno ai domiciliari ma vado a San Vittore! Il carcere non mi fa paura!” Peccato che non è riuscito a convincere in tempo i suoi giornalisti a crocifiggerlo alla scrivania prima che arrivasse la polizia!Ora verrà processato anche per questo. Intanto potrà uscire per due ore al giorno, telefonare e lavorare in casa… in pratica esce solo un po’ meno! E l’unica a lamentarsi davvero sarà la filippina.
Qualche passo in più e ci troviamo nel Tribunale di Milano dove il caso Ruby non cessa di essere uno show dai colpi di scena continui. Oggi ha deposto Emilio Fede che ha dichiarato, come tutti gli altri, che nella residenza di Berlusconi non c’erano orge, ma solo una concentrazione fortuita e casuale di patonze seminude retribuite solo per far presenza! Insomma – afferma – “era la casa del Presidente del Consiglio, non un bordello”, le giovani escort quindi, erano solo consulenti sanitarie esterne chiamate per testare e mettere a confronto l’affidabilità e la durata che corre tra il Cialis e il Viagra, un dubbio che attanagliava le curiosità scientifiche e farmacologiche di questo gruppetto di arzilli nonnetti stanchi di andare sempre a rompere i coglioni agli operai che si svegliano alle sei del mattino per lavorare nei i cantieri  del circondario!
Ma Fede non si è accontentato di confermare tutte le altre testimonianze, l’artista dell’improvvisazione della falsa testimonianza ci ha messo del suo! Infatti ha dichiarato che Ruby era brutta e puzzava, vestiva in modo inadatto, anche se non succinto, uno stile di pessimo gusto che stonava col contesto. In fondo si è lamentato perché lì in mezzo c’era un cesso mentre tutte le altre andavano bene! Ha tenuto anche a precisare che non è razzista e che ha militato in Africa rischiando la vita. Dopo questa patetica ovvietà l’ex direttore del Tg4 ha tenuto ancora sottolineare che in quelle serate si parlava di politica, società, cultura e…. Milan ! Ma cazzo Fede! sei stato juventino fino a quando Berlusconi non ti ha vinto a Black Jack!
Insomma dal Presidente del Consiglio si giocava a Trivial Pursuit e niente più! Di toccamenti neanche a parlarne; le parti intime degli ospiti erano transennate e non si cenava seduti, ma inginocchiati su un cilicio in attesa della compieta.
E a riprova di queste pie riunioni Fede cita un aneddoto chiarificatore (davvero eccezionale): durante una cena ad una delle ospiti E’ CADUTO IL REGGISENO e dopo un imbarazzo generale, l’unto impone le mani in perfetta letizia e morigeratezza chiedendo al cameriere di portare alla sventurata qualcosa per COPRIRLA, era troppo pieno per far miracoli!
Ora dico io Fede… ma non potevi stare zitto? In genere se si slaccia un reggiseno e scivola non cade a terra ma nel vestito- perché si suppone che ad una cena si vada vestiti -, la malcapitata al limite si ritira e si aggiusta. Non c’è bisogno di chiamare col campanellino Gastone per darle un cencio per coprirla!  Dì la Verità Emilio… almeno un giro di Strip-Trivial Pursuit l’avete fatto eh?

lunedì 3 dicembre 2012

L’EUROPA E’ PIU’ POVERA, MA VA BENE COSI’!




Secondo gli ultimi rilevamenti Eurostat un quarto della popolazione europea è a rischio povertà, si parla di una cifra di “essere umani” che si aggira intorno ai 120 milioni. Se nel 2010 la percentuale di euroabitanti sulla soglia della povertà si aggirava intorno ai cento milioni in due anni c’è stato un aumento dell’indigenza del 20%. E’ colpa della crisi? Dell’allargamento a Est? Di entrambe le circostanze? Fatto sta che il Paese con la più alta percentuale di “poveri europei” è la Bulgaria, seguono a ruota Romania, Lettonia e Grecia. Le nazioni più sicure risultano quelle nordiche: Svezia, Paesi Bassi e Germania. Eurostat non si è solo limitata a dare percentuali ma ha anche offerto motivazioni: secondo l’istituto la causa di questo aumento è dato dalla moneta; esposta in questi termini ci viene offerta una motivazione ma non ricaviamo una spiegazione. Abbiamo l’assassino ma non il movente.
Va anche specificato che il governo europeo sta cercando di varare un piano sostegno per i paesi membri più poveri, ma sappiamo benissimo che la sovranità di Bruxell è quasi nulla rispetto a quella dei membri più influenti. Infatti questo piano è fortemente osteggiato dal Regno Unito e dalla Germania.
L’atteggiamento dell’Inghilterra non ha solo motivazioni economiche ma anche storiche e sociali. Non è concepibile nella patria del liberismo una politica assistenziale a lungo termine e di portata sopranazionale. E’ compito dei paesi poveri rialzarsi… trovare risorse e  soluzioni. C’è anche da sottolineare la distanza del Regno Unito rispetto alle politiche economiche europee… e pur essendo stata la prima nazione del vecchio continente ad “impattare” e anticipare la bolla speculativa d’oltreoceano – abbiamo già dimenticato le file di risparmiatori inglesi del 2007 davanti alla Northern Rock – è stata anche quella che meglio è riuscita ad arginare e contenere i danni della sua crisi creditizia senza ausili esterni .
Ma se questa severità economica è – perlomeno - comprensibile al di là della Manica lo è molto meno per la Germania: primo creditore europeo e  con una politica economica totalmente immersa nell’eurozona. Insomma la Germania investe, presta e guadagna in Europa, vanta crediti ad interessi immensi dalle nazioni in difficoltà e sarà l’unico paese del grande carrozzone europeo a pareggiare il bilancio in piena crisi continentale.
A chi giova la povertà in Europa qundi?
Basta partire da un assunto abbastanza ovvio, e cioè: intere nazioni non sono semplici aziende; prestare soldi a tassi altissimi ad un paese sovrano non è come prestare danaro ad una società che nel fallire si scopre semplicemente impossibilitata a pagare; la cosa è un po’ diversa: una nazione fallita è una nazione assoggettata economicamente, che mantiene solo formalmente sovranità e leggi, ma di fatto si vede costretta ad indirizzare – scavalcando costituzioni, diritti e garanzie sociali – tutte le sue risorse e le sue ricchezze verso i propri creditori per un tempo imprecisato, e maggiore sarà la sua “insolubilità” e più si protrarrà il suo assoggettamento.
A questo punto potrebbe sembrare che i paesi dell’est inseriti nell’eurozona  acquistino le fattezze di veri e propri “serbatoi” di risorse e di debiti da saldare: ammortizzatori “sovrani” sui quali far pesare e diluire la politica economica europea e sui quali distribuire il peso insostenibile di una moneta comune alla quale non partecipano per motivi di stabilità e standard ma che grava enormemente sulle loro politiche economiche nonostante tutto  - di questi paesi solo la Grecia è in zona euro e la Lettonia in regime di Erc II.
Siamo più poveri… ma i poveri servono insomma, sono “borracce” utili al sistema di credito, utili per la gestione di economie deboli che devono assoggettarsi ai “Paesi Sicuri” per una prospettiva di crescita basata sul prestito a lungo termine, e a tassi altissimi. Questa iniziativa “Macroeconomica” – ammettendo per assurdo che sia vera, ma è solo una fantasia – efficace e senza sconti ha solo il pallido difetto di non tenere in nessun conto i diritti fondamentali dei singoli cittadini europei: il loro diritto al lavoro, all’accrescimento del loro benessere sociale ed economico. Ma in fondo non è colpa di nessuno se qualcuno è nato in Germania in Olanda e qualcun altro in Grecia, Lettonia o Bulgaria è solo un caso se è colpa loro. 

domenica 2 dicembre 2012

MONTI, DI PAOLA E GLI ARMAIOLI



Il governo lavora anche di sottecchi: mentre si effettuano tagli con l’ascia dappertutto nell’ambito pubblico l’attuale Ministro della Difesa Di Paola -  ex capo di Stato Maggiore della Difesa e successivamente presidente del comitato generale della Nato – avrà invece a dispostone per il 2013 la modica cifra di un miliardo di euro e rotti per acquistare nuovi giocattoli per poi farsi fare delle miniature e giocarci sulla sua scrivania con la mappa del Risiko.  
Con una veloce legge delega si sono decisi stanziamenti enormi per il prossimo triennio,  il lavoretto è stato fatto con enorme celerità per evitare due semplici cose: innanzitutto la delega di urgenza permette di bypassare molti iter parlamentari e in secondo luogo la celerità garantisce che lo scempio si attui prima dello scioglimento delle camere in vista delle nuove elezioni. La cifra complessiva di questa legge “sorcio guerrigliera” è all’incirca di un miliardo e mezzo di euro: cifra che è stata rosicchiata dai tagli che verranno fatti dal ddl di stabilità. La cosa diventa ancora più bieca e penosa se pensiamo solo all’ uscita allarmata di Monti di solo tre giorni fa sulla Sanità pubblica: Da buon padre di famiglia - ma ansiogeno – avverte che i costi della Sanità col tempo potrebbero diventare insostenibili e quindi bisogna cercare forme integrative di finanziamento. Tutto vero Mariotto, ma allora perché fai una legge delega per il riarmo e la riforma delle forze armate? Perché il Ministro della difesa Ammiraglio di Paola ha disponibilità e poteri di azione molto più ampli rispetto a tutti gli altri comparti pubblici? Perché la riforma previdenziale e retributiva delle forze armate è diluita in un lasso di tempo lungo – in tre anni e in modi e circostanze non chiare e tutti in mano al ministero della Difesa – permettendo così alle forze armate di aumentare del 5,3% le proprie entrate mentre tutti tutto il resto del pubblico – comprese istruzione e sanità –  è costretto a pagare la crisi con tagli inaccettabili?
Come ciliegina sulla torta il questo DE-CRETINO celere celere impone anche un extra alle autonomie locali in caso di intervento delle forze armate: in pratica – Dio non voglia –, se dovesse presentarsi una calamità naturale l’azione di emergenza dell’esercito in termini di costi graverebbe totalmente sulle casse del comune o della regione in cui ha agito. Quindi le realtà locali pagano il servizio che le “loro” forze armate sono “costituzionalmente” tenute a “garantire”!
Inutile sono state le proteste e la denunce pubbliche di organismi come la Rete del Disarmo che hanno diffuso questo scandalo istituzionale opportunamente deciso nello sgabuzzino della Presidenza del Consiglio e tirato fuori dal cilindro del Governo a giochi fatti!
Ma in fondo bisogna capirli, è brava gente… volete mettere che non abbiamo di ché curarci e come istruirci però un imponente F35 ci svolazza in testa – non sapendo se la carlinga regge – per proteggerci?
Poi l’Italia è solo ottava tra i grandi esportatori di armi, mica vogliamo perdere la gara nel portare armi in giro per il mondo e violare così i più elementari ed essenziali diritti dell’Uomo?
Caro Monti, a me sarebbe piaciuto – ma ancora lo pretendo – un capo del Governo che, invece di allarmare le piazze terrorizzando la sua Nazione annunciando che non ci sono soldi per curarsi pubblicamente, avesse annunciato fiero e contento: Cari Italiani, abbiamo preso i soldi dalle Forze Armate avendo rinunciato al riarmo, perché in fondo… che cazzo ce ne facciamo di caccia e missili? Allora sì che sarebbe stato un gran signore! L’abito non fa lo statista. Ma è colpa mia… ho letto Erasmo, lei sicuramente no!