In Verità

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martedì 6 agosto 2013

TUTTI I TRIP DEI BERLUSCONES


E’ ormai assodato che la politica italiana è inquinata da sostanze e acidi che consumano i neuroni della nostra classe dirigente. Non è possibile che da quattro giorni a questa parte girino a piede libero nelle nostre sedi istituzionali soggetti che farebbero apparire i membri del  Cartello di Medellín alta diplomazia. Berlusconi ha sguinzagliato l’élite dei suoi collaboratori: menti raffinate del calibro di Biancofiore, Bondi, Santanché e Verdini. La loro sottigliezza e il loro stile oscurano Robert Kennedy, fanno impallidire Cavour, vergognare Bismarck. Tutti questi “splendidi cervelli” hanno vissuto la sacrosanta condanna di Berlusconi con una compostezza e una sobrietà di stampo anglosassone! Si sono solo limitati a prospettare guerre civili, a minacciare la tenuta di un governo già di suo attaccato con lo sputo – al branco piace vincere facile -, o a vaneggiare sulla fantascientifica ipotesi di ricorrere alla Corte Europea per i diritti dell’uomo. La Biancofiore, sotto gli evidenti effetti di una canicola che facilmente provoca allucinazioni, ha addirittura dichiarato che durante la manifestazioni pro-Silvio in via del Plebiscito c’erano 25.000 persone – a dire il vero se non fosse venuto Ferrara non sarebbero riusciti a “far massa”, e sono avanzate camionate di banderuole prestampate che potranno però conservare e riutilizzare per il processo Ruby. Nel frattempo il governo claudica ma tiene, Letta fa la voce grossa e tuona: “non mi farò logorare da ciò che sta accadendo”… è già ridotto maluccio di suo, e poverino…. basta davvero poco. Non si poteva immaginare un epilogo più patetico e grottesco per il berlusconismo, più trascinato e mefitico. In un paese cosciente e maturo il giorno della condanna definitiva di Berlusconi dovrebbe diventare festa nazionale ma siamo ancora nell’occhio del ciclone e non riusciamo a vederlo. Ma tutto questo ci permette di assistere ad una puntata speciale - e tutta in presa diretta - di Discovery Channel: “Il fantastico mondo di una pletora di parassiti minacciati che cerca di arrabattarsi disperatamente per salvare il salvabile.” Da questa disperazione spuntano fuori cose dell’altro mondo: la richiesta di grazie inverosimili, le minacce al governo e alle istituzioni per ottenere una riforma della giustizia, riforma che non cambierebbe nulla, perché la condanna è definitiva – anche se a pensarci bene è di un divertente straordinario vedere un pregiudicato che pretende una riforma della giustizia, è un po’ come se Schettino, dopo quello che ha combinato, chiedesse come promozione di comandare una portaerei! Nessuno poi ha a cuore la salute del nostro vetusto Presidente della Repubblica, il quale mai avrebbe immaginato, dopo sessant’anni e rotti di specchiata carriera politica, di trovarsi a dirigere un clinica per disturbati. Ha dovuto ricevere al Quirinale Brunetta e Schifani e ascoltare i loro deliri! Chiunque sarebbe scappato dalla porta di servizio ordinando ai corazzieri di accopparli ma è stato costretto, viste le circostanze assurde, non solo a riceverli ma ad ascoltarli! Ma lui sì che ha mostrato carattere affermando che senza che sia varata una “vera legge elettorale” non scioglierà mai le camere, indicando così la strada maestra per il voto. Brunetta e Schifani, per sicurezza, avevano nel portabagagli della loro auto tutti e dodici i manifestanti di Via del Plebiscito, e agli angoli del Quirinale degli agenti speciali dell’esercito di Silvio pronti a scattare nel chiedere addirittura un’amnistia generale appena Gasparri avesse fatto loro un cenno con gli occhi… ovviamente è stata una pessima scelta! Insomma, c’era la crema di quegli intelligentoni che hanno esultato quando Berlusconi è stato condannato perché… non avevano capito una mazza!
Nel mirino di questi geni è entrato anche il giudice che ha letto la condanna del processo Mediaset. Nei giorni passati Esposito è stato massacrato - era inevitabile - da Sallusti e Belpietro, mentre oggi ha avuto la malaugurata idea di rilasciare un’intervista al Mattino che è stata opportunamente montata a dovere come uno scandalo. Esposito ha dichiarato, prima del deposito ufficiale delle motivazioni della sentenza - e per questo subito redarguito dal Presidente della Cassazione Santacroce,  – che Berlusconi era di certo informato, della frode per cui è stato condannato. Certo, per quanto libero di rilasciare interviste, il giudice della Cassazione poteva tenersi in disparte sino al deposito degli atti per non entrare ulteriormente nella bagarre, ma si sa… la notorietà fa male; lo si vede proprio dalla fine che ha fatto il pregiudicato Silvio Berlusconi che per tentare un disperato e patetico salvataggio piange davanti ad una misera claque, accompagnato da una ragazzina che potrebbe essere sua nipote – se non la pronipote, Silvio è stato precoce - e da “-pseudo-fedelissimi” preoccupati solo del fatto che se sparisce lui si dilegueranno tristemente, e “finalmente”, anche loro!