In Verità

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mercoledì 7 agosto 2013

IL DOTTOR "INAGIBILE" E MISTER "INABILE".



Dopo la condanna di Berlusconi è stata coniata dai patrocinatori del pregiudicato una frase che ha dell’orrido ma che si inserisce bene nel dizionario del costume politico italiano: “agilità politica di Berlusconi”. L’Italia è il paese dei condoni facili: si è condonato e si è reso agibile di tutto, dai criminali agli evasori, dai truffatori ai mafiosi sino ai mostri ecologici… e vogliamo che non sia dichiarato agibile un “mostro politico” come Silvio?  Abbiamo raschiato e tirato fuori dal barile ex socialisti, ex democristiani, inquisiti e condannati; è bastata la nostra memoria corta e una bella lucidatina con quel prodotto miracoloso chiamato “Seconda Repubblica”  e il gioco era fatto. Semplice e indolore! Dopo vent’anni bisogna dire però che la puzza di fregatura è venuta fuori, le crepe sono diventate voragini e i mostriciattoli sono tornati ad essere mostruosi, solo che allo spavento e alla rabbia si sono aggiunti il ridicolo e il penoso. Poi in fondo si sa che  prima o poi certi soggetti commettono sempre lo stesso errore… sono recidivi! Tornano sempre a fare le stesse cose.
C’è da dire che almeno in questo Berlusconi è stato sempre coerente: non è passato un solo giorno in cui non ha pensato ai fatti suoi. Ad onor dei posteri bisogna dire che per i “cazzi suoi” è stato di uno stacanovismo indefesso! L’adesso inagibile Silvio si è sempre premurato di pararsi le terga sino a riuscire incastrarsi perfettamente coi suoi nemici storici: i comunisti mangiabambini bolliti che attentano alla sua idea di democrazia fatta a tarallucci, vino e patonza – atmosfera elegantemente e finemente allietata dalle canzoni di Apicella!” Adesso ha tessuto una tela talmente inestricabile e perfetta col terribile Pd – magari fosse stato terribile davvero con lui - che se solo provano a scatramarlo si sfascia tutto. Insomma dacché era inagibile solo lui ha fatto sì che si diroccasse pericolosamente tutta la classe politica italiana. Ora tutto è pericolante: il Governo, la Presidenza della Repubblica, il Parlamento, il Senato e la Magistratura: in Italia, in questo momento, non c’è un solo potere descritto da Montesquieu che non si sia profondamente compromesso con le vicende personali, criminose, persino delittuosamente intime di questo uomo che adesso, evidentemente disturbato, è in tournée in tutte le piazze e le strade del Paese a riproporre rivisitazioni veramente penose di già mediocri sceneggiate strappalacrime.
Io - senza saper né leggere e né scrivere - prima di valutare l’agibilità politica del soggetto mi premurerei innanzitutto di testare la sua capacità di intendere e volere… non si sa mai. Perché Silvio è un megalomane furbo e pieno di mezzi: è un dissociato egotistico ipertrofico, uno che non può, non sa guardare al di là del proprio naso – unica vera protuberanza rimasta ancora turgida senza ausili chimici o plastici, anche se non ci scommetterei del tutto. E ora, messo alle strette dalla condanna, il focolaio della sua patologia sta toccando picchi drammatici; e in questo caso dargli corda come fanno i suoi è controproducente… va a finire che quello ci crede davvero! Ma i fedelissimi del “Portafoglio dell'oramai ex Cavaliere” non vogliono sentir ragioni e sparano all’impazzata prendendosela con tutti presi dal panico: Cicchitto se la prende con il Papa, Ghedini con i vivi, la Biancofiore con tutti gli esseri viventi diversi da lei, cioè anche minimamente cerebro-dotati e col pollice opponibile funzionante, la Santanché torna a casa e maltratta Sallusti facendolo teschio e testata del letto, Brunetta inveisce contro Benigni e reclama alla d'Avena i diritti per la sigla dei Puffi... perché la frase “due mele e poco più” è un’unità di misura inventata da lui per lui… insomma tutti uniti nel delirio per difendere Silvio! Tutta questa comprensione fa male al soggetto… perché continua a mantenerlo “dissociato dalla realtà”. Questo prima o poi inizia a credere di tutto: penserà di essere innocente davvero, o che Belpietro è un giornalista, che Cosentino è in villeggiatura, e infine si convincerà di avere quindici anni e con zaino in spalla, i pantaloni a vita bassa e un ipod nelle orecchie si sentirà autorizzato a molestare quindicenni a ritmo di Rap agli ingressi dei licei! Voi non gli fate bene! Pensate di prendervene cura e invece lo cullate nel suo alienante delirio! Fate un’opera di bene… mandatelo da specialisti prima che rovini tutti!