In Verità

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giovedì 16 gennaio 2014

SILVIO RICORDA TANTO MATTEO DA GIOVANE


La nuova legge elettorale è a un passo… dall’abisso! La coalizione di sinistra, rispetto alle forze di destra, è indietro nei sondaggi elettorali; se si votasse oggi col Mattarellum Silvio governerebbe dai domiciliari!, come in fondo ha sempre fatto. Renzi non ci sta e per fare il botto sgomita a destra e a manca per varare una nuova legge elettorale. Se dovesse riuscirci sarebbe un colpaccio senza precedenti! A quel punto Fonzie schizzerebbe nell’empireo delle preferenze, e quella “cosa” che ancora alcuni si ostinano a chiamare Partito Democratico ipotecherebbe la prossima tornata elettorale. La posta in palio è dunque troppo alta e non si può andare troppo per il sottile: così, sul tavolo delle trattative, vuole proprio tutti, anche Berlusconi!

A tal guisa il segretario del Pd ha avuto l’indecenza di inventarsi delle buone ragioni: Forza Italia è il secondo partito del paese, sarebbe assurdo tenerlo fuori dalle trattative. E poi Silvio è un uomo ragionevole: in questi venti anni – questo specchiato esempio di democrazia e legalità - ha sempre rispettato le regole, le istituzioni e i poteri dello stato. Chi meglio di lui per scrivere nuove regole? A questo punto perché non approfittare della supervisione di Calderoli?
Renzi ha un debito di formazione nei confronti del cavaliere - e poi Silvio ricorda tanto Matteo da giovane. Senza l’exemplum berlusconiano non avremmo avuto la “bildung” renzianea, e senza Renzi non avremmo assistito alla genesi di un fenomeno unico nel panorama politico continentale: infatti è curioso notare che se in tutti i paesi europei si stanno pericolosamente affermando forze di destra con derive nazionaliste, solo in Italia è accaduto che è stata addirittura la sinistra a tramutarsi sciaguratamente in una retorica ed imbarazzante compagine conservatrice e vetero-liberale! Non ce n’è per nessuno! Siamo troppo avanti rispetto a tutti gli altri!

Quindi Renzi vuole incontrare il maestro! Con ogni probabilità ancora crede che ci sia “del buono il lui”, forse nell’intimo spera che questo servo del lato oscuro possa finalmente arrivare a sussurrargli con voce cavernosa e asmatica: “Matteo io sono tuo padre”! E’ inutile dire che Yoda Cuperlo glielo ha caldamente sconsigliato, ma il ragazzo è così avventato! Chissà, forse il virgulto lo fa solo per far colpo sulla principessa Maria Elena Boschi.  
Bisogna però a questo punto correggere le motivazioni che spingono Renzi a incontrare Berlusconi. Ammettendo per assurdo che in questo universo il leader di Forza Italia possa essere un interlocutore affidabile, dobbiamo ricordare al segretario del Pd che il secondo partito italiano è proprio il suo e non Forza Italia. Spudoratamente Renzi finge di non sapere che la forza politica che ha ottenuto più voti alle elezioni del 2013 è stato il Movimento Cinque Stelle e non il Partito Democratico (il quale solo in coalizione ha ottenuto una striminzita maggioranza). Dunque Forza Italia è il terzo partito del paese, e neanche tanto solido vista la scissione dei governativi operata da Alfano qualche mese fa.
Allora perché Renzi vuole parlare proprio con Silvio? Cosa mai può offrire l’allievo al maestro per tenerlo buono sulla riforma elettorale? E infine,  perché Matteo preferisce farsela con un condannato in cassazione anziché cercare un’intesa con tutte le altre forze del parlamento? A ben vedere le dinamiche innescate dal segretario del Pd non sono diverse da quelle che hanno generato il mostriciattolo delle larghe intese. Alla fin fine la politica italiana sempre da Berlusconi va ad elemosinare!


Anche se a prima vista non sembra è proprio il cavaliere fraudolento a possedere tutto quel che serve a Renzi per salire comodamente a palazzo Chigi: infatti Berlusconi ha i numeri alle camere, la voglia di tornare presto alle urne e, soprattutto, l’impellente necessità di un salvacondotto politico che gli permetta di ripulirsi la fedina penale per tornare allegramente a far danni in giro. A Matteo basta promettere al decaduto l’indulgenza plenaria e quello gli firma tutto,  anche una legge elettorale alla spagnola, con doppio turno “modello sindaco d’Italia”, e in offerta - solo per questa settimana per i telespettatori MediaShopping - ci aggiunge anche lo sbarramento al cinque per cento e un premio di maggioranza al 15 con scappellamento a destra come fosse antani!