In Verità

In Verità

mercoledì 15 gennaio 2014

MESSICO E BUBBOLE!



Letta è andato in Messico per dar ragione al profeta Paolo Conte; Ora “La faccia triste dell’America” è ancor più triste; e se anche grazie a lui l’Italia l’è mesta”, il nostro eroe vuole “esportare” questo disgraziato vulnus in giro per il globo! Ufficialmente il primo ministro è sbarcato in Sud America “con le imprese” italiane! Viene spontaneo chiederci di quali imprese il “timorato di zio” abbia parlato, visto il dissanguamento imprenditoriale degli ultimi anni.
Dunque la cosa puzza. Forse ha voluto piazzare qualche milionata slot tra Sonora e il Chapas. Non costa nessuna fatica mettere la “s” finale alla parola Sisal! Poi basta una combinazione di tre sombreri ed eviti di farti sparare al confine col Texas!
In realtà Letta ha svernato in Messico con i nostri petrolieri all’asciutto: Pansa di Finmeccanina, Scaroni di Eni e Conti di Enel. Il nostro primo ministro è andato in trasferta per far gli interessi dei suoi futuri sponsor, coloro che gli garantiranno appoggio e sostegno politico. Diciamolo, al canonico conviene perorare le loro cause a spese dei contribuenti. Chi di noi non lo farebbe col grano degli altri? Quelli di Letta sono dunque “Sentimenti di contrabbando” spacciati per interessi nazionali e non si stanca di sottolinearlo nelle sue tetragone dichiarazioni. “Il Messico è un player emergente fondamentale”, “il 2014” – anche se è appena iniziato – “è il primo anno con il segno più”. Questo Tiresia delle tristi intese millanta l’occhio lungo e intanto si guarda il suo, e se qualche briciola cade dal tavolo di questi tempi la può sempre spacciare da manna scesa dal cielo come ha fatto sino ad ora.
Ma quando il premierino non c’è il che segretariucolo balla; e così – mentre Enrico raccomandava l’anima di Andreotti alla Madonna di Guadalupe giratasi di spalle - Renzi, dopo aver messo mano all’opera omnia di Federico Moccia per non farsi trovare impreparato alla prossima Leopolda, è salito al Quirinale per trattare col sovrano e ha sparato bordate su Twitter contro un possibile rimpasto di governo.
Il ragazzo dal microfono d’oro ha la memoria corta… e alla sua giovane età la cosa è piuttosto preoccupante. Infatti ha dimenticato che appena eletto chiese a Letta di “rimaneggiare” l’esecutivo perché col suo avvento l’aria era cambiata, ma adesso si dichiara scandalizzato da questa pratica da “prima repubblica”; ecco perché il partito – sottolinea il segretario - proporrà un dettagliato patto di coalizione col governo rigorosamente con un file Ecxel, chiaro, preciso, compendioso e… “scaricabile”! 
Renzi non ha fatto gli aggiornamenti e senza un defrag decente va in loop! Nega quel che dichiara nel giro di alienati ed interminabili quarti d’ora… durante i quali lo sguardo è assalito da un’immobilità imbarazzante: il mouse va a vuoto, lo schermo é fisso e la cartella documenti non si apre neanche a cannonate! A quel punto bisogna solo spegnere tutto e ripristinare il sistema! Non c’è neanche più Gori che di tanto in tanto faceva un salutare backup del sistema Fonzie 2.0 per aggiornarlo sul “da dirsi” con l’antivirus Baricco.    
Più che contradditorio Matteo è intenzionalmente bipolare. Se a telecamere accese dichiara pieno sostegno all’eresia del canonico, dietro le quinte veste i panni del chiassoso gustatore… minando con punzecchiature puerili il già disastrato carrozzone delle larghe intese. Non ha scrupoli nel gettar sale sulle ferite aperte dello ius soli e delle unioni civili solo per mettere a dura prova la pazienza di Alfano, e da buon giustizialista interessato grida allo scandalo per il “Nunzia-gate” del Sannio – tipica e triste faida latifondista all’italiana. 
Infatti, pare, che in soli otto mesi il ministro per le risorse agricole abbia conquistato il beneventano prendendolo a sonore “mastellate”.  Chissà se Francesco Boccia, parlamentare del Pd e maritino della De Girolamo, sapeva di avere in casa una vorace e risoluta Maria Antonietta. “Che mangino Torroni!”  
Ma anche Renzi ha i suoi problemini in famiglia! Proprio oggi, Davide Faraone, autorevole membro della “rivoluzionaria segreteria” del Pd, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sulle “spese pazze” della Regione Sicilia.
Questa non ci voleva! Matteuccio a questo punto si gioca una bella fetta del suo squadrato faccione made in Trudy! Ora capiremo di che muffa è fatto il neosegretario del Partito Democratico! Infatti, se Renzi ha chiesto indirettamente le dimissioni della De Girolamo - che ad oggi non è ancora inquisita -, affermando che il ministro Idem rassegnò le dimissioni per molto meno, ora non può permettersi di glissare e far finta di niente per i guai giudiziari dell’amichetto Faraone, il capo lupetto è costretto a prendere provvedimenti in proposito, altrimenti dimostrerà di non esser affatto diverso dalle cariatidi che ha voluto prima rottamare e poi asfaltare! “Che voglia di piangere ho!”