In Verità

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domenica 19 gennaio 2014

L'INCIUCIO SECONDO MATTEO


Una delle frasi che ci sentiamo ripetere spesso dai nostri politici è: “bisogna capire che l’Italia è un paese strano”. Questa emerita idiozia è faziosamente trasversale, la sentiamo pronunciare indistintamente da tutti; e col tempo è divenuta un vero e proprio grido di battaglia per attaccare alla gola il compianto Bel Paese . E’ usata da tempo immemore in ogni contesto, sino a diventare d’uso comune e il perfetto alibi per  giustificare qualunque cosa: dall’economia che stagna al lavoro che manca, dalla sanità allo sfascio alla scuola pubblica costretta ad elemosinare per restare a galla, fino a arrivare agli immotivati quanto spropositati stipendi dei nostri incliti e indefessi rappresentati. Diciamolo una volta per tutte: l’Italia è talmente strana da giustificare il lauto e meritatissimo assegno d’accompagnamento dei suoi tutori.

Con questa sediziosa dichiarazione il politico italiano si mette “tomo tomo cacchio cacchio” al sicuro. Infatti va da sé che se l’Italia è un paese strano va “naturalmente” governato da gente strana. E nel circondario di gente strana ce n’è proprio tanta!

L’incontro al vertice tra Berlusconi e Renzi è avvenuto! E non si è trattato di una botta e via, no… tutt’altro! E’ stato il promettente prodromo di un idillio: tra loro c’è una “profonda sintonia”; mica una semplice e dozzinale “sintonia”? No! “profonda”!  Che i due si siano sempre piaciuti era sotto gli occhi di tutti. Era un’attrazione palpabile e sanguigna. Raramente questi Paride ed Elena a tarallucci e vino si sono incontrati in pubblico, ma quelle rare volte che i loro sguardi si sono incrociati tutto il contesto si annichiliva, intorno a loro il nulla! Ex nihilo, nihil fit!

Silvio ha raggiunto l’altro “profondo sintonizzato” tra mille peripezie. Tre chilometri che non finivano mai per raggiungere Largo del Nazareno. Lui emozionato cercava di non far cascare il trucco, e dietro la sua auto blindata un pulmino di scorta “carico” “carico” di guardie del corpo. L’auto degli sposi è entrata nella sede del Pd da un ingresso secondario, ma i manifestanti del Popolo Viola in giubilo sono riusciti comunque a festeggiare con uova marce e tante “paroline gentili” la nascita di questa nuova unione.
L’incontro è durato due ore e mezza e Silvio e Matteo si sono trovati d’accordo su tutto: una riforma elettorale alla spagnola corretta all’italiana (si può scegliere liberamente tra Sambuca e Anice), una soglia di sbarramento altissima per entrare in parlamento (addirittura si parla dell’ 8% per chi si presenta autonomamente)  per evitare quello che Renzi chiama “il ricatto” dei piccoli partiti, forze che - per quanto fastidiose - hanno sempre garantito i sacrosanti dettami costituzionali del pluralismo democratico e del diritto di rappresentanza. Ed infine i due pezzi forti: riforma del titolo V della Costituzione e totale annichilimento del Senato. Infatti, per Bonnie e Clyde , questa istituzione dovrebbe trasformarsi in una “ Camera delle Autonomie locali”. Secondo “i promessi sposi” dovrebbe esistere, dunque, un “incostituzionale” gregge non retribuito - ma neanche eletto direttamente - adibito a difendere e a garantire i diritti di tutte le realtà locali. A questo punto è d’uopo domandarsi chi o cosa nominerebbe questi fantomatici garanti delle istituzioni a titolo gratuito. Ma la strana coppia sa quel che fa! Possiamo star certi che hanno un consapevole e profondo senso dello stato e non sparano minchiate assurde e incostituzionali; infatti se per anni i senatori non hanno lavorato impaccati di indennità e rimborsi sicuramente queste nuove ed eroiche “entità” si spezzeranno la schiena gratuitamente per li bene del paese. Lavoreranno alacremente senza percepire nulla; casomai solo qualche innocente mazzetta generosamente elargita da quell’ esercito di lobbisti affamati che certamente crescerà a dismisura davanti alle porte di Palazzo Madama: esseri generosi e disinteressati che, per  un appalto dell’ Asl, un lavoro pubblico o un finanziamento statale, saranno pronti a dare un “corposo senso” a questi nuovi e squattrinati (se proprio vogliamo crederci) mercanti del Tempio. Agnelli nullatenenti gioiosamente tra i lupi! 
  
Ma i due sposi non hanno detto tutto! La loro intimità li spinge a serbar segreti: ad esempio non hanno rivelato se la nuova legge elettorale avrà le liste bloccate – in pratica se saranno i partiti a  scegliere i nomi dei nostri rappresentanti come per il porcellum, una vera manna per le segreterie -, quanto sarà consistente un eventuale premio di maggioranza e come verrà “italicamente” corretto il sistema spagnolo. Ma si sa… il dolce arriva sempre alla fine!

Riepilogando il tutto dobbiamo concludere che due soggetti al di fuori del Parlamento e del Governo, figure che non hanno alcun titolo per parlare di riforme – il primo perché è un sindaco assenteista e un semplice segretario di partito, e l’altro perché è stato “espulso” dal Senato perché condannato in cassazione – si sono riuniti privatamente e hanno deciso di dare la spallata finale per far precipitare definitivamente il paese nell’abisso. Tutto questo mi ricorda qualcosa! Ci manca solo che le loro decisioni siano state trascritte sottoforma di “pizzini” e consegnate a mano alle alte cariche dello stato da Dell’Utri e il cerchio è chiuso. A quel punto potremo parlare serenamente di trattativa “Matteo&Silvio-Stato!”
 
Ma la ciliegina sulla torta l’ha messa il nostro ferreo e integerrimo Presidente del Consiglio; Enrico Letta, dopo aver severamente criticato l’arrivismo di Renzi con dichiarazioni e incontri al vetriolo, appena ha visto che le cose si facevano serie tra il suo segretario e il condannato ha subito fatto dietrofront e a caldo, dopo il summit dei due privati cittadini Renzi e Berlusconi nella sede del Pd, ha seraficamente dichiarato che per le riforme “si sta andando nella dichiarazione giusta”! 

Enrico, bello di zio… questa da te proprio non ce l’aspettavamo. Scilipoti al tuo confronto sembra Trockij e Giovanardi Ettore! Ma in quale polveroso flipper della periferia del Chiapas  hai abbandonato le tue proverbiali e inossidabili palle d’acciaio? E’ proprio vero, dobbiamo ammettere che l’Italia è proprio un paese strano!