In Verità

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lunedì 14 ottobre 2013

MATTEO RENZI, L'OMINO DEL WEEKEND!


Renzi utilizza una tattica nuova: raccoglie dati durante la settimana e si attiva nei weekend. Vede prima chi fa la figura peggiore su questo o quell’argomento e poi, quando la vita istituzionale si accinge a passare da un feriale riposo strapagato ad un immeritato fine settimana comatoso, lancia le sue bordate qualunquiste. La mano di intonaco su cui lavorare di cesello resta, però, sempre la stessa: il governo delle “Larghe Intese”. Non c’è base migliore! A chi può mai piacere il papocchio “Letta-Alfano” partorito dal Quirinale?  E’ il rospo nazionale da ingoiare, un compromesso stomachevole ma necessario, l’unica ancora di salvezza in un oceano di melma in bonaccia perenne. Renzi ha quindi gioco facile, lanciare anatemi sull’incestuoso idillio tra Enrico e Angelino è come sparare sulla croce rossa. E’ così da Bari carica gli astanti a suon di ovvietà: “hanno buttato via vent’anni, il governo non sta facendo nulla, sui carri non si sale ma si spingono… la Fiorentina punta alla zona Champion’s”. Come dargli torto? Non si stava meglio quando si stava peggio, quando i treni arrivavano in orario? Mentre adesso, da quando non ci sono più le mezze stagioni, dobbiamo ricordarci che l’abito non fa il monaco e siamo stanchi di persone che trovano solo delle scuse, perché la cattiva lavandaia non trova mai la pietra giusta!

Come obiettare e opporci ad un tale fiume in piena di luoghi comuni? E’ impossibile. Renzi ha temperato il ciucciotto per anni e adesso è preparatissimo. E’ in grado di circumnavigare il periplo del “niente” andando a braccio per ore. I suoi stessi collaboratori devono togliergli le pile per fermarlo. E’ inutile dire che il sindaco di Firenze ha ragione, ha ragione su tutto, ma è quella tipologia di ragione da smadonammento da bar che in Italia è da sempre sport nazionale, e che indiscriminatamente spazia sugli argomenti più eterogenei, dal “governo ladro a “l’allenatore non ha capito la partita e l’arbitro era venduto”. E proprio adesso che  Berlusconi ha lasciato uno spazio vuoto, non sarebbe una vera bestemmia non sfruttare questo nuovo fuoriclasse dell’ovvio? Anche Letta ci prova, ma come gli viene male! Si vede lontano un chilometro che è falso come i soldi del Monopoli. Per non parlare di Grillo! Il comico si è giocato tutto il consenso tra un “Vaffanculo a 360 gradi” di troppo e i deliri apocalittici di Casaleggio. Solo Matteo è in grado di lusingare e affascinare le nostre lamentele e i nostri disagi senza esser volgare, ad incoraggiarli senza prospettare spaventosi scenari di crisi perenne e irrecuperabile. E’ lì nel bar insieme a noi, non smadonna perché è un bravo ragazzo, ha la faccia pulita, è un ottimista. Non v’è argomento dove non mostri superficiale competenza, materia su cui non sciorini giudizi universalmente condivisibili; e se non dovesse raccogliere unanime consenso nessun problema! Cambia opinione!
Cavalcando questa “scuola di non pensiero” Renzi arriverà in alto, è una certezza. Lui ascolta e valuta gli umori della gente, vede come la società risponde sugli argomenti più scottanti e d’un tratto spunta davanti a tutti col vessillo del populismo stretto tra le mani.

Così, dopo lo scivolone di Grillo sulla Bossi-Fini e le parole di Napolitano sull’indulto, Matteo ha capito che per ottenere nuovi consensi deve stare dalla parte della tolleranza verso gli immigrati e del polso fermo nei confronti dell’indulto. E’ l’opinione pubblica che glielo impone, non ha bisogno neanche di sforzare le meningi in proposito, le notizie della settimana e le relative reazioni della gente gli hanno indicato la via: La Bossi-Fini è una legge ingiusta e non è mai stata un deterrente per i fenomeni migratori; dopo le gravissime tragedie in mare sarebbe disumano ed incivile mantenerla. Altresì l’indulto non è una soluzione, anzi sarebbe un gravissimo errore viste le condizioni del Paese, un vero e proprio “autogol” delle istituzioni.

Il pentolone Renzi è pronto ad accogliere e mettere in cottura l’elettorato a cinque stelle rimasto deluso dalle discriminatorie dichiarazioni della coppia Grillo-Casaleggio e tutti quegli italiani – un bel po’ – che vedono l’indulto sia come una minaccia per l’ordine pubblico e sia come una scappatoia tanto disperata quanto “ipertrofica” per salvare il pregiudicato Berlusconi.  


Io adoro Renzi, è un politico perfetto! Non ha idee proprie, tale qualità è tutt’altro che curriculare in politica; gli basta stare in silenzio e vedere come si svolgono i fatti e infine, all’abbisogna, tempestivamente abbracciare e far sue le opinioni più popolari. Non fa una cippa, ha sempre ragione e lavora solo il fine settimana! Chi sta meglio di lui?