In Verità

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martedì 15 ottobre 2013

BEPPE, GRAZIE DEI FIOR!


Grillo oramai spara nel mucchio, ma a ben vedere c’è una logica del tutto originale nelle sue dichiarazioni, basta solo rintracciarla tra gli innumerevoli studi clinici dedicati al bipolarismo cronico.
L’esasperazione a cui il comico è giunto dopo essersi scavato la fossa da solo sta prendendo il sopravvento, e adesso, dopo aver dato inizio alla sistematica decimazione dei suoi parlamentari, attacca alla cieca prendendosela con chiunque. Nel mirino di Grillo ora ci sono i lauti stipendi di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. In effetti, con tutto il rispetto, e l’esclusiva ammirazione per la Littizzetto, spendere milionate di euro per due appuntamenti settimanali per un format “premontato” della Endemol (società per il 33% di proprietà della Mediaset) è un “tantinello” esagerato. Se noi “comuni mortali” dovessimo ricalcare la folle “proporzione” dei compensi di tutte le sedicenti celebrità “viralmente” disseminate nel circondario dovremmo pagare l’idraulico che ci aggiusta il bidet consegnandogli l’atto di proprietà di tutto il pianerottolo. In fondo Fazio che fa? Di certo non monta con le sue mani la scalinata di Sanremo, né ha tatuato di suo pugno la farfallina all’inguine di Belen per far “impennare” lo “cher” all’amico Morandi. Già, perché dobbiamo ricordare che Fazio piace a tutti ed è amico di tutti – come Licio Gelli -, e già solo questa cosa dovrebbe renderlo irrimediabilmente sospetto. Almeno la Littizzetto fa satira, si becca pure qualche querela: ci fa ridere trovando nomignoli sempre nuovi e fantasiosi ai genitali, dà voce a una foca che se la tira da morire, ma Fazio che fa per meritare cinque milioni e rotti a triennio? Grillo dunque sfonda una porta aperta, porta attraverso la quale già Brunetta - intervistato domenica scorsa a Che tempo che fa - era “faziosamente e comodamente” passato dal buco della serratura. 
In mancanza di argomenti per difendersi si è capaci di tutto: Brunetta incalzato da Fazio sullo spreco di denaro pubblico sul caso Alitalia tira in mezzo lo stratosferico stipendio dell’intervistatore, un privilegiato per difendersi accusa un altro privilegiato; è una scaramuccia tra ricchi che lascia il tempo che trova!, di certo non si tolgono i soldi dalla tasca per fare a gara per chi risolleva per primo il paese. A sua volta Grillo sfrutta la mediocre bagarre generatasi puntando quel minimo di credibilità che non si è ancora suicidata sulla stessa carta: Fazio, col paese in queste condizioni, è strapagato dalla Rai - un servizio pubblico - per fare da “stuoino” al Pd. Alla fine di questo teatrino, per recuperare un po’ il filo di questo groviglio di ovvietà, possiamo farci solo queste domande: cosa è stato detto di nuovo? Quali grandi rivelazioni sono state fatte? Cosa sappiamo adesso che non sapevamo prima?

Per tre giorni si è parlato di “ciò che tutti già sanno”, ma questo è bastato affinché il Codacons chiedesse un accertamento, attraverso un esposto, sui compensi Rai di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto per stabilire se “effettivamente guadagnano troppo”. Accertamento che quasi certamente cadrà nel vuoto perché non potranno fare a meno di concludere che i compensi corrisposti rispettano le quote di mercato dettate dalla concorrenza del mercato libero e che i due sono anche bravi cittadini perché pagano tutte le tasse. Grillo è intelligente - anche se non vuole darlo a vedere - sa benissimo che questi compensi astronomici non sono dettati né da un’etica di mercato e né, tantomeno, dal buon senso, ma solo da quel libero mercato, oramai impazzito, che ha perso ogni legame con la realtà da trent’anni. E purtroppo neanche possiamo aspettarci che Fazio e la Littizzetto, o chi per loro, rifiutino schifati e indignati stipendi da capogiro. Grillo sa benissimo che attaccare Fazio è pura propaganda, una propaganda che punta a “creare nemici”, a partorire di continuo mostri da utilizzare come capri espiatori, a generare una rabbiosa e tensiva contrapposizione tra “noi e loro” che non tocca minimamente la radice del problema ma, semplicemente, la sfrutta per creare e alimentare tensione sociale. Ma, nonostante tutto, Beppe fa finta di non capire e tenta di intimidire Fazio con un minaccioso tweet: “Verremo a cantare a San Remo. Ripeto: verremo a cantare a San Remo.” Se fossi nei panni di Fazio non lo sottovaluterei! Se Casaleggio comincia a cantare in farsetto come quello dei Cugini di campagna dal palco cominceranno a volare zatteroni, mutandoni scintillanti a zampa d’elefante e stivali con le zeppe con Brunetta dentro!