In Verità

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mercoledì 4 settembre 2013

THE SCHIFANI'S THEORY: L'ACEFALOLOGIA!


Se la vicenda Berlusconi non avesse drammatiche conseguenze sarebbe divertente assistere a tutte le sciocchezze che vengono dichiarate per far apparire il condannato una vittima. La nostra politica ha sempre indossato indumenti eccessivi e volgari… tutti quelli che poteva trovare nel pesante armadio del bizantinismo; ma con il progressivo involgarirsi e inebetirsi degli attori in scena sta iniziando a ravanare persino nel cassettone dei costumi di carnevale.

Oggi l’ex presidente del Senato Schifani ha voluto strafare e si è vestito da Balanzone per difender il suo fanta-poliedrico padron Tartaglia. Come se non avesse mai fatto mai politica in vita sua – cosa che non possiamo escludere totalmente -  ha chiesto formalmente al suo successore alla Presidenza del Senato di esonerare dalla Consulta che dovrà pronunciarsi sulla decadenza di Berlusconi tutti quei membri che si sono espressi a favore della decadenza, altrimenti - precisa - verrebbe meno la riservatezza sui lavori della commissione. Bisogna dire che questa richiesta di Schifani è totalmente propagandistica e non ha alcun senso, se non quello di  far apparire la Consulta come un’ “inquisizione” e la scelta obbligata dei suoi membri come un linciaggio
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A dirla tutta –pur volendo- coloro che sono chiamati ad esprimersi possono fare ben poco. Un condannato in via definitiva per un reato penale non può continuare a rivestire la carica di Senatore. Le due cose “nel mondo reale” sarebbero un tantinello incompatibili. Vero è che non se ne dovrebbe neanche parlare; e non perché si viola una fantomatica riservatezza, ma solo perché – sempre nel mondo reale – questo senatore avrebbe già rinunciato alla sua carica, almeno per decenza. Nessuna privacy da “salvaguardare” dunque, visto che gli atti del processo sono depositati… si sa tutto quello che si deve sapere.

La commissione viene costituita per prendere atto di una sentenza definitiva nei confronti di un membro del parlamento e non per metterla in discussione. Berlusconi non ha qualche multa non pagata, è stato condannato per frode fiscale, quindi negare o impugnare questa sentenza non solo sarebbe uno scandalo senza precedenti ma comporterebbe un precedente “istituzionale” pericoloso: innanzitutto non solo si offenderebbe il “buon senso” ma, come se non bastasse, la politica si giocherebbe quel pelo di credibilità che mantiene con lo sputo, la Costituzione diventerebbe carta straccia e, soprattutto, se il cavaliere ne uscisse indenne, qualsiasi delinquente “istituzionalmente patentato” potrebbe appellarsi al “caso Berlusconi” per restare in parlamento impunito. Quindi è praticamente impossibile che il deretano di Silvio possa ancora trovar ristoro su una poltrona del Senato. In fondo non è neanche una gran perdita visto che Silvio è tra i grandi “assenteisti”  delle istituzioni, e quelle rare volte che è presente si “appenica” puntualmente.    

Quindi il nostro Renato “Balanzone”  - come da personaggio – parla a sproposito, elargisce pareri senza valore… solo per l’ampolloso gusto di generar polemiche sterili e senza fondamento.