In Verità

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giovedì 5 settembre 2013

IL GOVERNO GIOCA D'AZZARDO E LETTA PERDE IL PIATTO AL SENATO


Letta è un lampante esempio di come non si dovrebbe governare. Forse in condizioni migliori, perlomeno decenti, avrebbe potuto combinare qualcosa, ma questo governo è una delle più inefficaci e maldestre forme di “accanimento terapeutico”.

Mentre tutta la politica, comprese le borse internazionali, i media, nonché le caldane umorali della Santanché  - generate da un dissesto metabolico irreversibile causato da un mix letale di ormoni impazziti e botulino andato a male -  ,ruotano intorno al curriculum penale del frodatore “Dudu’”, l’esecutivo delle meraviglie non ne imbrocca una. Oggi, ad esempio, è stato “giustamente” battuto al Senato sulla proposta di aprire nuovi centri per il gioco d’azzardo sia all’aperto che on line da una “sacrosanta” – e quando ci vuole, ci vuole! - mozione della Lega. Per un anno non si potranno più concedere licenze per il gioco d’azzardo. Questo scherzetto della Lega  costerà al Governo circa sei miliardi di euro di introiti. Non è una sciocchezza la cifra del gettito mancato così come non è una sciocchezza questa sconfitta politica. Ora il governo non potrà garantire, ad esempio, l’annullamento delle rate dell’imu per il 2013. Letta e amichetti dovranno cercare i fondi da qualche altra parte, e qui c’è davvero da temere.
In fondo l’idea di trovare i fondi per non pagare tassa prendendo i soldi dalle mani di “ludopati” compulsivi era tanto efficace quanto eticamente discutibile. Un governo che favorisce il gioco d’azzardo è piuttosto triste. Ma a prescindere dal profilo morale  delle scelte di Letta, dobbiamo dire che se questa proposta di legge fosse passata il governo, indirettamente, avrebbe favorito il crimine organizzato. Il gioco d’azzardo mette insieme e trasversalmente tutte le organizzazioni criminali del paese: Mafia, N’Drangheta e Camorra! Solo per fare un esempio: nel 2010, il gioco d’azzardo ha prodotto un utile di circa 60 miliardi di euro, ma nelle casse dello stato ne sono entrati solo 8,8. Ben 51, 2 miliardi sono andati “persi”  un po’ qui e un po’ là; e – paradossalmente – più il gioco si diffonde nel paese e meno incassa l’erario. Un’anomalia tipicamente italiana: il gioco è un affare che funziona, viene prima legalizzato poi liberalizzato e si diffonde a macchia d'olio. Si incassa tanto, ma - chissà come mai - di anno in anno lo stato ci guadagna sempre meno.  

Bisogna dire che questa sconfitta del governo al Senato è anche una sconfitta personale per Letta e altri sette ministri in carica, tutti membri della fondazione “ Vedrò” finanziata proprio da  “Sisal e Lottomatica”. Un duro colpo per tutti insomma.