In Verità

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venerdì 13 settembre 2013

GENNAIO 2014, ARRESTATO IL LATITANTE BERLUSCONI DETTO O'PAPI. ERA FUGGITO DAI SERVIZI SOCIALI


Tutto ha inizio dopo la pausa Natalizia. Berlusconi martedì 7 non si presenta nella casa di Cura […] per scontare la conversione della pena ad un anno per frode fiscale, e da quel momento in poi se ne perdono le tracce. Berlusconi aveva manifestato la sua insoddisfazione sin dall’inizio, quando gli fu negata la volontà di essere assegnato come consulente personale e talent scout “testatore” di aspiranti veline, visto che a casa aveva tutto il necessaire per intraprendere questa attività socialmente utile: palo di lap dance, telecamere nascoste, videocorsi tutorial contrassegnati con la dicitura “documentari educativi svedesi”, costume da Boccassini, maschere di vario tipo, manette, lingerie masticabile – anche per celiaci e diabetici – e corde e lacci di vari spessori e gradi di resistenza.
Dopo 24 ore dalla scomparsa e un solo sms mandato al direttore della clinica per anziani, nel quale genericamente avvertiva: “Farò tardi, purtroppo il botulino di qualità c’è solo in Svizzera Cribbio!”, il condannato si dà alla macchia. A quel punto scattano le ricerche e gli investigatori scoprono che quella Svizzera era una falsa pista. Il latitante viene avvistato però nella dimora di altro condannato a pena restrittiva, tale Nicola Cosentino, detto “Pepp o Padrin”, ma dopo un breve colloquio, nel quale i due avevano in mente di fondare un partito in Estonia ed espatriare, O’Papi fa si dilegua nuovamente, lasciando a Cosentino un ingente numero, non ancora precisato, di penne Bic e collant per invadere il mercato dell’est alla anni 80’! I telefoni e i cellulari dei suoi più stretti collaboratori vengono allora messi sotto controllo; ma anche qui gli inquirenti fanno un buco nell’acqua! A parte scoprire che Bondi si veste segretamente da Santanché e la Santanché pure, del fuggitivo nessuna notizia. Ma nel frattempo si ricostruisce l’iter della latitanza: Sallusti ammette di aver ospitato e nascosto Berlusconi per cinque giorni nel suo “sarcofago diurno” precisando più volte che questo gesto ha messo a rischio la sua stessa “non vita” esponendosi pericolosamente ai raggi del sole. Iniziano a parlare anche Razzi e Scilipoti, ma nessuno ci capisce un cazzo… e le loro dichiarazioni non vengono prese in considerazione, tranne una chiara e lampante, scandita miracolosamente alla perfezione da Scilipoti: “Se vi dico dove sta quanto mi date?” 

A questo punto, grazie al collaboratore d’ingiustizia “cacoliaco”, le indagini arrivano ad una svolta: Berlusconi viene trovato dentro l’unico macchinario al mondo “contro l’epilazione” - regalo infelice restituito da Ruby illo tempore - conservato nel villone di Arcore ed archiviato sotto la voce: “cazzate enormi”. Silvio, dopo esser stato nascosto da Sallusti, aveva fatto ritorno a casa e da lì non si era mai spostato- anche se c’è da dire che aveva utilizzato un lato della dimora disabitato, quello che confina col Veneto!

Al momento dell’arresto non ha opposto resistenza, ha solo iniziato a cantare – accompagnato immancabilmente da Apicella – “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli!