In Verità

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lunedì 2 settembre 2013

DA VIOLANTE AL "VIOLANTINAGGIO DEL PDL"



Dopo approfondite ricerche e svariati studi  si può concludere che Luciano Violante non puzza! Forse solo un po’.
Ieri, nella sede del partito di Torino, il saggio di Napolitano è stato aspramente criticato durante un’assemblea sulla possibilità di ricorso alla Corte Costituzionale per la decadenza di Berlusconi. Le parole di Violante sono riuscite ad indignare una settantaduenne a tal punto da costringerla ad abbandonare la sala.
“Silvio Berlusconi ha il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno. Occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari. E’ molto facile applicare le regole solo per gli amici, è molto più complicato farlo per gli avversari.”Dice il saggio, ed in seguito ribadisce che la sua opinione non è affatto un “lodo” o un salvacondotto per salvare il “frodatore”, ma solo un voler ricordare che tutti sono sottoposti alle leggi e da queste tutelati indistintamente. Che si tratti di Berlusconi o di chiunque altro.
Ed è qui che Violante toppa. Partiamo dal semplice presupposto che per “chiunque altro”  non si sprecherebbe tempo e denaro nelle sedi di partito avversarie per discutere sui diritti dell’uomo più ricco di Italia – cosa che riesce a fare benissimo anche da solo, senza il consiglio di giureconsulti innalzati al rango di saggi dall’accademia del Quirinale.  Il rispettabilissimo Violante, che io sappia, non è l’unico ad avere la Costituzione, il Codice penale e il Codice di procedura penale a casa, e Berlusconi può permettersi tranquillamente difensori preparati e “bibliomuniti”, più che capaci nel vagliare tutte le ipotesi di difesa, anche quelle più fantascientifiche.
Ma Violante non è sempre stato così attento ai diritti dei condannati e generoso nel dispensar loro consigli. Ricordo, ad esempio, che il saggio non ebbe tutte queste attenzioni nei confronti di Adriano Sofri; specialmente quando l’ex leader di Lotta Continua, nell’aprile del 2004, chiese proprio a lui di dire tutta la verità sull’omicidio del commissario Calabresi.  Violante, dunque, anziché scialacquare nel presente tutto il suo capitale di rispetto per le istituzioni, dovrebbe innanzitutto saldare i debiti col passato.  

Che Berlusconi possegga tutti gli strumenti per difendersi lo sta dimostrando benissimo, proprio alla perfezione… e non ha bisogno di altri aiuti. Di certo è legittimo ricordare “all’insipienza giustizialista” che esistono leggi che vanno rispettate, che c’è un iter che la democrazia esige e che va seguito, ma questa è un’altra cosa! Violante stesso deve essersi reso conto che le sue dichiarazioni sono state travisate, usate come scudo da Berlusconi&Co., deformate totalmente dai suoi detrattori per montare nuovi alibi. Con le sue parole Luciano Violante ha offerto a un pluricondannato destinato a “decadere” comunque, ulteriori motivi per dichiararsi vittima di una politica giustizialista. Ce n’era proprio bisogno?