In Verità

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domenica 1 settembre 2013

ALLA FESTA DEL PD RENZI E' USCITO DALLA TORTA!



La Festa del Pd è stata la “precottura” per il congresso. Tutti hanno prima parlato a fauci strette blaterando le solite cose, poi si sono muniti di buste “eco” per far cartocci con gli avanzi. Ora ad Epifani non resta altro che prendere il tortino e congelarlo sino al frugale ma vorace pasto.  
Vedere Mentana e Renzi sul palco mi ha destato una viva emozione. Per la prima volta dopo tanto tempo ho rivissuto sensazioni oramai dimenticate,  immagini del passato si rivivificavano.
Sentivo che qualcosa degli anni gloriosi fremeva e si ripresentava. E’ stato come quando ho visto “A qualcuno piace caldo” di Wylder, quando Jack Lemmon e Tony Curtis suonano per la prima volta vestiti da donna in un orchestra femminile. Ecco!, questa era l’immagine riposta nei miei ricordi! E adesso come allora mi sono seraficamente chiesto: “E questi due… che cazzo ci fanno lì?”
Renzi è tornato, è tornato più qualunquista e retorico di prima, ma agguerrito come non mai. Si è detto pronto a guidare il Pd. Anche se non ha l’età per la patente il carrozzone lo vuole lui. Vago su tutto, demagogo anche quando è nudo davanti allo specchio, ma su due punti fondamentali è un caterpillar: vuole la segreteria e il prossimo governo! Poi il da farsi è un optional, un particolare trascurabile. Quel che conta è arrivare allo scopo, perché Berlusconi in vent’anni ci ha insegnato che basta vincere le elezioni, poi si può anche non fare un cazzo… nessuno se ne accorge se non dopo tre lustri abbondanti!
Matteo le cose non se le fa dire due volte, neanche una se è per questo… è di una logorrea patologica – infatti credo stia ancora sul palco a parlare da solo al buio usando il 37 di Mentana come microfono. Ha tante cose da dire, tanti slogan pensati, maturati e cesellati mentre se ne sta seduto pacioso sulla tavoletta del wc… e non riesce mai ad avere il tempo per sciorinarli tutti in una volta. E la cosa lo limita e lo castra non poco, viste le evidenti disfunzioni emotive!
Renzi costruisce i suoi pensieri intorno ai suoi slogan e non viceversa. E’ la frase ad effetto a generare il discorso, non il contrario. Caratteristica ideale per un creativo della Algida, non certo per un esponente di spicco di un partito riformista. A volte arido di idee ammucchia insieme in una sola preposizione battutine, slogan e metafore calcistiche, così… senza soggetto complemento e predicato. Ha una tale  ansia da prestazione di “ovvietà” che è capace di incartarsi anche se gli chiedono cosa ha mangiato: “Un rottamato misto con contorno di urgenti politiche sociali, consumato velocemente in zona cesarini perché oramai è chiaro a tutti che non c’è più tempo!
Non è stato tenero col suo Partito e con Bersani: “siamo stati presuntuosi e lo abbiamo pagato. Eravamo certi di vincere. Invece bisogna avere il coraggio di vincere.” Mentana annuiva, anche perché è quello che pensa anche lui, pensano un po’ tutti, sanno un po’ tutti dal 94’. Renzi ha il coraggio di dire quello che tutti dicono! E’ un uomo nuovo, e lo ha dimostrato usando un linguaggio totalmente innovativo. Infatti quando gli è stato chiesto come risolverebbe da segretario questa paura di vincere che ha la sinistra: “Il punto non è quello che faccio da grande ma quello che facciamo insieme per un partito che non sbagli il calcio di rigore a porta vuota ma torni a vincere. È ora che Epifani fissi il congresso e si decidano le regole.”  Bobby Kennedy non sarebbe stato in grado di dirlo meglio… anche se il Baggio del 94’ si è un po’ incazzato.

Sulla decadenza di Berlusconi poi ha dato il meglio di sé cambiando tanto “repentinamente” quanto “retoricamente” registro: “Possiamo non parlare di decadenza del Cavaliere ma dei nostri figli?” Anche se dopo si è allineato con il partito affermando che “negare una sentenza definitiva significa negare l’autorità delle istituzioni”.
Insomma “nulla di nuovo dentro Renzi”: si accoda ai suoi quando gli torna utile, ma  dirompe di tanto in tanto con delle uscite qualunquiste solo per differenziarsi dalla “vulgata caotica del pd” e far sentire la sua presenza assetata di arrivismo. Tutto come sempre!