In Verità

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lunedì 16 settembre 2013

A ME UNA BETONIERA! IL PD SECONDO MATTEO.



Bisogna ammettere che per i suoi slogan Renzi fatica il doppio rispetto a Grillo, anche se è superfluo calcolare il doppio di “niente”. A quest’ultimo basta sacramentare indistintamente in tutte le direzioni – a volte anche contro i suoi – e si toglie il dente, Renzi invece si è specializzato in parole semplici, dall’effetto immediato, invettive e punzecchiamenti da canonica e mai volgari: delle sorte di elementari sintesi capaci di agglomerare senza distinzione la stanchezza e l’insoddisfazione nazionale. All’epoca delle primarie si era “intellettivamente” speso senza sosta per inventare il termine “rottamazione”, una fatica intellettuale che provocò una sola e temporanea vittima… Massimo D’Alema! Soggetto politico tetragono e inquietante, ora impegnato a sponsorizzare - con la sua proverbiale quanto irritante e immotivata protervia -  proprio il suo presunto demolitore. 
Ora Renzi è passato all’artiglieria pesante! L’ atmosfera in canonica inizia a scottare! Infatti per la sua nuova parola d’ordine non lesina in citazioni “dotte” chiamando in causa congiuntamente la saga Fast and Furious, tutta la filmografia di Micheal Bay e l’Anas! Ieri, a Sesto San Giovanni gasatissimo dichiara: “se andiamo alle elezioni “li asfaltiamo tutti”.
Qui il fattore evocativo è fondamentale perché subito l’immaginazione crea un nuovo personaggio: Vin “Renzi” Diesel alla guida di una betoniera alimentata con un motore a fissione nucleare che rifà il manto stradale d’Italia...  dalla Gela-Siracusa alla Tav andata e ritorno, in tre quarti d’ora netti e senza neanche prendere il traghetto. Ci tengo a precisare che  sarebbe bastata mezz’ora… ma la pausa Camogli è un rituale!
Aldilà del richiamo “squisitamente epico” – quasi “neomericamente motorizzato” - io non metterei le mani tanto avanti ipotecando senza appello una vittoria schiacciante, nonostante i sondaggi a favore. Bisogna ricordare che anche lo “Spompo” Bersani dopo le primarie vantava un gradimento alto, forse anche maggiore di quello che ora sbandiera il sindaco di Firenze, e Berlusconi era ai minimi storici. Non sottovaluterei innanzitutto il potere nefando e “carognesco” del porcellum, e né un inevitabile effetto boomerang – che tutti ora ignorano – dopo il possibile ritiro dalla vita politica “attiva” del pregiudicato Berlusconi. Eh Già! Silvio da “passivo” recluso potrebbe essere ancora più pericoloso!, perché la capacità e i mezzi per persuadere una bella fetta di elettori restano intonsi e a sua completa disposizione. Per chi possiede e influenza tutta l’informazione di questo paese è un gioco da ragazzi passare per la vittima di un sistema giustizialista, e dobbiamo ricordare che la succitata è una carta già bella e che rodata! Se ha funzionato bene senza che vi sia stata mai una condanna ora potrebbe ingranare alla perfezione. Un ultrasettantenne condannato ai servizi sociali, espulso dalla vita politica con il placet delle istituzioni - oltretutto infettate da una magistratura iniqua – è un format golosissimo. E in Italia lo cher è più influente dei sondaggi! Questo se mi va dalla D’Urso e lacrima in stereo con lei, mentre Dudù e la De Pascale in video si strappano rispettivamente peli e vesti – e viceversa – per l’epocale ingiustizia subita, qui succede un quarantotto!