In Verità

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domenica 11 agosto 2013

BERLUSCONI,LETTA E L'EROICA BATTAGLIA DELL'IMU


Il braccio di ferro tra il governo e Berlusconi ha acquistato la forma di un ricatto e la merce di scambio tra i due è l’imu. Berlusconi sulla promessa della cancellazione della tassa è riuscito a resuscitare la destra, e adesso questa “fondamentale” battaglia torna utile per svariati motivi: prima di tutto l’imu è il perfetto alibi e la più populistica merce di scambio per restare a galla. Mettiamo il caso che non si riesca a trovare un accordo per questa tassa: a questo punto Berlusconi potrebbe far cadere il governo senza attribuirne la causa alla condanna in Cassazione. E’ un argomento perfetto per salvare la faccia e apparire, nel contempo, l’unico vero politico che ha a cuore le tasche degli italiani.  Una soluzione perfetta per la sua immagine e per distrarre l’elettorato sul fatto che è un criminale. Ma per le stesse ragioni l’imu è anche l’unico mezzo di Berlusconi&Co. per stuzzicare e ricattare il governo delle “larghe intese” – governo di cui il Pdl è parte essenziale grazie a Napolitano e Letta.  L’imu è diventato l’ago della bilancia, la pistola messa alla tempia del Governo, un governo che si è messo stupidamente a giocare alla roulette russa con un’ accolita di disperati che venderebbero l’anima al diavolo pur di salvarsi le chiappe. Berlusconi a questo punto non ha nulla da perdere e può alzare la posta all’infinito: se gli va bene resta e la fa da padrone come sempre, se gli va male lo ritroveremo ai servizi socialmente utili per un anno; però si sarà preso la grande soddisfazione di portarsi tutto e tutti appresso… governicchio Letta compreso, le Camere sciolte e con elezioni anticipate con la cara, vecchia e deliziosa legge porcellum! Chi sta meglio di Silvio il pregiudicato? E’ in una botte di ferro con su scritto imu, e da lì fa il bello e il cattivo tempo grazie alle intimidazioni e i ricatti via etere e via stampa dei suoi galoppini!
Chi ha tutto da perdere è Letta. E’ lui che si trova con una mano avanti e una dietro cercando goffamente di accontentare tutti. Enrico ogni tanto scalcia e finge di fare la voce grossa, ma è costretto ad abbozzare se non vuole che il suo governo faccia una brutta fine. Anche se bisogna dire che oggi Letta ha dimostrato che il mestiere lo sta imparando: in una conferenza stampa a Baku, davanti al presidente dell’ Azerbaigian, Enrico si è abbassato al livello del suo carissimo “alleato ricattatore”, infatti ha dichiarato che se il governo dovesse cadere gli italiani saranno costretti a pagare le rate dell’imu come sempre.  Il presidente del Consiglio parla la stessa lingua dei suoi “onestissimi” alleati e cerca di girare propaganda populista sull’imu a suo vantaggio. Ha dimostrato che sa giocare sporco: che anche lui – se vuole – può nascondersi e dietro le lamentele dei suoi cittadini e farsene scudo per sopravvivere… e lo fa anche bene! In pratica è come se avesse detto: “Signori, se io vado a casa pagate tutto con gli interessi, quindi… o io resto o tutto va in malora: Berlusconi può anche cominciare a scegliere quale servizio sociale gradisce e gli si confà mentre gli italiani continueranno ad esser salassati dai provvedimenti del governo Monti”.
In fondo, a pensarci bene, nessuno di questi “straordinari e finissimi” strateghi resterà davvero sul campo alla fine di questo gioco al massacro. Entrambi hanno dimostrato, piuttosto penosamente, di esser fatti della stessa pasta “reazionaria e populista”, che sanno rendere argomenti non essenziali ma di pura propaganda anche mezzi per ricattare e spaventare il corpo sociale. Sia Berlusconi che Letta sono figure mediocri pronte ad approfittare del disagio diffuso per il proprio tornaconto, figure che sanno fin troppo bene che solo i cittadini saranno le vere vittime delle loro tristi scaramucce.
L’imu non è una questione centrale, ma lo è diventata semplicemente perché è un ottimo argomento di distrazione di massa, un pretesto per ottenere consensi, l’ultimo bluff per accattivarsi un elettorato stanco e disilluso. Come sempre la sinistra - quello che ne rimane, ammettendo che sia mai esistita in questi venti anni - fa il gioco del suo padrone e scende al suo livello, perdendo di vista le reali condizioni del paese per stare dietro alla sua demagogia mediocre e populista, un padrone che riesce a dettare le regole del gioco persino da condannato in via definitiva.