In Verità

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domenica 28 luglio 2013

SILVIO E LA CASSAZIONE.SILENZIO,SI VA IN SCENA


Tutto è oramai pronto per il grande spettacolo. Le parti sono state ripetute e straripetute e tutti gli attori si stanno sincronizzando come un orologio svizzero. Berlusconi, il grande protagonista, è entrato visceralmente nel suo personaggio: l’affranto perseguitato ma guerreggiante! I suoi sono toni bassi e pacati… ma sempre ottimistici, solo una leggera spolverata di fatalistico pessimismo che monta pian pianino con l’approssimarsi del trenta luglio. La vittima sacrificale gli è sempre venuta bene, adesso però ha sviluppato un lato nuovo del personaggio, un lato solo in apparenza più sottotraccia: quello del vilipeso esausto oramai arreso ai nemici dopo anni e anni di battaglie, tipo l’inevitabile rassegnazione del clandestino che ha patito “abusi a bordo di un cargo battente bandiera liberiana.” Silvio non si espone, la sua parte è quella del dimesso: è una presenza scenica potente e plumbea e non ha bisogno di sfoderare una retorica urlata né la sua ventennale virilità politica: “Ho oramai  quasi 78 anni” – dichiara – “ e se dovessi esser condannato mi spetterebbero i domiciliari. Ma io mi presenterò davanti al carcere”. Ecco! Qui c’è tutto uno studio di questo grande attore, che si destreggia impeccabilmente tra l’Edipo a Colono di Sofocle e il compianto Bombolo menato un momento sì e l'altro pure da “Er Monnezza!” E’ lì impotente e pio, ha davanti un epilogo che lo porta sommessamente verso l’Ade con prole singhiozzante, però… l’impietoso e giustizialista volgo lo “corca” de mazzate durante il tragitto! Ebbene sì… i cattivi siamo noi in questo capolavoro del tragicomico… che attende l’ultimo atto? L’interrogativo è d’obbligo! In fondo chi vuole più la sua condanna? Solo chi ha memoria, e la memoria degli italiani è più breve di un orgasmo - come ricorda Paolini. Quel che conta è il presente! Mica possiamo star lì ad esser puntigliosi e ricordare tutto quello che ha combinato? Sembreremmo dei persecutori ossessionati. Ma se anche la sinistra ha smesso di essere antiberlusconiana! In pratica ha rinunciato all’unica cosa che la teneva insieme. Proprio adesso che Silvio non è “non eleggibile” - solo ed esclusivamente per opera e virtù delle santissime “larghe intese” - vogliamo condannarlo? Adesso che c’è la “Pax Lettiana” e tutti vanno d’amore e d’accordo? No! Non si può! Continuassero a schifarlo tutti: la Merkel, Obama, Cameron, tutta l’Europa e il resto del mondo… ma a noi adesso ci serve! Altrimenti fa saltare tutto! Sentite i suoi coreuti che già gridano vendetta? Voci stridenti e fastidiose come quella di Cicchitto, che con quella faccia da vecchia e acida suora spogliata tuona: “Se Berlusconi venisse condannato si supererebbe un limite invalicabile! Mai in un paese democratico è stato condannato il leader di un partito di maggioranza!” Non è vero per niente, però fa effetto – e il coro a questo serve. Potremmo replicare alla acre “ex superiora” che nessun paese democratico però ha avuto Berlusconi, negli altri paesi le leggi sul conflitto di interessi le hanno e… udite!, udite!, le usano!
Però come recita bene Silvio! Riesce a dare al suo personaggio sfaccettature tanto impercettibili quanto incisive; peccato che la pubblicità, le orride notizie di cronaca e gli speciali sui costumi estivi delle dive coi culi al vento frantumano il pathos e la linea narrativa! Ma il nostro istrione è abile e supera tutto e tutti con le sue profonde affermazioni: “In caso di condanna – ma verrò assolto – non sarò esule come Craxi… resterò!” Il paragone calza, gli è cucito addosso ammettiamolo. Peccato però che Craxi non era un esule ma un latitante scappato dall’Italia perché condannato in contumacia per crimini che aveva commesso. Ma l’errore di licenza (licenzioso errore) ci voleva, il nostro non poteva accomiatarsi senza una disperata traccia di patetico pseudo-eroismo … il canovaccio la esigeva!