In Verità

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giovedì 11 luglio 2013

ROBERTO SPERANZA: LA LEGGE ELETTORALE QUESTA SCONOSCIUTA

Stiamo assistendo alla dissoluzione definitiva delle istituzioni. Se fino a qualche giorno fa un filo sottilissimo e labile teneva ancora in piedi il baraccone ora si è spezzato. La decisione della Suprema corte di Cassazione di fissare l’udienza per il processo Mediaset al 30 luglio nella sezione feriale sta mostrando tutti gli scheletri nell’armadio della classe politica italiana: il pdl ha preteso la sospensione dei lavori parlamentari e il pd non ha battuto ciglio, anzi ha accolto e sostenuto quello che poteva sembrare un ricatto. Ma il ricatto si è rivelato una collusione, un patetico e disperato convergere di interessi che sino a poco prima poteva solo esser sospettato, immaginato. La prova definitiva di questa collusione l’ha fornita il capogruppo alla camera del pd Roberto Speranza… il quale con un’interpretazione tutta personale, e quindi arbitraria, della legge elettorale del 57’ ha definito Silvio Berlusconi “non ineleggibile”. E come se non bastasse Speranza ha anche rincarato la dose affermando che il segretario del pd Epifani condivide questa linea di interpretazione.  Speranza ed Epifani evidentemente non hanno letto bene questa legge, legge che ha permesso la loro presenza nelle istituzioni: infatti nell’articolo 10 leggiamo:

1. Non sono eleggibili inoltre:
1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;

2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;
3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l'opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.
2. Dalla ineleggibilità sono esclusi i dirigenti di cooperative e di consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri di Prefettura. 


Silvio Berlusconi ha goduto e gode di concessioni statali… a cominciare dalle concessioni per l’emittenza privata delle sue reti, gode inoltre di ingenti sovvenzioni statali sottoforma di finanziamenti pubblici per le sue testate giornalistiche, solo per citare le due più evidenti. Quindi Silvio Berlusconi è ineleggibile non da oggi ma da vent’ anni.  Ovvio che in questo ventennio Berlusconi ha provato a metter mano a questa legge ed ha ottenuto periferiche abrogazioni ma non è arrivato a toccare questo punto nevralgico, si è barcamenato con decreti e provvedimenti provvisori che lo hanno tenuto a galla ma la sostanza del decreto è rimasta intatta, così come è rimasto intatto il suo palese conflitto di interessi.
Berlusconi è ineleggibile, è stato sempre ineleggibile, ed è un dato di fatto non una questione arbitraria o opinabile. Bisogna solo chiedersi perché esponenti del partito democratico si giocano la faccia per negarlo, sacrificano quel minimo di credibilità che ancora posseggono per difendere disperatamente la causa principale dello sfascio di questa nazione.
Ancora più grave è lo slittamento mediatico che Speranza ha realizzato. L’ineleggibilità di Berlusconi non è – in questo momento – una questione prioritaria, né per Berlusconi né per il Governo. Berlusconi è coinvolto in processo che non riguarda la sua presenza nelle istituzioni, è stato condannato per motivi diversi;  rischia quattro anni di carcere e cinque di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale, reato che non ha avuto il tempo di depenalizzare. Roberto Speranza, personaggio che, a questo punto, credo sia nel partito democratico solo come quinta colonna del pdl - non solo ha fatto una dichiarazione errata – dimostrando di non conoscere la legge –, ma anche espresso un’opinione su qualcosa che ha poco a che vedere con i motivi e i malumori che provocano l'attuale paralisi delle istituzioni.

Panico, ansia e ignoranza del signor Speranza dunque… che, nel ridicolo tentativo di salvare lo zoo in cui pascola beatamente, si sono mostrate  in tutta la loro grottesca disperazione. Bisognerebbe ricordare dunque al capogruppo del Pd che a questo punto è relativa  la questione  dell’eleggibilità di Silvio Berlusconi perché tra poco sapremo se il fondatore di Forza Italia e del Pdl è un criminale, se ha frodato lo stato italiano, se è reo di reati ascrittigli come cittadino e non come rappresentante dello Stato. Questa ovvietà che tutti omettono rende ancora più scandaloso e inaccettabile ciò che sta accadendo. Il governo e le sedi del potere legislativo sono stati paralizzati da una parte politica con la connivenza e il placet di tutti i partiti di governo a causa delle vicende personali e fiscali di una sola persona, una paralisi che non tiene in nessun conto delle urgenze, delle difficoltà e delle esigenze di un’intera nazione. Gli interessi di un solo uomo si antepongo a quelli di un intero Paese. Ma anche questa non è una novità.    (A seguire sono riportati tutti i procedimenti a carico di Silvio Berlusconi dal 94 a oggi. Fonte il Sole 24 ore)