In Verità

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mercoledì 10 luglio 2013

LETTA PORTA SFIGA: NON APRITE QUELL'ENRICO


Se qualcuno pensa che siamo alla frutta è solo perché mangia lentamente; il resto della tavola è già all’ammazzacaffé e sta bestemmiando per il conto. Letta si porta sfiga da solo in un modo apocalittico. Onestamente già dalla faccia è palpabile un pallore sospetto, di quelli che spingono a cercare urgentemente il ferro delle chiavi di casa per esorcizzarlo… se non peggio. Il ragazzo non è un bello spettacolo: è appena di un’ incollatura più roseo di Sallusti… diciamo un morto più fresco… ma lo stesso non si fa una bella pubblicità. Tutto contento si prepara per la sua prima intervista a Ballarò, e mentre si infila i calzini la Cassazione gli fa un servizio che non dimenticherà mai: il terzo grado per il processo Mediaset che vede Berlusconi condannato a quattro anni e all’interdizione per cinque dai pubblici uffici è stato fissato per il 30 luglio. Non ci voleva! Letta mette due calzini di colore diverso tremando. “Ma come? La Cassazione che non fa cadere in prescrizione una condanna? Si sapeva che almeno il processo Mediaset doveva passare sotto traccia! Nessuno aveva diffuso che alla riapertura dei tribunali a settembre, dopo il passaggio alla feriale, il procedimento di revisione sarebbe andato in prescrizione. Ci sarà un motivo per cui tutti noi e la stampa ci siamo fatti i cazzi nostri, no? A Silvio lo avevamo promesso! Poi per Ruby ci saremmo arrangiati, ma almeno la condanna Mediaset doveva esser superata.” Letta arriva a Ballarò fortemente provato e nervoso, in confronto la Bernini sembrava vera, Sallusti intanto veniva galvanizzato ogni trenta secondi da una batteria nascosta nelle mutande, prendeva colore ad intermittenza… un albero di Natale in pratica! Enrico è agitato e si vede: ha la faccia di chi ossessivamente ripete la stessa frase: “ma chi cazzo me l’ha fatto fare!” Floris non indugia, sembra quasi un giornalista vero e con quella faccia da Alfa Alfa redento incalza sulla decisione della Cassazione sul processo Mediaset. Letta abbozza, svincola, rimanda, parla d’altro… e con il suo fare conia un nuovo verbo… “GNORREGGIARE!”. Gnorreggiare è più che svincolare, è più che non rispondere, è ostinarsi sino alla sincope nel far finta di non capire! Ma neanche gnoreggiare serve. Letta avrà pensato di tutto: “ora fingo un infarto”, simulo un’aggressione della Bonafé!, dico che mi ha chiamato Saccomanni piangendo e devo scappare.” Ma alla fine il Presidente del Consiglio opta per la soluzione più autoritaria… e anche la più stupida: s’incazza con Floris e diventa magicamente di destra. Si trasforma in un essere a metà strada tra Gasparri, Capezzone e Cicchitto e risponde: “Perché parliamo di Berlusconi? parliamo dei problemi del Paese!” Aglia! Risposta da regime! Era proprio messo alle strette. Questa soluzione lo manda definitivamente nel panico, non riuscirà a rispondere più a niente.. lo “gnorreggio” è totale. Solo alla fine, con estrema sicurezza dichiarerà: “nonostante tutto, assicuro che il governo non avrà rallentamenti e non sarà messo in discussione.” A questo punto la sfiga che si porta appresso ha infierito in modo crudele! Oggi è successo di tutto: il Pdl in fermento contro la decisione della Cassazione pretende la chiusura dei lavori parlamentari… e il Pd accetta con la coda tra le gambe. La Camera chiude per tre giorni per difendere Berlusconi da una condanna neanche certa. Certo, il fatto che è lo stesso Pdl a fremere non depone certo a favore di una fiducia cieca nei confronti di Berlusconi da parte dei suoi, ma questo è secondario: la giustizia italiana è tiranna a prescindere e va fermata. Non conta, paradossalmente, se Berlusconi sia innocente o meno, conta il fatto che Berlusconi è perseguitato dalla magistratura e questa celerità dell’iter giudiziario lo dimostra. Anche se la Cassazione non è che abbia anticipato qualcosa: non è che prima ha detto lo facciamo a settembre e poi ha ritrattato la data anticipandola. Ha solo ritenuto – faziosamente però – che rimandando  all’ autunno il procedimento o parte di esso può cadere in prescrizione. In pratica tutti si sono incazzati perché semplicemente “non se lo aspettavano, anche se avrebbero dovuto”. Come quando ti anticipano una data d’esame all’università: “mannaggia… non me l’aspettavo così presto!, non riuscirò a finire il programma!”. Ma come? Non solo uno vuol far fare a Berlusconi delle vacanze tranquille, liberandolo da pendenze false, infondate e tendenziose – così ha sempre detto -, e non è neanche contento? Uno ti fa una cortesia e in cambio fai scioperare un intero parlamento? Ma questa è mancanza di gratitudine! Berlusconi poi è il primo a dichiarare che è una falsità il suo ricorrere alla prescrizione per superare i processi… e una volta che può provarlo, una volta che può mettere a tacere queste malelingue invidiose e giustizialiste ci resta pure male? Certo che è strano Silvio eh? Il nervosismo dei suoi è onestamente più comprensibile, loro ci campano con Berlusconi, e se la gallina dalle uova d’oro tutt’a un tratto soffre di stitichezza finisce la pacchia! Prima ti sporcavi le mani per raccogliere il dono ma te le lavavi e non ci pensavi più… adesso ci vuole una rettoscopia approfondita… è più fastidiosa la cosa.

Ma il più grande di tutti è stato Grillo! Lui è un grande comunicatore e lo ha dimostrato… ha capito che vento tirava e senza perder tempo - ancora col costume bagnato - è andato da Napolitano anticipando il suo incontro al Quirinale. Casaleggio aspettava fuori nella posizione del loto; quando un corazziere gli chiesto se si sentiva bene lui ha risposto che assisteva alla riunione in spirito col terzo occhio, solo che non vedeva bene perché un ciuffo gli copriva la visuale. Grillo è stato eccezionale, il paese è sull’orlo della crisi, della crisi più brutta che abbia mai vissuto, il governo sta lì lì per cadere e lui è pronto a raccoglierne le macerie. Nella sua conferenza stampa ha detto tutte cose vere e ha sottolineato l’urgenza di interventi, la drammaticità dello stato in cui versiamo e come tutto questo sia taciuto, minimizzato da un governo tenuto in scacco dalle vicende giudiziarie di Berlusconi. Grillo ha avuto una tempistica perfetta e ha riguadagnato consenso. E’ riuscito ad approfittare del grande errore commesso oggi dalla maggioranza, quello di chiudere per tre giorni un intero parlamento per difendere gli interessi di una sola persona, per ottenere di nuovo credibilità.  Beppe Grillo è stato in grado di condensare in sé e nel suo movimento tutto il malumore che il paese sta vivendo per uno scandalo senza precedenti, per la dimostrazione ultima e più eclatante della politica “ad personam” che ha guidato questo paese per vent’anni. In pratica nel massimo delle doglie il berlusconismo ha partorito definitivamente il grillismo. Certo che Letta porta proprio sfiga!