In Verità

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giovedì 25 luglio 2013

LA CAMERA IN FESTA! ARRIVANO I SOLDI!

Questo venticinque luglio  è un giorno speciale, un giorno importante per i partiti del nostro parlamento. Infatti da domani tutti i partiti, o quasi, possono andare in vacanza sereni: è stata stabilita le cifra dei rimborsi elettorali e per fortuna hanno quel minimo per le piccole spese extra. Che saranno mai  48 milioni 664 mila 725 euro una volta distribuiti alle forze che compongono la Camera dei Deputati? A farsi due conti saranno così divisi: al Partito Democratico andranno appena 18 milioni 74 mila euro e rotti, al Pdl  18 milioni 674 mila euro, un milione e 124 mila euro a Sel, 5 milioni 479mila alla Lega, 3 milioni 111mila all'Udc; un milione 352 a Scelta Civica, e infine a Fratelli d’Italia 442 mila 868 a Fratelli d'Italia. Ricordiamo inoltre che mancano i rimborsi per il Senato e la cifra aumenterà, ma tranquilli… in tutto saranno solo 91 milioni di euro. Ammettiamolo… questa gente avrà appena appena le spese per una cabina presa collettivamente a Fregene. Bisogna avere tatto in questo momento così difficile per i partiti. Va sottolineata, in controtendenza, la scelta del Movimento 5 Stelle di rinunciare alla propria quota, circa quattro milioni e 200 mila euro.
Come tutti sanno la mozione proposta dal M5S, condivisa "formalmente" dal Pd, per l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti non è passata – anche se da quelle parti nessuno ricorda che un referendum li ha abrogati nel 1993 -, ma Letta ha garantito che l’abolizione resta comunque una priorità e vinceranno questa battaglia. Intanto i soldi se li son presi, perché - diciamolo - le battaglie costano; avrebbero potuto rinunciare comunque, come ha fatto il Movimento cinque Stelle, non sarebbe passato come uno scandalo, e di certo nessuno sarebbe andato in galera, ma questi soldi c’erano, che facevano? Li buttavano? E allora meglio prenderli, potrebbero andare in mani sbagliate: a qualche gruppo di delinquenti, casomai a dei nullafacenti che occupano poltrone comode comode, dei posti di potere senza fare un’emerita mazza dalla mattina alla sera.
Ma un paio di domande a Enrico Letta vanno fatte… purtroppo è d’uopo, all’emaciato gli toccano. Prima di tutto: perché per il “Decreto del Fare” – nome di una tristezza abissale -, il governicchio delle larghe intese è ricorso alla fiducia, forzando così le camere ad approvarlo, mentre per l’abolizione dei finanziamenti ai partiti si è arreso subito, nonostante abbracciasse incondizionatamente la causa grillina? Nel primo caso avete mostrato i muscoli, dichiarando di essere forti, affermando che non ci sono alternative che a questo esecutivo se non il caos - parole dell’oriundo Kazako Alfano, fonte attendibilissima… se vuoi svernare a tua insaputa in Siberia con moglie e figli, il servizio è perfetto: ti viene a prendere fin dentro casa -, mentre per il finanziamento ai partiti vi siete presentati alle Camere senza convinzione, non avevate verve, grinta… eravate già sommessi e sconfitti a priori. Enrico… ci devi credere! A parole siamo tutti bravi: d’accordo che hai promesso a Confindustria che il piccolo Nemo vedrà il padre, ma guarda meno televisione!
Seconda domanda: perché la legge per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non è stata una vostra proposta? Non poteva essere inserita nel rivoluzionario “decreto del fare”? In questo fenomenale disegno di legge che dovrebbe cambiare tutto il Paese? Sarebbe stato più semplice imporlo con la fiducia, no? Il decreto del fare ridarà la vista ai ciechi, la parola ai muti… ma non restituirà soldi che non meritate per nulla. Intanto con i soldi in tasca hai promesso che non li prenderete più… per questa volta ti è andata male lo so, e mi dispiace… ci hai  provato… proprio non li volevano i partiti questa prima tranche di 48 milioni 664 mila euro, chissà come ci siete rimasti male appena avete avuto la certezza di incassarli. Come sono dispiaciuto per voi, credetemi!