In Verità

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lunedì 22 luglio 2013

ENRICO E LA VOCE DEL PADRONE


In tempi di crisi non si butta via niente … e nel seguire questa massima il Pdl si avvia a riciclare i pezzi del Pd oramai allo sfascio. A questo punto Berlusconi&Co. non hanno più ritegno, hanno compreso che il governo è alla loro completa mercé e battono il ferro finché è caldo. Brunetta alza la posta e chiede un rimpasto di governo con la pretesa di pari dignità di rappresentanza: metà ministri del Pd e metà del Pdl! Il guaio è che ora come ora neanche un’analisi del dna sarebbe in grado di distinguerli. La lingua và dove il dente duole: e la lingua Brunetta si accomiata dalle terga del Cavaliere per “sfrogoliare” il dente malato Enrico Letta. Già… Letta! E questo dove lo mettiamo? Se proprio vogliamo essere pignoli, a quale schieramento appartiene? Certo può esibire la tessera di partito… ma ce l’hanno anche Renzi e Speranza, non significa niente!
A dirla tutta il Pdl può chiedere ciò che vuole: dopo che il governo ha scandalosamente salvato Alfano il branco di Via dell’Umiltà può anche imporre Razzi all’Istruzione, nominare Trota ministro per i Beni e le attività culturali, Calderoli alle Pari Opportunità e, perché no, appaltare alla Monsanto le politiche agricole. La minoranza di governo spadroneggia e se lo può permettere: può ricattare, imporre la propria linea, dettare l’agenda, minacciando crisi ogniqualvolta le sue esigenze e le sue richieste non vengono soddisfatte. Tra tutti i governi Berlusconi questo è il più incisivo… e Silvio non ne fa neanche parte! Riposa a casa… è in periodo sabbatico: va a trovare Putin, sbriga qualche commissione “conto terzi” per l’amico di "pennacchio" Nazarbaev e porta a spasso la fidanzatina a fare shopping. Si sta dando alla bella vita perché ha Letta che lavora per lui… e se non dovesse più andargli bene fa cadere il castello di carte… ha veramente lasciato spazio alla gioventù ma questa nuove leve non devono strafare. Alla fin dellla fiera, Berlusconi vistosi oberato da impicci vari ha pensato di subappaltare l’esecutivo al Pd, anche se adesso ha sciolto il “cagnolino da guardia” per ricordare a tutti chi è che comanda!
Per aggiornarci sulle condizioni critiche del Pd ieri è spuntato dal nulla un “Fioroni in bocca al partito”: il medico del Pd, ex ministro dell’ Istruzione - purtroppo ai più bisogna rammentarlo perché è passato senza colpo ferire, giusto per facilitare il lavoro della falciatrice Gelmini -, ha beatamente dichiarato che è inutile pensare al congresso democratico, anzi… siccome adesso fa troppo caldo e conviene non sforzarsi, meglio congelare tutto e quando sarà il tempo smontare tutto il carrozzone e svendere i pezzi nel circondario. Il Pd per Fioroni è da mettere - nell’immediato - in coma farmacologico poi, quando l’attenzione di rivolgerà altrove, alla chetichella va staccata la spina, ma solo per non far soffrire inutilmente questo malato terminale dalla nascita! Cercate di capire... è un atto di carità!