In Verità

In Verità

sabato 20 luglio 2013

IL BELL’ADDORMENTATO NEL LOSCO



Anche ieri, durante lo scandaloso salvataggio di Alfano in Senato, Berlusconi si era beatamente concesso un abbiocco. Ma, nonostante la pennichella, alla fine della seduta si è complimentato per il “bel” discorso del presidente Letta… e per definirlo bello significa proprio che lo ha rielaborato in forma onirica… perché per tutto il paese è stato un vero incubo. Bisogna riconoscere che da un po’ Silvio è rilassato, tranquillo, in pace. Non sbraita più; è molto più “easy” da quando è stato varato il governo delle larghe intese. Nonostante si avvicini la sentenza della Cassazione per il processo Mediaset, il cavaliere dorme tra due guanciali… quello storico del Pdl e quello della “new entry”  Pd (ciò che ne è rimasto). Non è più in un “paese di merda”, come lo aveva definito pochi mesi fa, e in fondo questi giudici non sono poi tanto rossi, stanno sbiadendo, alla fin fine la cosa più rossa è solo la chioma della Boccassini. Oggi addirittura è stato assolto da un’accusa di diffamazione rivoltagli dal gruppo l’Espresso, assoluzione che conviene non diffondere però: in giro si dovesse spargere la voce che la magistratura funziona e tende ad essere equa, che in fondo in fondo la persecuzione nei confronti Berlusconi è montata “ad hoc” da anni dalla fitta rete di televisioni e giornali che controlla. No, non conviene per adesso… meglio che l’immagine del martire giudiziario lavori ancora un po’ e finisca l’opera. Quindi Berlusconi, tra un pisolino e un altro, vede tutta la classe politica lavorare per lui: si sveglia pacioso pacioso, si stiracchia ben bene, accarezza affettuosamente Brunetta che gli porta le pantofole, si affaccia dalla finestra per controllare che la Santanché, Cicchitto e Gasparri facciano la guardia al suo giardino – ha sempre amato gli animali bisogna riconoscerglielo -, e ogni tanto libera quelli della Lega per far dire loro una puttanata, giusto per distrarre un po’ e confondere le acque. Ma nel frattempo si guarda le cosine sue mentre il governo Letta lo tiene al riparo e protetto. Ogni tanto Alfano tenta inutilmente di imitarlo, facendo fare a tutta la nazione enormi figure di merda, ma l’allievo non supererà mai il maestro. Non ne ha le capacità, ma soprattutto i mezzi. Berlusconi è rimasto – e rimane – sulla cresta dell’onda nonostante affermazioni che nemmeno sotto acidi una persona normale avrebbe mai lontanamente pensato: chiama Kapò un parlamentare europeo socialista, abbronzati un Presidente statunitense e la sua consorte, culona inchiavabile la cancelliera tedesca, affermò durante una seduta a Wall Street che conveniva investire in Italia perché ci sono belle segretarie, dichiarò che Mussolini non uccise nessuno ma mandò solo i dissidenti in vacanza all’estero, e che infine… sotto l'evidente delirio di roba davvero buona, sentenziò di essere come Gesù Cristo perché si sacrificava per tutti, ed aspettiamo ancora il Vangelo di Bondi. La lista delle affermazione di questo tossico – solo così possiamo definirlo – è infinita, ma bastano queste chicche per poter serenamente affermare che la politica italiana da vent’anni è condizionata da un disturbato grave,  un soggetto che da un pezzo ha superato e infranto i limiti della sanità mentale, cosa espressa anche dolorosamente dalla sua ex moglie, che da questo povero disgraziato prende tre milioni di euro al mese di assegno di separazione – giusto le spese. Il guaio è che questa nazione subendo i suoi effluvi per vent’anni non può non esserne stata infettata, contagiata. Altrimenti come si spiegherebbe il fatto che ancora ce lo teniamo e ce lo coccoliamo? Che persino la sinistra si sta adoperando per proteggerlo da sé stesso, ma non da noi? Come ci spieghiamo un fenomeno come l’estremismo linguistico, populista, magico e demagogico di Grillo e Casaleggio, escludendo doverosamente i loro parlamentari che lavorano nelle camere come certosini? Come ci spieghiamo Matteo Renzi ed Enrico Letta, due figure che in qualsiasi altro paese da tempo avrebbero ascoltato la loro vocazione smaccatamente liberista e popolare? Non certo di sinistra. Berlusconi adesso è sereno, perché ha berlusconizzato anche i suoi detrattori – operazione iniziata sin dai tempi della bicamerale, quando l’eminenza smorta D’Alema affermò che il cavaliere era un grande uomo politico. Certo… come prodotto di scarto di questa operazione c’è Grillo, ma è stato contenuto e stoccato per adesso, messo sotto il tappeto della minoranza, ma è una pentola che bolle;e più questa situazione peggiorerà, più saremo vilipesi e ignorati da una classe politica che trasversalmente si è appiattita sugli interessi e le vicissitudini di questo narcolettico patologico, pluricondannato e impresentabile ovunque (corre voce che sia sgradito nelle sue stesse orge), e più correremo il rischio che la pressione di questo calderone salga sino ad essere incontenibile e incontrollabile. E intanto lui dorme, è sereno… coccolato e tenuto calmo da tutti, anche se lasciato libero di tenere in scacco un intero governo e, di riflesso, un intero Paese. Non bisogna farlo arrabbiare, altrimenti si sveglia dall’abbiocco e poi sono guai!