In Verità

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venerdì 19 luglio 2013

ANGELINO ED ENRICO:BEATI MARTIRI E... MIRACOLATI!


E’ stata ratificata la “non sfiducia” al “non non ministro Alfano” sul caso Shabalayeva.  Angelino “miracolato” dal Senato è stato però sonoramente redarguito da tutti. E’ stato invitato a meditare su ciò che ha fatto e a comportarsi di conseguenza. Sono troppo severi, davvero troppo!, in pratica è come se gli avessero detto: Angelino, non ti vuoi dimettere? E se ti dovessimo sfiduciare farai cadere il governo? Allora sai che facciamo?  Un’ emerita mazza! così impari!” Chi non si farebbe un profondo esame di coscienza dopo una lezione del genere? Figuriamoci Alfano che è così sensibile e delicato…, ad esempio, se solo Silvio tira un po’ in più il guinzaglio mi guaisce il tenerone! Ovviamente non commetterà mai un altro errore del genere! Si sentirà solo autorizzato a fare tutto quello che gli passa per la testa visto che non paga per i suoi errori, e poi ha un gabinetto così numeroso da decimare e sfoltire! Essendo un garantista ho sempre vestito di premura il mio giudizio su Letta, concedendo più a me stesso che alla sua figura il beneficio del dubbio, valutando per mesi come possibile l’ipotesi che il soggetto fosse messo alle strette dal Pdl per ragioni di stabilità, che facesse controvoglia comunella con i furbetti del quartierino amici dello zio. Che in fondo per il bene del Paese Enrico accettasse questa convivenza forzata, che sopportasse i continui ricatti di Silvio&Co. Adesso devo constatare che il “Presidentello” è proprio a suo agio, è contento, sta bene, lo vedo persino più colorito – beh, ora non esageriamo…. diciamo che è passato dal comatoso irreversibile a quello farmacologico. Finalmente ha trovato una dimensione, un gruppo di persone che lo comprendono, che sono come lui. Ha trovato un posto dove può finalmente esprimere sè stesso senza dover fingere di esser di sinistra. Pian pianino Enrico sta prendendo coscienza e…. farà outing a reti unificate: “Salve – sapete è davvero dura - , mi chiamo Enrico Letta e sono un ex democristiano della peggior specie che è stato nel Pd solo per far carriera!” E allora tutti gli altri intorno applaudiranno, gli daranno amichevoli pacche sulla spalla, lo abbracceranno commossi, Silvio offrirà in dono la sua escort migliore per il ritorno  del nipote prodigo, Alfano si arrabbierà perché a lui sono sempre toccate delle vetuste quasi trentenni nonostante abbia sempre servito il padrone senza tradirlo e né contraddirlo, ma nonostante ciò tutti gioiranno perché finalmente Enrico è tornato sulla “storta via”.

Il discorso di Letta è stato uno scandalo, un errore, la netta volontà di mantenere in vita artificiosamente qualcosa che è nato morto, senza presente e senza futuro. Non solo è stata tradita l’istituzione del Senato, preso in giro con una retorica scialba e superficiale, ma tutto il Paese, il diritto internazionale, la carta universale dei diritti dell’uomo e tutto ciò che ne consegue. Il discorso del Presidente del Consiglio è stata una pura formalità perché era già tutto stabilito e deciso: il ministro Alfano non sarebbe stato sfiduciato e Letta ha parlato sapendolo benissimo; quindi si è potuto permettere di dichiarare che il caso Shabalayeva era sì gravissimo e vergognoso per il Paese ma non era tale per il suo governo. Paradossale questa affermazione: come può un evento così grave essere scandaloso per un paese e, nel contempo, non toccare l’esecutivo che ha generato questo incidente diplomatico e che lo rappresenta e lo guida? E’ una contraddizioni in termini insanabile, una sciocchezza abissale espressa con la pacatezza e la boria di chi ha sempre saputo che può permettersi tutto, anche di affermare una vera idiozia, perché è certo dell’appoggio di tutti coloro che non vogliono un cambiamento, che hanno appiattito la vita istituzionale dell’Italia sui loro personalissimi interessi, interessi che sfumerebbero istantaneamente se questo governo dovesse cadere.