In Verità

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venerdì 3 maggio 2013

VICEMINISTRO DE LUCA? E' PRONTO UN PACCO.


Caro Vincenzo de Luca, congratulazioni per la carica a viceministro per le infrastrutture e trasporti. Sarà il secondo di Lupi; quello stesso Maurizio Lupi che in una lettera aperta – scritta a due mani con Formigoni - chiese a tutti i cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e prostituzione minorile. Come dire, un novello Saulo testimone fervente  e appassionato del messia dell’Olgiata.
Azzardo con rammarico una previsione: mi dispiace sostenere che questo incarico chiuderà definitivamente la sua carriera politica. Onestamente non ho mai avuto un debole per lei, tranne un minimo per i primi due incarichi…, perché in fondo lei sta alla sinistra e al progressismo come   Biscardi sta all’ Accademia della Crusca, ma possiede una dote che ho sempre ammirato: lei va a testa bassa come un treno, si arma di ragioni, anche inverosimili a volte,  e come un Savonarola vestito da Fra Cristoforo con momenti di grezza anarchia, punta  dita, inveisce, anatemizza risoluto con la convinzione di non farsi mai influenzare. Questa dote è imperdonabile a Roma, e Roma fa solo finta di dimenticare. Caro viceministro, Roma è una città fondata su un fratricidio e ne ha fatte di vittime, anche più illustri di lei – anche se lo troverà assurdo -, in nome dello spirito di servizio e del “cosiddetto” bene del Paese. Si possono dire tante cose, tranne che è si è prestato a dinamiche da seconda repubblica (il minuscolo è moralmente doveroso) e adesso si trova coinvolto al realizzarsi suo acme? La cosa non l’ha insospettita? O crede che il governo sia Salerno?   Che il consenso e le invettive spaventino e rimettano in riga il bizantinismo più radicato d’occidente? L’Italia è un paese strano, non ama i suoi eroi o i suoi rivoluzionari sino a quando non superano la prova del martirio, altrimenti vengono chiusi e dimenticati nello sgabuzzino della vergogna. I martiri sono più comodi e gestibili. Un rivoluzionario in attività è sempre fastidioso, crea problemi e disturbi, un martire è bello fermo (spesso sotto forma di statua o targa), lo si onora e commemora, lo si piange… ma – diciamolo una buona volta - non rompe più le palle… ed è allo stesso tempo un esempio e un monito per le generazioni future: un esempio di integrità civile e morale da imitare e un monito per scoraggiare chi vuole mettersi in testa di cambiare le cose – i martiri "per definizione" non fanno una bella fine e per questo sono una splendida invenzione del potere.
C’è da dire che dopo anni di anatemi e condanne contro i doppi incarichi ora è lei a trovarsi in un palese “conflitto di interessi” che spero sappia gestire e risolvere con la stessa risolutezza e convinzione mostrate nel denigrarlo pubblicamente. Ma di certo sarà così, no? Infrastrutture e Trasporti… vedendo la situazione dei trasporti in Campania non è che si può dire che sia stata una priorità assoluta dei suoi mandati, per le infrastrutture… se escludiamo opere di “embellissement” notevoli – anche costosissime visto che Salerno è forse il comune più indebitato d’Europa -, di certo non possiamo definirle propriamente “infrastrutturali”… mi insegna che c’è un’ abissale differenza tra il Piano Patte e l’Haussmanizzazione; e Parigi – che io sappia – credo che persino durante il Secondo Impero fosse un tantinello più estesa di Salerno.