In Verità

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domenica 24 marzo 2013

VAFFANGRILLO!




Grillo voleva Schifani come presidente del senato… facciamocene una ragione. Non solo, Grillo vuole il governissimo proposto da Berlusconi, Grillo vuole che il putridume finisca di marcire davanti ai nostri occhi, che il paese vada a male per poi opportunamente stoccarlo e riciclarlo.
Il concetto è semplice e Grillo non lo ha neanche nascosto: tutti sono cattivi, tutti rappresentano il marcio e il vecchio… quindi si alleassero per un’ultima volta e si distruggessero così subentrerà il nuovo (che sarebbe lui) così tutto il passato andrà con l’umido e l’indifferenziato e buonanotte al secchio.
Una sola domanda caro Grillo: ma tutta questa apocalissi politica poi sulle spalle di chi peserà? Formulo meglio l’obiezione: Gentile il mio San Giovanni evangelista rintanato nella Patmos piena di capelli nella testa di Casaleggio, i costi, la crisi, i problemi, lo stallo sociale che questa prolungata agonia del vecchio che auspichi, desideri, promuovi e incentivi… chi la paga? Quali classi sociali patiranno questo stillicidio dovuto alla tua ottusità da profeta intransigente, da Savonarola laicamente bilioso e anche un po’ ignorantello?
In fondo non sei diverso da chi combatti, quanto meno nei risultati: se chi vuoi disintegrare aveva poco a cuore il bene del paese per i propri interessi a te poco importano le sorti di un’intera società per una petizione di principio. Ma a conti fatti il risultato sarà lo stesso: tutto ricadrà non certo sulle istituzioni ma sulla gente; e tutto questo solo per dire “avevo ragione”? Contento tu… ! Quindi ben venga un governo Bersani-Berlusconi? Ben venga una empasse sociale insostenibile e tragica, ben vengano un altro paio di anni di tristi compromessi e larghe intese aride, di conflitti di interessi non risolti, di sopravvivenza di una scandalosa legge elettorale, di divari sociali sempre più ampi, di connivenze con la criminalità organizzata, di clientelismi, di malasanità, di mazzette e tangenti, di compromessi indecenti… solo per darti ragione. Infatti noi italiani esistiamo per dare ragione a Beppe Grillo… mica per altro? Anzi, personalmente, fammi sapere il giorno dell’impalatura che mi faccio trovare sbracato, non sia mai detto che tu possa esagerare?
Ah quei Grillini che han votato Grasso… che mazzata hanno dato al tuo progetto apocalittico: hanno dato dignità al parlamento quando tu e il tuo guru avreste preferito Emilio Fede. Ah che mazzata è stata la Boldrini alla camera … era preferibile Riina. Visto che ci sei, per mettere un po’ di pepe al tutto, perché non proponi di cambiare la Costituzione coi pizzini di Provenzano?Finisci il lavoro di Berlusconi per dargli torto! Dal tuo punto di vista è solo il marcio che si rifà il trucco e sei troppo ottuso per percepire un’opportunità. E molto più facile demolire, distruggere, piuttosto che  lavorare di fino e ristrutturare… . Somigli a un pazzo che preferisce comprare casa nuova perché la vecchia è sporca. Non sei diverso dalle multinazionali che combatti, dallo spreco di spese che denunci, dalla ipertrofia cronica del capitalismo che vuoi arginare. Preferisci l’acme del tragico al rinnovamento, il parossismo esasperato della macchina politica che deve autodistruggersi (secondo te, ma di fatto lo promuovi, perché per farlo arrivare al limite anche se come cacciavite negli ingranaggi ci sei dentro) al desiderio di rinnovarla. In fondo ti capisco, la demolizione è la via più semplice e con gli effetti speciali che rendono di più – strano che sei a favore del riutilizzo e riciclaggio però. Ma ripeto la domanda: questa operazione di distruzione politica sulle spalle di chi peserà? Sulle tue? Su quelle dei tuoi deputati e senatori? Sui tuoi adepti illuminati che preserverai dalla catastrofe? Insomma chi in termini pratici patirà la tua ILLUMINATA IDIOZIA?  
E va bene che chi va con Casaleggio impara a Casaleggiare… ma tu esageri core de casa!    
Beppe Grillo: un altro uomo che passerà alla storia (ed è tutto dire) per la sua severa intransigenza, disciplinata morale, integerrima volontà: tutte caratteristiche che da Catone a Hitler hanno contraddistinto le dittature – che poi siano alimentate da principi validi in tutta onestà non so che farmene.