In Verità

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mercoledì 20 marzo 2013

PAPI, ORTODOSSI E MOTTI PERICOLOSI



Marx sosteneva che la rivoluzione proletaria dovesse comunque partire ed essere guidata da una fetta di borghesia che, illuminata sulla condizione operaia, prendesse congedo dal suo ruolo storico e ideologico. Insomma che i padroni si mettessero dalla parte degli oppressi detto in soldoni!
Questo è accaduto raramente e quando è avvenuto non è durato molto - giusto il tempo di ristabilire priorità e caste, e Marx a tal proposito è servito più da mezzo che da scopo.
E anche se di questi tempi il marxismo è caduto nel dimenticatoio sembra rivivere un’ennesima giovinezza seppur mascherata da fervente e sincero afflato di giustizia sociale.
I presidenti delle Camere Boldrini e Grasso si decurtano lo stipendio del 30% e rinunciano alle abitazioni presidenziali… appena gli altri parlamentari ne hanno avuto notizia volevano linciare i grillini nelle toilettes del parlamento: Brunetta ha perso quei quattro centimetri che lo salvavano dal metro esatto,  Ghedini ha completato la trasformazione in Gollum, Berlusconi ha chiamato Veronica per un prestito e Apicella che da oggi in poi verrà retribuito a cozze, birra, sfogliatelle e pasta cresciuta! Ora tutti – più nolenti che volenti – in un modo o nell’altro dovranno darsi una calmata. I grillini negli scranni alti del parlamento – girondini ambientalisti e feroci – li osservano con occhi censori e moralisteggianti! Ma questi figli di Beppe Savonarola faranno di peggio: andranno a controllare i conti e i lavori della Tav, spulceranno nelle commissioni parlamentari dichiarando di rendere pubbliche tutte le decisioni e tutti i lavori. Sarà un po’ come avere qualche centinaio di Julian Assange pronti a rovistar nelle braghe della casta!
Ma due segnali mi hanno davvero stupito e meravigliato: il primo è reale mentre il secondo è “pericolosamente” simbolico!
La Chiesa cipriota mette a disposizione tutti i suoi beni per far fronte al tracollo economico  dell’isola. Il Primate Ortodosso Chrysostomos lo ha annunciato dopo un incontro col Presidente Anastasiades Nikos. Cipro è un’isola particolare… fino a qualche anno fa si era certi che la Cipro povera fosse quella turca e invece d’un tratto si scopre che questa nazione con appena poco più di un milione di abitanti - più piccola della Sicilia e della Sardegna - ha accumulato un debito di dieci miliardi di euro! Onestamente… come è possibile? Come può accadere che ci sia un debito procapite astronomico, improbabile anche per la mente più malata? Dell’ordine del milione di euro per abitante?
C’è da dire che questa piccola isola è – in un certo senso – la cassaforte della Russia: quindi si cerca di salvarla a tutti i costi se non si vuole entrare in guerra con Putin e la mafia russa, e se non si vuole restare senza gas! Ma la domanda resta… come è possibile avere un debito a cranio cipriota per un milione di euro? Quindi non c’è da meravigliarsi se gli abitanti dell’isola si sono un tantinello innervositi quando il  governo ha proposto di agire con un prelievo forzato sui loro conti correnti, anche perché c’è da dire che è difficile che si arrivi a un milione e rotti di conti bancari ciprioti, a meno ché anche i neonati non ne posseggano uno.
La seconda meraviglia è lo stemma papale: l’immagine è molto semplice: un sole fiammeggiante e al suo interno l’acronimo cristologico IHS (in greco ΙΗΣΟΥΣ cioè Iesous) dove la H è sormontata da una croce, al di sotto tre chiodi che rappresentano l’ordine dei gesuiti e in basso fuori dalle fiamme – ai due lati – una stella e un cardo simboli di devozione rispettivamente per la Vergine e San Giuseppe.




Ma la cosa più bella è il motto latino: “Miserando atque eligendo” frase estratta dalle omelie di Beda il Venerabile sul Vangelo di Matteo:  Vidit ergo Iesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere ( Gesù vide un pubblicano e guardandolo con compassione di amore e lo scelse, gli disse “seguimi”)
Con questo motto il Papa vuole ricordare la sua vocazione nel giorno si San Matteo e sottolineare nel contempo – forse - l’amore di Dio e il suo infinito perdono.
Ma passiamo dall’esegesi dell’immagine all’ermeneutica del testo, cioè troviamo nelle parole di Beda riferimenti più profondi e attuali, dei significati più sottili: San Matteo era un levita, un pubblicano che di mestiere faceva L’ESATTORE DELLE TASSE: insomma lavorava per l’Equitalia dell’epoca… ed era senza scrupoli, e credo fosse anche tanto temuto in zona quanto rispettato nella “Agenzia delle Entrate” Romano-Israelita. E il buon Gesù si premurò di convertire l’esattore senza scrupoli “amandolo con compassione”… Chissà se in questo motto non vi sia anche un monito per un’economia più equa e giusta, meno esosa e speculatrice, che smetta di pesare sull’economia reale dei paesi schiacciandoli in una morsa di debiti.  Questo lo possiamo solo immaginare e sperare, ma per sicurezza lo IOR ha spostato la sua sede alle Seychelles.