In Verità

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mercoledì 13 marzo 2013

LA RIVOLTA DEI “PROFESSIONISTI”



Dopo un luculliano ventennio che la nostra politica sia alla frutta è sotto gli occhi di tutti, tranne per la vecchia guardia… la quale spera almeno nel caffè , nell’ammazza caffè – una grappina per digerire, e perché no – vista la faccia come il culo -, farsi fare un cartoccio con le rimanenze  e chiedere una forte riduzione sul conto – che si prospetta salato, visti i quattro lustri satolli inchiodati a questa tavola imbandita a forma di stivale. Con fare tipico italiano dunque le vecchie volpi aprono la fase – anche surrettiziamente e per via traverse – del “lei non sa chi sono io”.
Adesso il passato si appella al  curriculare: ad una pretenziosa ed improbabile competenza acquisita nel tempo che definisce “politica di professione”. Insomma a mozzichi e graffi millantano di essere dei “professionisti” rispetto al nuovo che avanza che di riflesso non può che inevitabilmente essere incompetente e incapace.
Ora facciamo un piccolo excursus sui nostri “sedicenti” professionisti della politica. Questi “onorevoli” personaggi, senza alcun senso storico, civico hanno “ignorato” volontariamente le basi del diritto, lo spirito della Costituzione – sulla quale hanno giurato -, hanno mangiato sulla Sanità Pubblica, hanno cancellato ogni forma previdenziale e assistenziale, hanno distrutto la cultura e l’istruzione di questo paese, hanno accettato connivenze con le organizzazioni criminali e lucrato con esse, hanno accettato tangenti, hanno fatto gli interessi di banche rette da incapaci esosi, di gruppi industriali diretti da figure mediocri che attingevano dalle casse dello stato perché assolutamente privi di doti manageriali – anche se di origini canadesi. Questa “generazione di professionisti” ha creato il “cielodurismo” e il berlusconismo, ha ignorato e bypassato le volontà popolari emerse dai referenda sul finanziamento pubblico ai partiti, sull’abolizione di ministeri inutili, sulla privatizzazione dell’acqua e sul nucleare (dal 1993 se ne contano ben 12). Questa generazione di “professionisti politici” ha dato alla luce figure di cui andar fieri nei decenni a seguire: personaggi come Berlusconi, Bondi, Brunetta, Cortese, Minetti, Rosy Mauro, i lord Salvini e Speroni, Calderoli,  Cicchitto, Carfagna, Santanché, Gelmini, Trota e padre, Batman, Polverini e Marrazzo, Luisi, Del Turco, Lorenzetti, Penati, Brambilla, Mussolini, l’oratore di scuola quintiliana Borghezio, Scajola – multiproprietario immobiliare affetto da amnesia selettiva –, Mancino, De Mita, Mastella e consorte …  e ci fermiamo qui anche se la lista sarebbe ancora più lunga, trasversale, tanto tragica quanto ridicola, tanto inquietante quanto vergognosa. Ecco i nostri professionisti politici, le punte di diamante della nostra vita pubblica, l’eredità e il passato di tanta competenza e diligenza.  
Ovvio che chi ha prodotto e voluto - geneticamente modificato oserei dire - tutto questo tenti in tutti i modi di sopravvivere, si attacca con tutte le forze alla poltrona, allo scranno – credo vedremo segni di unghie ovunque nel parlamento -, perché in questo Paese è inconcepibile un ricambio generazionale senza traumi, senza vederlo come innaturale o persino illegittimo, insomma si grida allo scandalo e all’insurrezione solo perché il nuovo si sta affermando. Non devono essere i vecchi a morire, ma il vecchio… e questa differenza è sostanziale. Non sono i giovani necessariamente a dover subentrare ma il nuovo, che è spesso difficile da trovare anche in ciò che si è autodefinito tale.
Le agonie sono peggiori della morte improvvisa!, morire di botto è tragico ma almeno dopo lo shock ci si rassegna e si tenta di voltare pagina, ma le agonie sono strazianti, mietono ulteriori vittime di risulta, alimentano ulteriori sofferenze, allungano i tempi e acuiscono gli strascichi; quindi si rischia che per la pervicace, disperata, inutile e ostinata volontà di sopravvivenza di pochi finisca di andare a puttane un intero paese. Ma dico io,  se avete fatto pena per tutto questo tempo, almeno abbiate la decenza di donarvi quella che tutti chiamano a ragione la “morte dei giusti”. Un appello speciale soprattutto a D’Alema… Massimo è Shakespeariano dare direttive dall’oltretomba, ma non sei il padre di Amleto. Anzi per colpa tua tutto il Pd sembra Macbeth, ha persino sposato Rosy Bindi, che come Lady Macbeth è tutto un programma.