In Verità

In Verità

domenica 2 dicembre 2012

MONTI, DI PAOLA E GLI ARMAIOLI



Il governo lavora anche di sottecchi: mentre si effettuano tagli con l’ascia dappertutto nell’ambito pubblico l’attuale Ministro della Difesa Di Paola -  ex capo di Stato Maggiore della Difesa e successivamente presidente del comitato generale della Nato – avrà invece a dispostone per il 2013 la modica cifra di un miliardo di euro e rotti per acquistare nuovi giocattoli per poi farsi fare delle miniature e giocarci sulla sua scrivania con la mappa del Risiko.  
Con una veloce legge delega si sono decisi stanziamenti enormi per il prossimo triennio,  il lavoretto è stato fatto con enorme celerità per evitare due semplici cose: innanzitutto la delega di urgenza permette di bypassare molti iter parlamentari e in secondo luogo la celerità garantisce che lo scempio si attui prima dello scioglimento delle camere in vista delle nuove elezioni. La cifra complessiva di questa legge “sorcio guerrigliera” è all’incirca di un miliardo e mezzo di euro: cifra che è stata rosicchiata dai tagli che verranno fatti dal ddl di stabilità. La cosa diventa ancora più bieca e penosa se pensiamo solo all’ uscita allarmata di Monti di solo tre giorni fa sulla Sanità pubblica: Da buon padre di famiglia - ma ansiogeno – avverte che i costi della Sanità col tempo potrebbero diventare insostenibili e quindi bisogna cercare forme integrative di finanziamento. Tutto vero Mariotto, ma allora perché fai una legge delega per il riarmo e la riforma delle forze armate? Perché il Ministro della difesa Ammiraglio di Paola ha disponibilità e poteri di azione molto più ampli rispetto a tutti gli altri comparti pubblici? Perché la riforma previdenziale e retributiva delle forze armate è diluita in un lasso di tempo lungo – in tre anni e in modi e circostanze non chiare e tutti in mano al ministero della Difesa – permettendo così alle forze armate di aumentare del 5,3% le proprie entrate mentre tutti tutto il resto del pubblico – comprese istruzione e sanità –  è costretto a pagare la crisi con tagli inaccettabili?
Come ciliegina sulla torta il questo DE-CRETINO celere celere impone anche un extra alle autonomie locali in caso di intervento delle forze armate: in pratica – Dio non voglia –, se dovesse presentarsi una calamità naturale l’azione di emergenza dell’esercito in termini di costi graverebbe totalmente sulle casse del comune o della regione in cui ha agito. Quindi le realtà locali pagano il servizio che le “loro” forze armate sono “costituzionalmente” tenute a “garantire”!
Inutile sono state le proteste e la denunce pubbliche di organismi come la Rete del Disarmo che hanno diffuso questo scandalo istituzionale opportunamente deciso nello sgabuzzino della Presidenza del Consiglio e tirato fuori dal cilindro del Governo a giochi fatti!
Ma in fondo bisogna capirli, è brava gente… volete mettere che non abbiamo di ché curarci e come istruirci però un imponente F35 ci svolazza in testa – non sapendo se la carlinga regge – per proteggerci?
Poi l’Italia è solo ottava tra i grandi esportatori di armi, mica vogliamo perdere la gara nel portare armi in giro per il mondo e violare così i più elementari ed essenziali diritti dell’Uomo?
Caro Monti, a me sarebbe piaciuto – ma ancora lo pretendo – un capo del Governo che, invece di allarmare le piazze terrorizzando la sua Nazione annunciando che non ci sono soldi per curarsi pubblicamente, avesse annunciato fiero e contento: Cari Italiani, abbiamo preso i soldi dalle Forze Armate avendo rinunciato al riarmo, perché in fondo… che cazzo ce ne facciamo di caccia e missili? Allora sì che sarebbe stato un gran signore! L’abito non fa lo statista. Ma è colpa mia… ho letto Erasmo, lei sicuramente no!