In Verità

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giovedì 20 dicembre 2012

GALEOTTO FU IL DECRETO LISTE PULITE!




Il parlamento italiano attraversa furiosi e improvvisi attacchi di stitichezza. A questo intestino malconcio e nevrotico proprio quando gli si propone una “giusta regola”, fai capricci e si indispettisce. Il decreto “Liste Pulite” non passa, il ministro Cancellieri era oramai certa che dopo il passaggio alla commissione bilancio il decreto sull’incandidabilità avrebbe avuto vita facile. E invece no, resta fermo lì, sulla scrivania del presidente della commissione Azzolini del Pdl, il quale ha motivato il tutto affermando che deve prima occuparsi del pareggio di bilancio: quindi tra scontrini, pezze d’appoggio, buoni sconto benzina, della lavanderia, dei ristoranti se la vedrà brutta, e congeda infastidito con uno spocchioso “non lo so” i giornalisti che gli chiedono se riuscirà risolvere la questione in giornata. Ha tutta la nostra solidarietà anche perché è il Babbo Natale del Senato.
C’è anche da dire che esistono due elementi fanno passare in secondo piano il calcolato attendismo di Azzolini – con ogni probabilità frutto di un ordine “dal basso” -, e cioè lo stesso decreto e i suoi contenuti: innanzitutto c’è da dire che è alquanto  triste, se non addirittura sconfortante, che debba esistere un decreto che imponga il semplice buon senso ai politici. Fare una legge che imponga ai partiti di non candidare persone condannate è davvero qualcosa che accoltella la decenza alle spalle. Ancora più indecente è la nostra indifferenza al tutto: un po’ come vedere un agonizzante per strada e far finta di niente. Essere oramai abituati a tutto ci rende pericolosamente insensibili.
Il decreto infine per quanto anelato da molti non risolve in fondo niente:Innanzitutto la condanna deve essere definitiva e superiore ai due anni per reati tipo: mafia, terrorismo e “tratta di persone”. Quindi se uno prende un anno e 11 mesi è ricandidabile, anche se è mafioso e si diletta a tempo perso in commercio di esseri umani. “Puta caso” la soglia della condanna, sempre definitiva, si alza di ben due anni per i reati contro la pubblica amministrazione: peculato, aggiotaggio, reati fiscali, corruzione, concussione, anche lo stalking, e chi più ne ha più ne metta.
Ma come? Proprio per la top ten dei reati preferiti dei politici italiani alzate la soglia di condanna? Quindi se un politico commette un reato contro la pubblica amministrazione ed ha una condanna inferiore ai quattro anni può essere ricandidato e messo nelle liste? Così Fiorito rischia di diventare Presidente della Repubblica … Batman for president! Merendina?
P.S. Lo hobbitt in foto è il presidente della commissione bilancio del Senato Azzolini, (fortemente provato dal duro lavoro che compie)