In Verità

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venerdì 16 novembre 2012

TUTTO UGUALE:LE BABY PENSIONI DEI CONSIGLIERI REGIONALI SONO SALVE!




Si narra di un’enciclopedia cinese composta da milleottocento volumi ed ogni tomo conta circa duecento pagine. Ciò comporta “ideograficamente” un’infinità di informazioni destinate anche a contraddirsi, neanche in ordine alfabetico. I cinesi hanno inventato internet prima di tutti, anche se a causa del congresso del partito comunista cinese – nel quale sono annoverati alcuni degli uomini più ricchi del monto (tutti comunisti) – la rete è stata oscurata.
Ma in Italia, sul fronte cartaceo, si è fatto qualcosa di simile… questa Babele di parole, decreti e norme si chiama Legge di Stabilità, dove tutto e il contrario di tutto è stato scrupolosamente e burocraticamente redatto in una forma e in una lingua che rasentano una ridicola indecenza.
Saltando all’ordinamento dei governi regionali il decreto si premura di dichiarare in tutto il comma che la forma dei vitalizi dei consiglieri è rivoluzionata e adeguata: Per avere diritto al vitalizio bisogna maturare almeno dieci anni di attività e raggiungere i 66 anni di età (formula tristemente riassunta nella formula 66+10). Quindi basta con le pensioni baby, maturate a velocità siderali. La cosa è consolante, quanto meno giusta ed equa – anche se non si accenna alle cifre da corrispondere – e per tutta la faticosa e deprimente lettura dell’emendamento ci si sente tranquillizzati. Ma se facciamo uno sforzo in più e arriviamo alla fine leggiamo questa piccola postilla:

«Le disposizioni di cui alla presente lettera non si applicano alle Regioni che abbiano abolito i vitalizi».

La preposizione sembra innocua e forse neanche Fioroni dal carcere con intossicamento da merendine ne ha compreso la portata. In poche parole per tutte le regioni che hanno abolito il vitalizio questa norma non vale. Il problema è che tutte le regioni italiane hanno “abolito” il vitalizio, quindi questa norma non vale per nessuna regione di questo furbo Paese. Ma – e c’è sempre un ma –  nell’abolire questa forma pensionistica tutte le regioni – tranne l’Emilia Romagna – hanno previsto forme pensionistiche in forma contributiva, cioè una pensione, non un vitalizio – cambiando IL NOME dei fattori il risultato non cambia! Quindi tutto l’articolo dell’emendamento è reso nullo e le cose rimarranno uguali… i consiglieri regionali percepiranno secondo le vecchie norme – opportunamente definite contributive – una lauta pensione con gli stessi criteri di sempre.  Da questo gioco di parole gattopardesco è doveroso ri-sottolineare il comportamento dell’Emilia Romagna che i vitalizi li ha aboliti senza cercare formule suppletive per riproporli.
Altresì è doveroso ricordare i nomi dei due parlamentari che hanno proposto quella piccola postilla finale che ha preso in giro tutti gli italiani e che il governo Monti ha accettato senza remore: la parlamentare Chiara Fioroni di Fli e l’onorevole democratico Pierangelo Ferrari. Quindi possiamo dire soddisfatti che Fiorito appena fuori dalla galera avrà la sua bella pensione, nonché i contributi maturati dalla detenzione e cure dentistiche gratis; allo stesso modo il bombardiere Maruccio potrà tranquillamente sfondarsi ai videopoker! 

http://www.corriere.it/politica/12_novembre_16/vitalizi-regionali-fiorito_2fc07370-2fb4-11e2-9676-750af71025bf.shtml