In Verità

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domenica 18 novembre 2012

TUTTI AMANO MARIO!



Si sta delineando la Terza Repubblica… e siccome in Italia non si butta via niente la montano con i refusi delle prime due.  In fondo Mario Monti tutti lo vogliono indirettamente o indirettamente, Montezemolo, Casini e Fini gli fanno una corte spietata per realizzare un partito di centro che abbia la stessa autorità di una Democrazia Cristiana mai davvero defunta ma sempre strisciante e tenace come la bambina di “The Ring”.
Monti piace alla Chiesa: il suo rigore e la sua aplomb ricordano un De Gasperi bancario, casomai più laico ma con quella stessa pacatezza che infonde un senso di competenza e dello stato – senza dimenticare il favore fatto alle proprietà immobiliari del Vaticano scevre dall’Imu, favore che sarà opportunamente ricambiato in campagna elettorale.  Casini non soffrirà di solitudine adesso e ne ha patita tanta – anche se avesse un paio di neuroni abili in testa i due non si sono neanche chiesti l’amicizia su Facebook! Fini, invece, è pronto per far scacco matto a Berlusconi, abbandonato illo tempore imponendo una compagine che letteralmente “scalzerebbe” un Pdl allo sfascio. Montezemolo crede che la politica sia la Champions League dove in palio c’è il risorgimento della grande industria italiana sempre foraggiata – diciamo mantenuta in vita - dallo stato. Caro Monti, la vedo nera per lei. Pur di restare in politica non sa a cosa va incontro: non dovrà solo aderire alle istanze della Bce e dei grandi gruppi finanziari, ma sottostare alle pretese catto-popolari di Casini e alle ambizioni di Fini, sistemare questo o quel settore industriale, concedendosi di tanto in tanto alle politiche sociali per evitare suicidi di massa – su questo – però - mi premuro del beneficio del dubbio.
A Monti strizza l’occhio di pesce lesso anche Angelino Alfano, anche se finge di cacciar la lingua. Quale occasione migliore per rilanciare il populismo post-berlusconiano in questo paese se non promettere di cancellare ciò che Monti ha fatto? Quale pretesto migliore per far demagogia spicciola dal facile consenso tanto cara al suo fondatore?
Ma in fondo Mario Monti è amato anche dalla sinistra, già solo perché dirigendosi dall’altra parte avrà un nemico da combattere oltre i suoi dissidi interni. Monti potrebbe essere un prezioso interlocutore occulto con cui barattare qualche legge scomoda in parlamento e chissà… se l’adulterio funziona, l’amante segreto con il quale poter immaginare futuri voli pindarici e cambi di fronte a discapito di promesse elettorali a spese di oramai anacronistiche ideologie massacrate a colpi di falso progressismo.
Monti piace anche a Grillo, sì! non lo adora certamente… ma quale miglior capro espiatorio per far battaglie populiste e serrate, senza esclusioni di colpi contro il mondo capitalistico che il “Rigor Monti” rappresenta e tutela così bene? Monti è l’uomo giusto al posto giusto, anche per rivendicare che non dovrebbe stare dov’è! Anche dove non c’è è cosa buona e giusta che non vi sia! Diavolo o angelo serve, ci vuole… lo vogliono.