In Verità

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domenica 18 novembre 2012

Amarcord:L'AMANTE INFINITA



Pagine e viaggi, luoghi mirabili e labbra su cui scorre la pioggia. Parole libere e deliranti: domeniche assolate in vestiti bianchi, cristalli scintillanti, petali carmini e rampicanti. Sguardi di chi amo e chi ho amato, gli occhi di chi cerco e non posso guardare, cicatrice della mia anima, lacrima dei miei occhi. Distesa la vita davanti a me mi invita ad amarla, a toccare la sua pelle. Piacere dei piaceri e dolore di ogni dolore, tutto è in lei;tra i suoi baci e suoi morsi mi accarezza il tempo e graffiano i ricordi. Acqua sarai… cielo liquido, madre del pane, musica e benedizione. Se potessero le mie mani pregare non cercherebbero altro per offrirti alla mia bocca. Pagina lasciata sempre a metà, scritta a penna per sentire il foglio. Mai peso, mai condanna, ma sempre grazia troppo grande da sopportare. Montagna infinita e oceano sterminato, roccia lucida di tempo da toccare e sentire sotto le mani sino allo strazio, tu solo sguardo e mia benedizione, mia origine e mia terra. Seme e germoglio, miracolo e peccato, malattia e guarigione, disegni sul mio viso la mappa dell’eterno con i tuoi piccoli passi. Tu mia amante discreta e inesorabile hai sei sempre gli stessi occhi e lo stesso corpo: fianchi morbidi ed eterni, una schiena di cielo da percorrere ogni notte con le mie mani, seni deliziosi da assaggiare e un ventre infinito dove posso sognare. Se avessi più parole ti darei un nome, sei avessi più fantasia disegnerei il tuo volto, ma ho solo queste labbra e questi occhi mio faticoso miracolo.