In Verità

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sabato 17 novembre 2012

SINOSSI DELL’IMMONDEZZAIO


Sembra un giorno come un altro, come se ne avvicendano tanti (troppi) in Italia – e forse il guaio è che ci abbiamo fatto il callo. Ma in questa giornata si sono concentrate una serie di notizie e una serie di eventi che tracimano nell’indecenza, nella più sconsolante amarezza e venefico disgusto. Monti e Montezemolo iniziano a muoversi all’unisono: il primo va alla Bocconi credendo di rinfrancarsi in un’oasi e invece si trova davanti una dura contestazione. Un centinaio di manifestanti vengono trattenuti dalle forze dell’ordine e “Rigor Monti”  inizia a farsi un’idea che non sarà un picnic nella sala congressi. Ma la contestazione non viene solo dall’esterno; perché gli stessi professori della Bocconi criticano la politica del premier. Ma senza batter ciglio il Presidente del Consiglio inizia a far campagna elettorale incurante di ciò che gli accade intorno. Monti sostiene di aver tirato fuori l’Italia dalla palude mentre il debito pubblico sale e magicamente noi non abbiamo più notizia dello spread che ci ha terrorizzato per mesi. I consumi sono ai minimi storici e il costo della vita è divenuto inaccettabile; ne consegue che più di un quinto degli italiani ha superato la soglia di povertà e deve centellinare i consumi essenziali: luce, acqua e gas. Monti dice bugie in casa…e i colleghi del prestigioso istituto lo sanno. Come ciliegina sulla torta la Fornero ad Amsterdam confessa che la politica previdenziale del nostro paese è stata dettata dai mercati finanziari e che questi ultimi avrebbero massacrato l’Italia se il governo non avesse messo mano alle politiche sociali per soddisfarli. In poche parole siamo schiavi dell’economia – plenipotenziari formali in diritti ma di fatto soggetti a politiche di mercato.
Veniamo a Montezemolo… che oggi dichiara che non è più il momento per lui di stare in “tribuna”. Già il paragone calcistico è stopposo e ricorda un ventennio di vergognose indecenze. Altresì bisogna dire – restando nella metafora per facilitargli la comprensione - che non credo esista un “allenatore” che ha chiesto a Montezemolo di togliersi la tuta e iniziare il riscaldamento… e che io sappia chi sta in tribuna o è esonerato o non fa parte neanche della panchina, quindi è meglio che Luca Cordero si goda la partita perché non è gradito nella rosa!
La cosa che più sconcerta è che Montezemolo, come Berlusconi, si sente investito da un consenso che in realtà non possiede, che non ha chiesto e né gli è stato attribuito da qualcuno; ma con assoluta nonchalance il patron della Ferrari crede di essere un altro “unto dal signore” che deve impegnare le sue tanto straordinarie quanto sconosciute e dubbie competenze per la salvezza di questo paese.  Intanto questi due “mostri” di bravura iniziano a cantare in coro, a stravolgere la realtà dei fatti col preciso intento di fare un’incisiva, seppur in sordina, campagna elettorale… subliminale e perniciosa, senza minimamente percepire il disagio, la stanchezza e la rabbia di un paese che si sta “pericolosamente” infuriando intorno alla loro ottusa sordità!