In Verità

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mercoledì 14 novembre 2012

NON APRITE QUEL VILLAGGIO!




Adoro le vacanze nei villaggi turistici….oh! Mi massifico? Ma guardate che ci si diverte! Per esempio stupende sono state le vacanze in un villaggio in Grecia – diciamo la verità io e l’allora mia compagna decidemmo tardi, si desiderava andare in Grecia e… purtroppo ci toccò il villaggio. Ora dico io, ti fai un viaggio in treno, poi prendi un aereo, rigorosamente low cost, infatti sugli schienali di fronte a quelli su cui sedevamo non c’erano le istruzioni di emergenza, ma un perentorio: “fatevi leggeri leggeri, le uscite di emergenza sono qui, là... e un po’ più in là (senza frecce) , ma tanto le abbiamo sigillate perché c’erano spifferi!”
Ecco, ti fai un viaggio di circa cinque ore, arrivi un po’ stanco, ti salutano, ti dicono dove devi andare e, ovviamente, decidi di dormire almeno fino al pomeriggio del giorno dopo! E invece no! Alle 7.30 del mattino ti bussano alla porta! Tu trasali, ancora non hai realizzato di stare in un paese straniero ma credi di stare ancora a casa tua e pensi: “nooooooo! Minchia! È domenica e stanno bussando i testimoni di Geova!” Allora pensi: “beh, anche se è maleducazione non rispondo, ho troppo sonno”! E invece insistono! Allora inizi a realizzare: “ma io sono in vacanza! Ricordo bene il capitano dell’aereo che si è fatto il segno della croce e si è dato una “grattatina” prima di partire! Allora ti precipiti alla porta, sbatti uno stinco sullo spigolo del frigobar e apri la porta zoppicando e ti si presenta un animatore che pieno di energia che ti dice: “presto, presto”, tu da poco hai riacquistato le facoltà mentali e ti allarmi: “Che è successo? Va a fuoco il villaggio? Manco l’ho visto, era notte quando sono venuto!”
Nel frattempo si è svegliata anche la mia compagna che con una mano nei capelli arruffati ed un occhio chiuso e l’atro aperto mi dice: “Io te lo dico sempre che sei un fesso, perché fai entrare i testimoni di Geova?” Ma appena riapre l’occhio chiuso anche lei inizia a capire!
Ma l’animatore imperterrito continua, senza tener conto delle nostre evidenti difficoltà ad apprendere: “Presto, presto, ora c’è la colazione caraibica e poi il corso di Acqua gym!” Tutti e due gentilmente spieghiamo al ragazzo che siamo arrivati solo la sera prima e che schiaffarci un ananas ghiacciato e banane verdi nello stomaco non è proprio la colazione ideale, perché sarebbe un vero peccato passare le vacanze guardando la Grecia dall’oblò che dà sul mare mentre stiamo seduti a turno sul cesso! Ma soprattutto gli diciamo che preferiamo dormire un altro po’! ma lui offeso abbassa lo sguardo e si chiude la porta alle spalle!
Dopo due secondi sentiamo un suo collega che gli dice: “E Allora, con quei due nuovi com’è andata? …”Niente! Altri due rompicoglioni che hanno deciso di riposarsi!”
No dico, siamo in vacanza e dovremmo anche sentirci in colpa se per noi la parola vacanza significa VACANZA? Se non volevo riposarmi andavo nel Borneo con una fascia in testa e  un coltello tra i denti, mica in una struttura che si chiama “villaggio vacanze”? 
Si dorme ancora un paio d’ore e poi si decide! Allora la vogliamo vedere questa Grecia? Le ultime parole famose! Esci e non vedi nemmeno un vecchietto con la coppola che accenna un sirtaki, tutti sono italiani, ma peggio! Il nostro vicino di stanza era IL MIO VICINO DI CASA! Non è cambiata una mazza! Solo che invece di incrociarlo mentre buttiamo di spazzatura mi si presenta davanti con un bermuda con sotto un costume bagnato e un cappello di paglia!  Rientro terrorizzato nella stanza  e decido di mettermi un angolo e lasciarmi morire… il primo giorno di vacanza e mi sembra di stare nel mio condominio! Intanto la mia compagna torna con gli occhi sbarrati nella stanza. Io mi faccio forza… esco dall’angolo e le chiedo cosa sia successo, e lei: niente! Ho fatto colazione al buffet, sembrava la battaglia di Salamina! Dovevamo essere 100, 150… kiwi e meloni che volavano,  un bambino mi ha minacciata con un fucile ad acqua dicendomi: “O lo yogurt che hai preso o la vita!” e una signora per fregarsi il mio posto mi ha slacciato il pezzo di sopra del costume, ma sono riuscita a prendere un po’ di latte per tutti e due… basta solo strizzare forte l’asciugamani! “Non ti preoccupare amore”, dico cercando si rassicurarla, “ora è tutto finito”! E lei molto più lungimirante di me dice: No! tutto è iniziato, perché ci sarà il pranzo, lo spuntino, lo stramaledettissimo Happy hour, la cena… e così per una settimana! Ti rendi conto? Non abbiamo scampo!” e mentre dice questo si guarda intorno circospetta… e continua: scccc… parla a bassa voce! Qualcuno può sentirci e scoprire che ho l’asciugamani pieno di latte!”
Ormai disperati (siamo a metà del primo giorno) decidiamo di usare il villaggio solo come punto di appoggio e andarcene in giro per i fatti nostri. Eh! Si! facile a dirsi, perché appena usciti da quel villaggio … il deserto! Per chilometri e chilometri nessun segno di vita! Ti schiaffano i villaggi in mezzo al nulla… in pratica è come se ti volessero far capire: o stai con noi… o crepa!
Facendola breve siamo tornati dopo una settimana e….. alla prima domenica utile alle 7.30 del mattino abbiamo aperto la porta ai testimoni di Geova abbracciandoli felici con le lacrime agli occhi!