In Verità

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lunedì 19 novembre 2012

LA FAVOLA DELLA BORSA E IL POVERO!





Questo è un periodo di chiusura di bilanci, di rendiconti annui e rotture di salvadanai. Ma nella lotteria dei numeri e delle percentuali si delinea il grande divario tra l’economia reale e quella speculativa delle Borse. Milano oggi è stata la borsa più felice d’Europa! Gode ancora per il suo +3%  trascinato perlopiù da gruppi bancari: Unicredit, Intesa, Mps, i quali sono speranzosi e lanciati dal nuovo accordo raggiunto con la Grecia. Quindi tutto bene per le banche che possono immaginare un futuro speculativo, ma solo immaginare per adesso. Si deve sempre tenere a mente che i movimenti borsistici si basano su prospettive e previsioni non certo su dati reali e oggettivi. Le Borse sono come degli adolescenti che si illudono facilmente, ragazzini dall’immaginazione fervente quanto dal brufolo facile che sognano il grande amore. Questi acerbi fanciulli, con l’ormone caricato a pallettoni, costruiscono nella loro testa una vita felice ad ogni nuovo incontro – e le azioni ormonali salgono sull’onda emotiva -, ma appena scatta la delusione vanno in depressione profonda e tentano il suicidio a chucchiaiate di Nutella!
E bisogna sottolineare che è proprio questo tipo di economia schizofrenica ed emotiva che sta dettando le regole dell’economia reale, quella che viviamo e –ahimé – ora patiamo tutti i giorni! Infatti mentre la Milano finanziaria sogna ad occhi aperti un futuro roseo… nell’Italia reale accade l’esatto opposto!
La pressione fiscale in un solo anno è cresciuta del 44% ed è destinata a salire. In pratica quest’anno il peso fiscale aumenta di circa 1.450,00 euro a famiglia rispetto all’anno scorso! L’Industria metalmeccanica ha avuto un calo vertiginoso del 7% – da recessione acclarata e consolidata. I
n soli tre mesi tutta l’industria italiana ha registrato un calo di fatturato del 4,5% , reggono la baracca solo il tabacco e l’alimentare essenziale; in pratica mentre affinché la principessina viziata di nome Borsa di Milano possa sognare speculazioni in una Grecia da spremere finanziariamente e quindi speculare su un nuovo amore l’economia reale arranca e soffoca… non tutti vissero felici e contenti!