In Verità

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martedì 20 novembre 2012

GERMANA LANCIA: OVVERO IL PDL E’ UNA BARRIERA ARCHITETTONICA




Da circa una settima il Pdl ha una dodicesima aspirante leader.Germana Lancia si è candidata formalmente per le primarie del Pdl il quattordici novembre scorso ma pochi lo sanno – forse giusto quelli che han pensato bene di ignorarla. Questa donna impegnata da più di dieci anni nel sociale cerca il suo nome nella rosa dei candidati ma – paradossalmente - non lo trova.
Non vogliamo essere maliziosi e malpensanti, anche se il cattivo pensiero viene spontaneo e da questo nasce un dubbio atroce che va soddisfatto. La Signora Lancia è stata esclusa perché disabile? O perché ha un curriculum vero? O perché è da sempre impegnata nel sociale per i diritti dei disabili? Il disabile serve al Pdl come motore di consensi e basta ma non può aspirare ad altro? Forse tutte le cose insieme! Al cerchio magico degli apparenti abili del Pdl l’ardua sentenza.
Ora dico io… che il Pdl sia in crisi è lapalissiano! Mancano tra i candidati Gamba di Legno,  Gargamella e Scilipoti (l’unico che in un mondo perfetto dovrebbe essere un personaggio di fantasia), e quando si candida una persona per bene la si ignora? Ma allora ve le cercate?
La retorica sorge spontanea, anche se è in buona fede: cari candidati del Pdl – ma questo temo valga per ogni compagine politica, l’ignoranza è trasversale -, se in un paese stanno bene e hanno pari diritti e opportunità persino i disabili  significa che stanno bene tutti. Se a ogni minoranza sociale, culturale, etnica, religiosa e chi più ne ha più ne metta, sono concessi – non solo sulla carta – pari opportunità e diritti, significa che la strada è quella giusta. Ma evidentemente da queste parti la strada giusta non la si prende neanche per sbaglio. Ovviamente la candidata Lancia non la si poteva ignorare alla luce del sole – credo sia anticostituzionale -, allora si è pensato bene di metter la polvere sotto il tappeto… così, con nonchalance! Ops! Ci siamo scordati di Germana Lancia…mannaggia! Che peccato! E pensare che tutti ci tenevamo!