In Verità

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sabato 24 novembre 2012

BERLUSCONI NON TRAPASSA:ALFANO TENTA LE DIMISSIONI ASSISTITE


Sabato infuocato e non solo per le strade di Roma che vede nuove manifestazioni che saranno puntualmente boicottate e sminuite dagli organi di informazione.
E’ guerra aperta anche in via dell’Umiltà. Il Pdl è oramai allo sbando e la frattura si prospetta insanabile e radicale. Alfano dichiara che se ci presenteranno alle primarie candidati indagati lui rinuncerà alla corsa. Un’affermazione sensata, che cerca di affrancarsi dal passato adeguandosi al clima – soprattutto un’affermazione che taglia le gambe a Berlusconi… che già non è alto di suo. Il  Cavaliere si sente escluso (proprio questo Angelino voleva ottenere) e stamani annuncia la fondazione di un nuovo partito, in pratica preferisce tentare pietosamente di ricreare il passato piuttosto che ritirarsi – ma non c’è bisogno di sottolineare che Berlusconi non è, non è mai stato e mai sarà Numa Pompilio!
Proto, sino ad oggi uno sconosciuto e anonimo playmobil pidiellino… dopo esser stato inquisito dalla procura di Milano per truffa e aggiotaggio, sfida Alfano candidandosi comunque alle primarie- forse è un figlio illegittimo del torello dell’olgiata! Ha la sua stessa faccia di bronzo.
 La Santanché – anche lei in corsa perché assolutamente priva di quel sentimento che tutti noi umani conosciamo come senso del pudore – risponde indirettamente al figo del Bigoncio dichiarando che non devono essere i Pm a decidere i candidati. Cara Santanché, non sono i magistrati a far la cernita ma il codice Penale e quello di Procedura penale, due testi che vengono puntualmente ignorati come il libro di ricette della Parodi.
Alfano tenta quantomeno una separazione consensuale dichiarando diplomaticamente – ma con poca convinzione - su Twitter che Berlusconi è stato ed è un perseguitato della magistratura, intanto è riuscito a prendere le distanze dallo scomodo e ostinato fondatore del suo partito, oramai improponibile ed anacronistico visto il vento che tira.