In Verità

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martedì 13 novembre 2012

Amarcord:LETTERA DI ASSUNZIONE DI AUGUSTO MINZOLINI A.D.2010


Cercare di immaginare una lettera d’assunzione - o d’incarico -, in questo periodo, rasenta la fantascienza; ma c’è da dire che ricostruire la lettera d’incarico, per quanto intima e improbabile - ma tremendamente possibile - che conferì la direzione del Tg1 ad Augusto Minzolini è stata una tentazione troppo forte – anche se dalla fantascienza si è giunti inevitabilmente all’Horror.
Caro Augusto Minzolini, lei certo si stupirà della nostra scelta, ma qui tutti confidano in lei, e di certo non ci deluderà, non può deluderci, non ne è semplicemente in grado (nella presente a breve, motiveremo con parole semplici questa cieca fiducia in lei di modo che possa facilmente comprendere) .
Lei si chiederà certamente il nostro metro, le valutazioni che abbiamo adottato nella scelta: insomma le qualità e i fattori che l’han contraddistinta rispetto ad altri candidati. E a questo punto si rende necessaria una piccola digressione sul suo peso e la sua sostanza, insomma “la tara di Augusto Minzolini”.
Cos’è Lei? Può esser mai di sostanza vegetale? Certo che no! Ci mancherebbe. Il vegetale è immobile, ricava nutrimento dal sole e dall’acqua – cosa c’è di più nobile in natura? Difatti ci restituisce ossigeno, ci è vitale (anche se di notte può avvelenarci di anidride carbonica, esempio tipico di iniziativa autonoma che di certo è, ci permetta, una caratteristica che non le appartiene). Quindi lei non è accostabile ad un vegetale, sia per la sua provenienza biologica e sia perché non è di tal fissa ma nobile utilità diurna e né perché dotato di tale spregiudicatezza notturna.
Allo stesso modo potremmo definirla “Minerale”? (nobile o povero poco conta) Non ci resta che ripeterci. Lei di certo non è un minerale. Non ne ha la struttura: non è solido, compatto, monolitico: tre caratteristiche tipiche dei materiali fondativi, potenti note caratteriali dell’inanimato. Senza vita di certo ma tenace, un qualcosa su cui far affidamento. No, non è in alcun modo minerale.
Ovviamente tra sé e sé esclamerà: Allora sono un “Animale!”. Ma anche qui, ci permetta, poniamo un discreto ma significativo veto, e siamo sicuri che per sua indole non si opporrà: Di certo le appartiene l’aristotelica anima vegetativa: si nutre, si riproduce, è abitato da stimoli primari. Ma si può, in tutta sincerità, andare oltre se non con qualche evidente perplessità? Le rimanenti anime, sempre di aristotelica memoria – quella sensitiva e quella razionale –, richiedono per noi qualcosa di tanto terribile quanto inutile, un qualcosa che preferiamo abiti il meno possibile gli individui che governiamo, e cioè… una coscienza. La coscienza, Caro Minzolini, è consapevolezza di se stessi, è il primo passo per un’autonomia di pensiero – la preghiamo di porre attenzione a queste parole, comprendiamo che possono risultarle complesse, ma solo perché accenniamo a qualcosa che per sua natura non conosce; la coscienza d’aver coscienza è il primo nutrimento dello spirito - e peggio ancora dello spirito libero- è la mammella florida sulla quale morde vorace la bocca affamata del pensiero in erba. E noi, mio caro Augusto, questo nutrimento barbaro lo aborriamo e da anni lavoriamo affinché ogni animo si liofilizzi e atrofizzi alla più utile e meno problematica fonte della mediocrità.
E qui ora arriviamo a lei. Quindi lei cos’è? Non è Vegetale, non è Minerale, non è del tutto animale… cosa mai può essere?
Lei, caro “Direttore”, non è niente! Non è niente, e badi che per noi non è affatto dir poco. Lei è malleabile, permeabile, aderente, imperturbabile perché sprovvisto di autonomia, riempibile perché preziosamente vuoto. Lei è nel contempo utile e prototipo: utile perché, non avendo alcuna autonomia di pensiero, è solo un mezzo di conduzione, il filo di rame che trasporta incoscientemente energia al nostro scopo, e prototipo perché lei è ( o meglio non è) il primo esempio di ciò che vorremmo che tutti diventassero. Speriamo si riproduca e si moltiplichi per 56 milioni, che il suo serafico , quasi innocente, ebetismo spenga gli sguardi indagatori e autonomi dei suoi spettatori. Insomma che lei sia il “primo tra pari” di un popolo senza personalità.