In Verità

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giovedì 11 ottobre 2012

Se Tanto mi da Tanto!




Un consigliere regionale della Lombardia è stato arrestato per aver pagato la ‘ndrangheta; affinché questa nota organizzazione di promozione elettorale procurasse voti per la sua rielezione. Il soggetto in questione corrisponde al nome di Domenico Zambetti, il quale è stato accusato di aver elargito alla ‘ndrangheta la modica cifra di 200.000,00 euro per ottenere circa quattromila voti (Se la matematica non è un pignone come diceva Coppi, ogni prefernza è costata 50,00 euro). Zambetti non è il primo venuto, è un politicante di lungo corso, mezzofondista dell’amministrazione locale, modello atleta keniota che all’ultimo giro salta in testa. Il consigliere-assessore ha avuto mani in pasta ovunque: dalla sanità lombarda alla protezione civile sin dal 1995: solito iter di apparente e trasformistica decontaminazione politica: prima democristiano, poi Udc ed infine Pdl. Ora veniamo a Bomba! L’Italia è un paese ciarliero, se le cose non si sanno si inventano, se si sanno si gonfiano, eppure questo Zambetti scorrazzava indisturbato per tutto il Pirellone senza che nessuno sospettasse nulla. Strano! Persino il presidente Formigoni è caduto dal pero: mancava solo dicesse che credeva fosse un incontinente sfrattato che di tanto in tanto usava i cessi del Consiglio Regionale. E siccome come scriveva Longanesi in Italia tutti sono estremisti per prudenza Formigoni che fa? Spara a zero sul suo collega, non solo di lavoro ma di partito. In un’intervista telefonica stamani dice a Belpietro – il quale, approfittando del monologo del presidente, tentava di  masticare un ferro da stiro – che ha fatto giurare due volte i suoi consiglieri e che Zambetti è un traditore, un infame insomma. Termini forti, tipici di un uomo d’onore e fede!… e infine nella stessa intervista – chiamiamola così- Formigoni pone il suo aut-aut, passa ad una intimidazione bella e buona: Se il governo lombardo cade, dovranno cadere anche quello piemontese e veneto, perché si basano sullo stesso tipo di alleanze politiche. Il messaggio è chiaro: non fatemi cadere se no vi rovino tutti. Caro Formigoni, non è un venir meno dei patti elettorali che la coinvolge e mette in crisi il suo governo, ma un caso di corruzione e associazione mafiosa, non giri la frittata anche se Belpietro ha messo in bocca tutta la padella per farla parlare.
Io porrei sempre la stessa domanda: è mai possibile che il Presidente dell’eccellenza dei governi regionali non immaginasse? Non sospettasse? Che almeno in un lampo di presenza a se stesso potesse chiedere all’usciere : “scusate ma quella versione barese e antipatica di Danny De Vito chi ce l’ha mandata?” I voti arrivati a Zambetti sono anche preferenze date al suo stesso partito, quindi quantomeno per la proprietà transitiva sono voti serviti anche a lei per governare. Ergo, lei stesso ha governato con voti ottenuti grazie alla ‘ndrangheta (la quale bisogna ammettere ha prezzi modici, duecentomila euro a quinquennio sono briciole rispetto al guadagno annuo di un consigliere regionale)! Per logica un minimo di scrupolo al suo posto me lo porrei. Ma la sua anima l’ha offerta a Dio, quindi non può risponderne più direttamente.