In Verità

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lunedì 22 ottobre 2012

Dottore, mi dica la verità!


L’Italia s’è rotta! Ma già da tempo a quanto pare… il problema è che si cerca di mantenere in coma economico il cadavere e nessuno conviene staccare la spina. Secondo un’analisi dell’Istituto francese “Sciences Po” per dell’Osservatorio delle congiunture economiche l’ultima manovra del primario Monti è inefficace: mancano all’appello la bellezza di 7,7 miliari di Euro e si prevede un calo del Pil del 1,1% nel 2013 (fonte il Fatto Quotidiano).  Ma non avevamo bisogno degli economisti francesi; infatti già il presidente della Corte dei Conti aveva definito inutile il “manovrane da 12,5 miliardi di euro che affonderà i denti nella Sanità, nell’Istruzione e in tutte le tasche dei lavoratori dipendenti e dei piccoli e medi imprenditori. Insomma, siamo un po’ come quei malati terminali ai quali il Primario impotente e il suo staff non  vogliono dire la verità.
Renzi dal canto suo afferma che la crisi è una bufala! Che in realtà non esiste e che il governo Monti ci prende in giro; e il popul-riformista della domenica ricorda tanto i “Ristoranti pieni” di Berlusconi.
Inizio a pensare che lo storico pianto della Fornero era in realtà incapacità emotiva a mentire… che tradotta in talleri suona così: “scusateci, vi stiamo prendendo per il culo! La realtà è che vi dissangueremo a morte ma non ce la faremo mai! La cosa mi intristisce ma pensionati e lavoratori devono schioppare e almeno un paio di generazioni devono andare a puttane!”  
La verità è dura, sempre! Ma “Di Grazia”, la verità qual è? Per cosa o chi chiedono sacrifici?
Intanto  nel cagliaritano un disoccupato si infila una lametta in bocca e minaccia di darsi fuoco, così come pochi giorni fa, quasi inosservato dai media, un altro “uomo – l’appartenenza purtroppo va sottolineata perché la dignità di questi tempi conta poco -  ha tentato di incendiarsi a Roma. La Francia ci boccia, la Bce non smette di incalzarci; e come un automa senza volontà il nostro governo resta sordo ed insensibile a tutto tranne che agli obiettivi di pareggio di bilancio che pare servano a poco o nulla.