In Verità

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martedì 26 luglio 2016

Dall'Antartide lo studio per comprendere il futuro del Clima


di Mauro Rubino, ricercatore presso la seconda Università di Napoli

L'aumento dei gas ad effetto serra in atmosfera è in diretta connessione con le attività antropiche e provoca l'aumento della temperatura globale del pianeta. L’ultima conferenza degli Stati sui cambiamenti climatici, la cosiddetta Cop21, tenutasi recentemente a Parigi, ha stabilito come obiettivo-limite che la temperatura non aumenti più di 2 °C entro il 2100. Per raggiungere questo obiettivo, gli stati devono ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra. Il principale esponente di questi gas è l'anidride carbonica (CO2). La riduzione di emissioni di CO2 necessaria a raggiungere l'obiettivo di Parigi è pianificata con modelli matematici. Questi modelli inglobano i risultati degli studi effettuati negli scorsi decenni, per quantificare la complessa relazione che intercorre tra variazioni di CO2 e aumento della temperatura. Una nuova stima quantitativa di questa relazione è stata pubblicata da un pool di scienziati australiani ed inglesi, coordinati da un ricercatore salernitano che lavora presso la Seconda Università di Napoli (Mauro Rubino).I risultati dello studio hanno anche implicazioni politiche. Infatti, considerando che la capacità di assorbimento di anidride carbonica delle piante diminuirà in futuro con l'aumento di temperatura, se i governi vorranno rimanere al di sotto della soglia di aumento massimo di temperatura di 2°C entro il 2100 concordata con l'accordo di Parigi, si dovranno fare sforzi ancora maggiori di quelli previsti in passato nel ridurre le emissioni di ciascun paese.