In Verità

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lunedì 2 dicembre 2013

COME COSTRUIRSI UN MATTEO RENZI DA SOLI!


Visto il perpetrarsi inesorabile della crisi, molti di noi cercano di risparmiare aguzzando l’ingegno: ci improvvisiamo di punto in bianco come dei vulcanici “Archimede Pitagorici” dell’abbisogna e, dopo aver opportunamente sniffato naftalina  fregata a Eta Beta, inventiamo qualche immensa cazzata anticrisi! I social network ne sono pieni: lampade diurne – quando non c’è bisogno di luce artificiale - fatte d’acqua e candeggina, sistemi di riscaldamento rivoluzionari ed economicissimi, con la sola e trascurabile pecca di non funzionare affatto, fuoribordo realizzati con bottiglie di plastica e chi più ne ha più ne metta. A questo punto, visto che ci riempiamo la vita di cose inutili, peraltro impegnando la nostra materia grigia in occupazioni superflue, perché non costruirsi un Matteo Renzi fatto in casa non scomodando così l’originale? In fondo non è così difficile; a guardarsi intorno i materiali di risulta per realizzarlo abbondano e sono di facile reperibilità. Ci basta una sinistra in perenne latitanza, una pseudo identità non classificata, per dirla in talleri quella forza politica che ha cambiato tanti di quei nomi in vent’anni da far vergognare un agente infiltrato del Kgb in piena guerra fredda, un governo ostinatamente concentrato sul nulla, una cosa che a rigor di logica non dovrebbe esistere ma che comunque  c’è… tipo un paradosso, le pietre di Ica, le zanzare, Gasparri!, ed infine un decaduto “fresco fresco” in disgrazia che lascia a tutti noi in eredità il tasto del populismo incastrato su “on”, tonnellate di demagogia spicciola e mediocre qualunquismo. Chi non può procurarsi queste materie prime per costruirsi il suo Matteo domestico? Abbiamo tutto a portata di mano. Certo, l’originale ha avuto il tempo di germogliare in questo ricchissimo humus per anni, ma a noi basta lasciarlo “all’umido” davanti alla tv durante Porta a Porta con delle fotografie fisse della Santanché che battibecca con Santoro per una settimana e avremo risultati sorprendenti! Inizieremo a raccogliere le prime soddisfazioni quando comincerà teneramente a pronunciare piccole frasi dal richiamo "velatamente" infrastrutturale, tipo “cambiatemi perché ho appena rottamato la pappa asfaltando il pannolino”, poi pian pianino inizierà a distinguere D’Alema da Veltroni e a piantar spilli sul pupazzo di Enrico Letta vestito da canonico che ha sempre nel box!  Lo vedremo crescere così velocemente da restarne stupefatti: dai primi calci a un pallone di spugna agli improvvisati comizi all’asilo, nei quali ascolteremo soddisfatti  i primi slogan mutuati dagli spot: “Se non rottami godi solo a metà, perché fare non è solo fare per fare. Ma non è proprio fare… è più voglia di qualcosa di buono!” “Matteo ti mette le ali” e “la morale è sempre quella, mai far governi con Mastella!”   

E così, al grido di “Renzi basta la parola”, potremo assistere all’evolversi  del politico in ogni suo aspetto, dalla storica e giovanile compravendita di vocali, alla latitanza in Palazzo Vecchio, fino alla calzante e puntuale sostituzione di Berlusconi nel ruolo di ricattatore di governi in nome dei propri interessi.