In Verità

In Verità

martedì 19 novembre 2013

QUESTO NON E' UN PAESE PER SOBRI!!


Sentire Renzi da Fazio accusare Grillo e i pentastellati di essere lontani dalla realtà è stato un po’ come assistere al proverbiale colloquio ricreativo da manicomio: lo sciroccato “A”, che crede di essere Napoleone, dà del pazzo al lobotomizzato “B”  convinto di essere Giulio Cesare! Berlusconi ovviamente è fuori dai giochi! Il divino   assiste divertito mentre impasta del pongo colorato e masticabile per fabbricarsi prima un Adamo tutto costole e poi un imprecisato numero di Eva pronte a polverizzarsi una volta raggiunti i ventun’anni.
Una cosa è certa, tra i due venditori di fumo quello che ha roba più potente è indubbiamente Grillo - visti i trip che lo sconvolgono credo che per la disperazione sia arrivato a sniffare colle industriali. Renzi invece ha accesso a merce più raffinata, tagliata meglio; acidi da navigato narconauta borghese, sostanze che gli permettono di dire comunque “immense stronzate” ma in modo apparentemente sobrio e composto; parafrasando Federico Bini potremmo dire: “più stanno a sinistra e più i loro pusher spacciano in “centro”. Tutto questo per dire che a Grillo voglio davvero un gran bene e spero che il prima possibile possa avere accesso alle cure migliori, ma il caso di Matteo Renzi è ben più complicato. Il sindaco di Firenze non ammette di avere un problema, è in piena fase di negazione. Matteo crede di star bene; è convinto che dire cose scontate  equivalga a dire cose sensate, è certo che abitare nell’ovvio significhi riposare in panciolle nell’ assoluta ragione… e per questi motivi sentenzia senza esporsi, giudica tutto e tutti dall’interno di un ipocrita bozzolo fatto di un attendismo borioso, vuoto e irritante.  Renzi non ha idee e né opinioni ben definite, non azzarda, mutua i suoi sproloqui logorroici dagli errori e dai difetti altrui: dai finti successi di Letta al caso Cancellieri - passando per gli sciroccamenti fantascientifici dei grillini - ha un dito puntato per tutti; è un ottimo opinionista, un perfetto disturbatore: composto, mai volgare ma tagliente, questo piccolo baro da oratorio riesce a collezionare punti sparando sentenze qualunquiste restando tanto immobile quanto casto rispetto agli eventi che lo circondano. Da questa comodissima posizione bisogna dire che Renzi gioca bene le sue carte; per adesso può lavorare di rimessa perché non è ancora a tutti gli effetti un politico.  Il giovanotto è un sindaco assenteista ma non è ancora “formalmente” un “attore” di primo piano sulla patetica scena degli intrecci politici nazionali. Ora può recitare furbescamente la parte del cittadino indignato che sta dalla parte della maggioranza della gente, si presenta come alternativa e opportunità da cogliere per far tabula rasa del vecchio… ma senza voler strafare.  Accenna ma non dice, punzecchia ma non affonda, si guarda in giro mascherando la circospezione con della sospettosa e strumentale condiscendenza al solo scopo di far numero, di rubacchiar consensi trasversalmente un po’ dappertutto. Sì, Renzi è in piena fase negatoria e non lo vuole ammettere! E’ in overdose da campagna elettorale perenne ma finge di star bene, si ostina a dire a tutti che non ha problemi; ma non può andare avanti in questo modo, altrimenti nessuno lo potrà più aiutare. I segnali sono chiari… si comincia sempre così: prima inizi a  bazzicare la sede del partito sbagliato, poi ti convincono che D’Alema è un grande uomo di sinistra, anche quando dichiara che Berlusconi è un grande statista europeo, e senza rendertene conto ti ritrovi a competere per le primarie con Civati e Cuperlo elemosinando voti ovunque e regalando tessere di partito ai lati delle strada. Per vincere saresti disposto a tutto, anche a corteggiare la Binetti nel bel mezzo della confessione mentre Letta le fa recitare l’atto di dolore.