In Verità

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venerdì 25 ottobre 2013

SILVIO L'ALLEGRO "RESTAURATORE"


Voglio installare l’antivirus Berlusconi sul mio pc! Appena si è visto in minoranza nel suo partito Silvio ha accelerato i tempi per la “rifondazione” di Forza Italia, ha salvato i “dati” utili cancellando tutto il resto, e adesso sta facendo  un bel  backup! Berlusconi vuole tornare all’ultima versione del sistema “sicuramente funzionante”!
Tutto daccapo dunque; dopo aver azzerato la segreteria del partito e l’ufficio di presidenza tutto torna insindacabilmente nelle mani del fondatore per riassegnare i ruoli! Il Silviocentrismo è duro a morire e nonostante tutte le rassicurazioni fatte al segretario Alfano in merito si può star certi che il “delfino” è destinato a fare la fine del “tonno”! Ma Angelino - nonostante le apparenze - non è stupido, ha capito che non verrà mai affrancato come liberto, neanche tra cent’anni per manumissio testamento, e diserta, in formazione con altre colombe, il summit di Palazzo Grazioli. Ma i lealisti nella dirigenza sono in maggioranza -19 su 24 – e non hanno alcuna intenzione di lasciar spazi ai “filogovernativi”, e spingono il “capoccia” ad andar dritto a testa bassa.
Berlusconi a sua volta rassicura tutti: Alfano resterà sempre al suo posto – precisa - e “per adesso” non ha alcuna intenzione di staccare la spina al governo. Ora bisogna solo capire cosa intende il pregiudicato con “per adesso”; se dovessimo rifarci al passato (recente e non) Silvio nella sua magnanimità potrebbe anche semplicemente “concedere” una notte tranquilla a Letta&Co. per poi scatenare l’inferno all’alba, ma una cosa è certa…  si sta armando per l’imminente ed inesorabile decadenza e fin quando avrà una carta da giocare per salvarsi non lascerà mai il tavolo!
Non è cambiato niente! Le “lotte intestinali” - più che intestine - dell’oramai ex Pdl continuano a tenere “allegramente” in ostaggio tutto il Paese. Il borioso Letta ha cantato vittoria troppo presto, e - peccando di presunzione - troppo presto ha gridato ai quattro venti d’aver chiuso l’era Berlusconi. Enrico più di altri doveva sapere con chi aveva a che fare, Silvio è sempre stato di casa per i Letta’s, e proprio lui ha permesso – con la genialata delle Larghe Intese –  all’amico dello zio di continuare a fare il bello e cattivo tempo nelle istituzioni. Contrariamente a quanto millanta, Letta ha prolungato e amplificato l’agonia rabbiosa del “decadente” permettendogli così colpi di coda tanto poderosi quanto disperati e vergognosi.
E Alfano? Il poverino finalmente poteva affrancarsi dalle catene ricevendo in eredità non solo un partito ma anche prestigiose cariche istituzionali, e invece è stato messo in un angolo da una mossa a sorpresa. Ma anche lui doveva essere a conoscenza del fatto che Silvio non risparmia nessuno, che è patologicamente anaffettivo e ossessivamente autoreferenziale, tratti tipici della megalomania in fondo. Ma in fin dei conti la rottura non conviene al “delfino”! Lui non ha le doti del padrone, doti riccamente foraggiate da risorse e possibilità pressoché inesauribili: se Angelino dovesse rompere con Berlusconi al massimo darebbe vita a una compagine povera e striminzita destinata a frantumarsi in mille pezzi non appena si esaurirà la “scappatella” con Letta. Mica vuole fare la fine di Monti? Lui è giovane, ha tutta la vita davanti, deve pensare al futuro! E “di questi tempi” è un azzardo mettersi in proprio.

Berlusconi tira i guinzagli che si sono allungati troppo con una bella operazione di “restaurazione”, altro costume tipico della nostra storia: troppa libertà non fa bene e genera conseguenze che “sottovalutate” diventano incontrabili: autonomia di pensiero – fenomeno che nel caso di Alfano ha del miracoloso -, libero arbitrio, produzione di  idee nuove e possibilità di rinnovamento. No! Queste cose fanno male, sono controproducenti, eretiche e dannose. Fa bene Silvio a porre un argine! Conformarsi fa bene, è salutare, ci risparmia di pensare perché c’è chi lo fa per noi, e poi non ci siamo più abituati: sappiamo lamentarci, essere indignati, abbracciare questo o quel politicante improvvisato che in nome del rinnovamento dichiara anch'egli a sua volta di impegnarsi ad agire per noi – in fondo così Berlusconi è nato -, ma pensare con la nostra testa è troppo faticoso. Angelino fai bene a tornare con il laccio tra i denti, ti conviene!