In Verità

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lunedì 21 ottobre 2013

MONTI E L’INGINOCCHIATOIO DI LETTA!


Grazie a studi fatti sui resti di un ominide risalente a 1,8 milioni di anni fa si sta riscrivendo l’evoluzione dell’uomo: infatti sembrerebbe che l’Homo Abilis e l’Homo Erectus appartengano alla stessa specie e non a due specie diverse come sino ad ora si è sostenuto. Alla luce di questa notizia – che sembra apparentemente lontana dalla nostra vita politica – dobbiamo porci ineluttabilmente una domanda: visto che la linea diretta dell’evoluzione sembra essersi semplificata, dove collochiamo adesso il politico italiano? Questo anello mancante è la dimostrazione di una repentina e inesorabile involuzione – da Homo Sapiens Sapiens a Gibbone cinerino- o è proprio un ceppo genetico a parte? Casomai una genia di Homuncolus subdola e intrallazzante così ben mimetizzata nella società civile da prenderne addirittura le redini?  Che qualcosa “non sia mai quadrato” era lampante: non si possono ascoltare o – per i più temerari - osservare  Giovanardi, Brunetta, Razzi, Calderoli, Scilipoti e Gasparri senza esser rosi da un dubbio atavico; ma ultimamente i confini si stanno rendendo più evidenti: il discrimine tra “noi” e “loro” si palesa sempre più!, e sempre più questa agghiacciante fantasia appare - in tutta sua tragicomica evidenza – come una “possibilità tutt’altro che remota”.  
Un ulteriore tassello a riprova di questa teoria lo ha posto ieri l’ex premier e senatore a vita Mario Monti intervistato da Lucia Annunziata. Il colloquio tra i due era teso ma scorreva benino: non possiamo certo affermare che Monti fosse “sciolto” e “disinvolto” (quando mai lo è stato?) ma esponeva il suo punto di vista con cognizione di causa. “La politica in Italia non è seria” – dichiarava in buona sostanza il professore -, “bisogna sì mantenere le promesse fatte all’Europa per evitare la Troika ma la politica deve una “volta per tutte” rinunciare ai suoi dispendiosi privilegi e deve impegnarsi a rendere finalmente la vita difficile a ladri, evasori e corruttori per promuovere più equità sociale, e su questi versanti il governo non sta facendo nulla.  Letta a sua volta è paralizzato dall’alleanza col pdl, ne è succube  a tal punto che è arrivato “inginocchiarsi” ai suoi continui ricatti.”
Mezz’ora di trasmissione letteralmente buttata via! I nostri politici mostrano insofferenze e dissensi senza arrivare mai al nocciolo! Girano intorno alle cose, casomai sfruttano le loro proteste per fare un po’ di promozione e di propaganda ma non smettono mai di spalleggiarsi. L’unica incontestabile verità rivelata inutilmente da Monti è che “la politica non è seria”.

Il professore non ha ricordato gli errori del suo governo quando in nome dell’austerità incentrò la pressione fiscale unicamente sulle buste paga, sulla casa, sull’iva, sul lavoro e la previdenza sociale, errori peraltro ammessi in più occasioni; né ha ricordato che ci addolciva la pillola un quarto d’ora sì e uno no col mantra “della luce fuori dal tunnel” e solo dopo, in una dichiarazione del 14 settembre del 2012, seraficamente ammise che la sua azione di governo portò “consapevolmente” l’Italia in recessione, aggiungendo che questo “era necessario.”

Monti non ha ricordato all’Annunziata che egli stesso non fu in grado di metter mano a una vera “spending review” altrimenti le Camere sarebbero insorte all’unanimità facendo saltare tutto. Monti ha quindi omesso di sottolineare che fu lui il primo ad inchinarsi ai capricci della politica per restare al governo di un paese dissanguato dalla sua stessa classe dirigente e che Letta, in questo momento, non fa altro che rispettare la tradizione. Per quanto mi sforzi a voler comprendere l’affetto che lega Monti all’attuale Presidente del Consiglio – e i bigliettini d’amore che si sono scambiati sono lì a dimostrarlo-  è piuttosto fuori luogo far passare adesso il suo pupillo come la vittima sacrificale delle “Larghe Intese” quando ne è l’artefice indiscusso.  Dobbiamo inoltre ricordare altri “piccoli particolari” che accomunano Monti a Letta: prima di tutto nessuno li ha votati! In entrambi  i casi – anche se in circostanze diverse – né Monti e né Letta sono stati scelti dagli elettori per guidare un governo, in entrambi i casi sono stati chiamati “urgentemente” da Napolitano a “risollevare le sorti” della nazione, ed infine sia Monti che Letta hanno cercato e ottenuto il sostegno del partito di Berlusconi per avere i numeri per governare. Viste queste similitudini – tristi sottolineerei – come può ora il senatore a vita puntare il dito verso il governo Letta? Come può aver solo pensato che da un compromesso del genere sarebbe potuto nascere qualcosa di buono? Se il suo governo tecnico, fatto da ministri tecnici, ha portato l’Italia volutamente alla recessione, senza dar vita ad una sola vera riforma, come avrebbe potuto mai agire bene un governo politico composto dalle stesse identiche persone che non gli hanno permesso nulla se non di “rovinare” il Paese?   

Ma il fondo Monti lo ha toccato attaccando la Bignardi per il caso Empy! Dopo aver propinato in trasmissione una serie non ben precisata di ovvietà in perfetto english style, il senatore perde inaspettatamente la brocca nel ricordare l’intervista alle Invasioni Barbariche con un cucciolo in braccio. Lui ha tenuto a precisare che cagnolino non lo voleva, gliel'hanno appioppato "di botto" in un momento di distrazione. Il malcapitato non poteva sapere che il povero animale era cosparso di mastice e se l’è trovato incollato al doppio petto. La Bignardi è stata scorretta, quella sottospecie di giornalista gli ha rovinato l’immagine e adesso Gasparri lo prende in giro. Mario Monti resta indifferente e mantiene la sua proverbiale e algida freddezza se si parla del paese in rovina ma “scirocca” di brutto e se la prende con la Bignardi se Gasparri lo sfotte? Credo che il "bocconiano" non abbia ben chiaro il concetto di priorità.

“Caro Professor Monti, non è stata certo l’intervista dalla Bignardi a rovinarle l’immagine! Sono certo che se fosse stato un buon presidente avrebbe potuto tenere in braccio anche una bertuccia dalle chiappe glabre e non sarebbe successo nulla. Almeno nell’accarezzare Empy ha dimostrato di essere “umano”, fino a quel momento ero certo che fosse un “Terminator” ed iniziavo a preoccuparmi seriamente per Sarah Connor! E poi, in fondo, ha ben presente chi la prende in giro? E’ Maurizio Gasparri! Credo sappia benissimo da che razza pulpito le arriva la predica! Sempre meglio un Empy in braccio che un Gasparri alle spalle! Professore, un minimo di autoironia! E si incazzi per le cose serie… la sua immagine può solo guadagnarne!”