In Verità

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giovedì 10 ottobre 2013

GIORGIO E IL M5S LITIGANO DURANTE L’ORA D’ARIA!


In un accorato messaggio alle Camere il Presidente Napolitano concentra tutta la sua sensibilità sull’emergenza carceri. In questa missiva Napolitano sottolinea quanto il drammatico sovraffollamento dei nostri istituti di pena sia motivo di imbarazzo e scandalo per il nostro paese agli occhi del mondo ed invita i nostri rappresentanti a correre “al più presto” ai ripari, anche con soluzioni eccezionali quali l’amnistia e l’indulto.  Affermare che in Italia questi provvedimenti siano “eccezionali” è un paradosso: dal 1942 ad oggi abbiamo avuto 31 amnistie, più  un indulto e un “indultino”, tutte soluzioni inutili buttate lì… sparigliate nel mucchio.
Una volta apprese le umanitarie intenzioni del Quirinale i pentastellati subito hanno alzato il livello di guardia: “Napolitano con la scusa del sovraffollamento delle carceri  in realtà vuole salvare Berlusconi” - tuonano perentori. “E’ il magnaccia del corrotto sistema politico italiano, farebbe meglio a dimettersi”.  Il nostro presidente a questo punto perde la sua ottuagenaria aplomb ed irritato dichiara: “chi pensa a cose del genere se ne frega del paese”.

In una nazione ridotta allo stremo, che si sta pericolosamente arroccando nella reazione – come del resto osserviamo in tutta Europa –, è alquanto complesso stabilire il discrimine tra l’esercizio del diritto e la sua strumentalizzazione, o tra la difesa del corpo sociale, oramai spogliato da ogni garanzia in passato acquisita, e il populistico galoppo al pelo del malcontento generale.   Insomma tutto diventa più sottile! Non è per nulla facile stabilire non tanto chi abbia ragione ma quanto chi “ci marci meno”. L’uscita di Napolitano è quantomeno sospetta: i tempi, i modi e le circostanze di certo non depongono a favore di un suo improvviso risveglio di coscienza, poi solo ed esclusivamente nei confronti della sesta “Opera di Misercordia”. Perché re Giorgio proprio adesso ha tanto a cuore le condizioni dei nostri detenuti quando in passato – come ministro degli interni - non ci è andato per il sottile contribuendo ad intasarle? Perché il Colle si attiva solo adesso… e rimase in silenzio quando il ministro Serverino denunciava ai quattro venti le condizioni proibitive dei detenuti durante il governo Monti? C’è anche da dire che spesso e volentieri le “amnistie” hanno tolto letteralmente dagli impicci i nostri politici; sono un po' come l'asso del baro abilmente celato nelle maniche a doppio fondo dei nostri “onorevoli” da tirare fuori all’abbisogna! Per anni non si danno fondi e si tagliano le spese, si chiudono istituti di pena in modo arbitrario ed incomprensibile, non si fanno assunzioni e non guasta se alcuni dirigenti si rivelano utilmente incapaci e poco coscienziosi, in pratica si tira la corda finché si può!, ma un bel mattino un governo si sveglia e prende drammaticamente atto che siamo in una democrazia, e in una democrazia non possono esistere carceri-macellerie dove i detenuti farebbero volentieri un cambio cella con delle galline stipate in una batteria industriale. A quel punto estremo nasce magicamente un’urgenza impellente e drammatica. Bisogna darsi da fare presto e, se serve, prendere una decisione difficile. Una soluzione che sia nel contempo risolutoria – anche se a breve termine - e caritatevole, umanitaria e di consenso. Quanto amano le amnistie e gli indulti i nostri politici! Sono colpi di spugna perfetti, specie se possono tornare utili per risolvere anche “piccoli problemini interni!” Tagliare finanziamenti e spese “dove serve” non è poi una cosa così malvagia… anzi è un investimento che “liberato” al momento giusto frutta!

Ma anche sul lato “reazionario” dei fatti ci sarebbe molto da dire. Anche chi si appropria delle preoccupazioni “dei più”, dei loro disagi e delle loro irritate stanchezze - cuocendole per bene nella marmitta unta e bisunta del populismo – può celare secondi fini e avere in mente disegni strani. Fomentare una maggioranza ridotta al silenzio – per nulla foriera da responsabilità storiche a riguardo - di animi già esausti e rabbiosi in modo indiscriminato, perlopiù con una rappresentanza istituzionale che ritiene secondario contribuire  alla “riedificazione” consapevole di una coscienza civile in ventennale sfascio, può rivelarsi estremamente pericoloso. Il Movimento Cinque Stelle -se volesse- potrebbe acquistar congedo da un’oltranza sterile e sboccata, tesa esclusivamente ad aumentare a dismisura la soglia di allerta sociale, offrendo le sue “lodevoli e volenterose” energie nel favorire il ripristino di diritti essenziali che solo fino a 15 anni fa consideravamo acquisiti, come l’istruzione, il lavoro e la sanità, riempiendo realmente quel vuoto, tanto insano quanto cercato, tra l’empireo bizantino delle istituzioni e l’odierna valle di lacrime sociale; casomai accantonando per adesso di vaticinare su una futuribile democrazia globale attraverso la propaganda placebo della rete. Demolire attraverso la costruzione evitando di cadere nella trappola dell’isolamento, cercando di non farsi terra bruciata intorno con slogan e invettive dall’effetto immediato ma tutt’altro che durevole e costruttivo. Evitare insomma di farsi tentare dal “populismo facile” scegliendo una “terza via” forse meno breve ma più solida. Il ventaglio di opportunità che questo movimento nuovo potrebbe generare sarebbe così ampio da mettere davvero in difficoltà il vecchio, invece di infastidirlo semplicemente insultandolo.

In sei mesi di governo ed opposizione abbiamo assistito solo a puerili e chiassose scenate da cortile, abbiamo continuato ad esser solo spettatori di pietose menzogne e   di immotivati entusiasmi. Abbiamo un Presidente del Consiglio che si vanta di aver chiuso un ventennio, ma in realtà si è solo strappato un arto incancrenito ignorando che l’infezione è ancora mortale. Il bizantinismo ha fatto quadrato intorno a sé con piccoli e penosi assestamenti di convenienza e vuole farli passare per svolte epocali. Ma, nonostante tutto, restiamo sempre e solo spettatori di questi duelli all’arma bianca tra padroncini tristi e senza carattere. Uomini e donne dalle facce di bronzo indecenti e senza vergogna, capaci di approfittare di qualunque cosa per conservare i loro privilegi: non c’è argomento scottante sul quale non lucrino voracemente: dal femminicidio al razzismo, dalle coppie di fatto alle patrie galere, tutto fa brodo, l’importante è che queste “realtà d’impatto” coprano ben bene la loro assoluta e irrecuperabile inettitudine.