In Verità

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sabato 24 agosto 2013

LA REGIONE CAMPANIA "TRA LA CARFAGNA E LA PALMA"



Berlusconi è un filantropo altruista, nonostante i suoi guai si preoccupa degli altri. Prima di spostare “La tana dell’allupato” ad Arcore per il summit finale ieri ha avuto il tempo di interessarsi del futuro della Campania. Caldoro con ogni probabilità verrà “promosso” a parlamentare europeo e quindi urge un successore. Bisogna dire che da quando esiste il parlamento europeo è una sorta di “cimitero degli elefanti”, una discarica a cielo aperto di politici nazionali trombati o inquisiti. In questo “deposito giudiziario” la politica italiana ci ha messo di tutto: dal Prodi trombato da d’Alema a Borghezio, impresentabile anche in uno zoo - spaventerebbe tutti i bambini -, e adesso tocca al Presidente della Regione Campania. Questa “promo-rimozione” che condurrà Caldoro ad un disarmo dorato è forse dovuta agli appalti per l’American’s Cup, o per i rimborsi spese astronomici della regione: ma fatto sta che il “Bersagliere Onorario” si è bruciato e dovrà marciare “tomo tomo, cacchio cacchio” a Bruxelles.
I nomi dei candidati alla successione di Caldoro rispettano sin nei dettagli la regola aurea della politica italiana, sintetizzata nella frase: “la pezza è peggiore del buco.” Infatti Silvio ha in mente due nomi per la regione Campania: Nitto Palma e Mara Carfagna. Nitto Francesco Palma ha un pedigree di tutto rispetto: magistrato, sostituto procuratore nella Direzione nazionale antimafia, sottosegretario agli interni, ministro della giustizia, dopo e dimissioni di Alfano, ed ora membro permanente della commissione giustizia, nonché – in contemporanea – dal 2012 commissario regionale in Campania dopo le dimissioni di Nicola Cosentino. Si ricorda nel 2002 la sua splendida proposta di legge che consisteva nel “congelare” tutti i processi a carico dei parlamentari sino a fine mandato, emendamento allora proposto per salvare Cesare Previti ma per fortuna bocciato, altrimenti adesso non ci sarebbe un caso Berlusconi.    
Mara Carfagna chi non la conosce? Donna poliedrica, multitasking e agguerrita, una pasionaria pura – erede “plastica” della Santanché – finalista miss Italia, laureata in giurisprudenza, sporadiche e mai incisive presenze televisive e poi l’illuminazione… la folgorazione sulla via di Arcore. Dopo la conversione è stata eletta al parlamento nelle fila pdl e infine, dal 2008 al 2011, ministro per le pari opportunità. Bisogna anche qui ricordare quanto si sia spesa per il riconoscimento per i diritti delle coppie di fatto, abnegazione che può sintetizzarsi in questa sua dichiarazione del 2007, che le apre “giustamente” la strada per il Dicastero delle “pari opportunità”: “non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili e che per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”.  
In base a questa definizione si può desumere che abbia studiato giurisprudenza nella Berlino del 40’ – ed evinciamo che l’unica nota positiva consiste nel fatto che l’età se la porta bene -, che è lo stato a stabilire – in base alla possibilità di procreare – se due persone si vogliono bene, che chi ha figli si ama e chi non ne ha si prende per il culo. Ma in tutto questo mi chiedo… la Carfagna ha figli?

In questo paese tutto è possibile, altro che gli Stati Uniti, è qui la terra delle opportunità – dipende da chi paga e con chi bazzichi. Brunetta capitano della nazionale di Basket? Detto fatto! Scilipoti docente di Filosofia Morale? Basta che lo chieda in un linguaggio comprensibile – solo per questo non accadrà mai -, la Gelmini accademica dei Lincei? E’ il minimo!