In Verità

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domenica 18 agosto 2013

18 AGOSTO? DA OGGI TUTTI CIELLINI!



Oggi è giorno del Signore e il governo si è spostato tutto a Rimini! Chi in presenza e chi in spirito nessuno è mancato! Una capatina all’Italia in miniatura dove Giussani venne in sogno a Letta e gli confidò: “un giorno tutto questo sarà tuo”… e poi tutti al Meeting di Comunione e Liberazione. Ma proprio tutti: Da Lupi a Letta, da L’Espresso a Torre di Guardia fino al video messaggio regalato a tutti dal Presidente Giorgio Napolitano. E non poteva mancare lui, il solo, l’unico, l’inconfondibile e coloratissimo Formigoni! Era lì dietro il Presidente del Consiglio, una sorta di Paolini ciellino onnipresente sempre piantato alle spalle del potente di turno. Il perfetto democristiano medio!, sempre lì ovunque una poltrona si annidi! Refrattario agli scandali, alle denunce, agli intrallazzi, agli avvistamenti di ufo, alle gite in barca… niente lo ferma. Il democristiano medio è poco sveglio, piuttosto anonimo – infatti ha bisogno di camice sgargianti per apparire -, non ha grandi abilità, solo una: si avvinghia al potere e vi si innesta a dovere! Crea una piccola, o media, accolita di fedelissimi a scadenza e resiste: resiste agli anni, alle prime repubbliche, ai portaborse che incassano al suo posto… e quando vede un ufo non si preoccupa più di tanto… perché sa che “loro” cercano solo vita intelligente.
Nel vedere insieme Letta, Lupi e Formigoni mi è saltata in mente una frase di Allen: “Non ho nulla contro Dio, è il suo fan club che mi spaventa!” .Ma devo dire che  ho avuto una funesta visione del futuro… anche se si è manifestata in forma di deja-vu, perché il futuro può ereditare tutto il terrificante del passato.  Letta ha promesso, ha promesso di tutto. Ha garantito una nuova legge elettorale per Ottobre, ma al primo congresso utile dell’Opus Dei ne approfitterà per rimandare a febbraio, e poi tutti a guardare la bellissima mostra dedicata all’Europa dopo il video-intervento di Napolitano. Perché l’argomento del meeting di quest’anno è la centralità dell’emergenza uomo, il suo mistero, la sua profonda intimità e ricchezza, ed è evidente che l’Europa casca a “fagiuolo!” Tutta Cl ha afferrato saldamente il messaggio del Santo Padre e se l’è appuntato sul petto, quasi come un crocifisso, o meglio, proprio come uno “scudo crociato”. Infatti scrive Francesco I: “Emergenza uomo significa l’emergenza di tornare a Cristo, imparare da Lui la verità su noi stessi e sul mondo, e con Lui e in Lui andare incontro agli uomini, soprattutto ai più poveri, per i quali Gesù ha sempre manifestato predilezione.”  E chi meglio di Lupi, Formigoni e Letta, gioielli splendenti del Ciellinismo, può ereditare questa predilezione per i poveri? Il Cristianesimo laico è in mani sicure, fedeli, caritatevoli, senza ombre… e se non ne dovessero esser all’altezza, beh possono sempre uscirsene affermando che la perfetta sequela di Cristo è impossibile, che la via della laicità è ardua e piena di ostacoli, incerta e colma di tentazioni, tipo difendere un frodatore sfruttatore di minorenni, fare intrallazzi vari nel Pirellone, soddisfare gli interessi dei banchieri a discapito delle economie nazionali. Quale buon Cristiano non lo ha fatto? Ricordo il grande teologo Barth che affermò che un’anziana donna che recita il rosario senza neanche sapere cosa significhi fa teologia viva. Ma qui siamo su un altro pianeta. Un pianeta lontano, meglio dire “allontanato”, straniero, “eretico”. Eretico come Don Milani, come Don Mazzi, Don Gallo, figure belle sì ma che si sono “incarnate male” nel tessuto della società. Ma il grande Banchetto di Comunione e Liberazione non può non prevedere come epilogo l’alta teologia, e come dessert verrà servito uno splendido documentario sulle Confessioni di Agostino, ed è certo che l’africano di Tegaste, con tanto di figlio illegittimo, sarebbe stato ben accetto a Rimini, che la sua indole paolina avrebbe amato, gradito e sostenuto tutto questo, ed  è altrettanto certo che avrebbe citato ironicamente il suo libro X nel vedere tutti questi ferventi cattolici riuniti a parlucchiare di Europa e della centralità dell’ uomo: “Hic esse valeo nec volo, illic volo nec valeo, miser utrubique.”