In Verità

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mercoledì 3 aprile 2013

CRONACHE DAL MATTATOIO



La carne rancida e scaduta è quella che si deve sbolognare prima: una rinfrescata, una macinata ed è subito pronta per un brodo, uno spezzatino preconfezionato e te la fanno passare per tagliata di prima scelta… . Arriva il macellaio con aria seria e circospetta, gira le spalle, e senza farsi notare mette la mano nel secchio maleodorante e prende dieci tocchi un po’ più rosei dalla superficie: ancora non sono in piena putrescenza – sa bene che sotto c’è un verminaio destinato ad altri usi -, li insanguina un po’ per dar una parvenza di freschezza e li mette in vetrina. Ecco! La verginità è ripristinata, la rispettosa imene del buon nome è stata ricucita… ed è bastato un taglio a filo da maestro … dote che il macellaio ha in comune coi cerusici esperti. Intanto nel piano mezzano il bordello sputa scolo e umori stantii come una fabbrica a pieno regime. Stantuffano, inchiavardano, montano e smontano: neanche il tempo di riassettarsi, darsi una lavata, una profumata e una pettinata che le cosce devono già riaprirsi. Carne sopra e carne sotto, gli stessi effluvi di sangue e sudore, le stesse miserabili esistenze dappoco, facce da culo incravattate o casual en plain air, prone o appese con un uncino d’acciaio… morte comunque, pronte per esser marchiate a fuoco. Da basso si mormora che sia arrivata anche merce nuova: fresca, una vera novità … particolarmente sugosa e allettante: si dice che non sia cresciuta in batterie o allevata… e si vanta di esser selvaggia e con poco grasso… e se piace il maiale figuriamoci il cinghiale.
E il padrone dello stabile si frega le mani. E’ lì, morboso e viscido  nell’attico che dà sulla strada e dal quale controlla tutto. Sono per lui i pezzi migliori, da qualunque piano arrivino… che siano punte di petto o culi, filetti o tette… tutto fa sangue. Anche la merce nuova - volente o nolente – deve esser palpeggiata dalle sue mani unte… vagliata dalla sua lingua repellente. Tutti lavorano per lui, pezzi di lombata e puttane, papponi e macellai… anche le guardie sono cosa sua: fingono di arrivare d’improvviso, inscenano un controllo, blaterano qualche cazzata… ma alla fine stanno sul suo libro paga. Anche lui ogni tanto finge di lasciare la presa, infila qualche faccia nuova tra adepti e detrattori, addirittura crea finti nemici – animalisti, ambientalisti riciclati, difensori dei diritti e delle leggi universali (ben attenti a non occuparsi dei particolari pratici),   con  occhi insanguinati e bocche schifosamente larghe - che poi fanno il suo gioco… Gentaglia che ha venduto la dignità che predica, esistenze coagulate nel loro sterco che per un po’ di potere è disposta a macellare la carne dei propri ideali nati già morti… Esseri che trovano vita anche nel fiele, perle anche nel fango nel quale sguazzano. La loro miserabile fame traspare anche nella ricchezza, la loro pochezza schizza come sangue da un’arteria recisa a freddo nonostante la loro retorica urlata. Intanto il bordello monta e stride come non mai e il macello è in piena attività. Mai periodo migliore per la compravendita della carne in genere… senza anima si taglia meglio! Non ci sono intoppi causati dall’osso duro della coscienza! La coscienza è fastidiosa, inutile, fuori moda, moralizza tutto… e il moralista è un povero  stronzo ingenuo che si compra a poco: basta un po’ di pelo, un morso di notorietà, un conto che lo tranquillizzi ed eccolo trasformato nel capobranco di un'armata di carogne! Adesso il coltello e la penetrazione non trovano ostacoli o pudori, al vitello basta sparargli in fronte e alla puttana metterle una mano in bocca se urla troppo! Ora tutto il quartiere è invaso da una nebbia di umori rancidi di sangue e carne andata a male. E’ una notte perenne rossastra e unta. Il maiale sorride dal suo attico anche se non riesce a distinguere se quello che ha di fronte è il muro di un palazzo o il cielo, ma a lui cosa importa… ha sempre la prima scelta!