In Verità

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lunedì 18 marzo 2013

BOLDRINI ABBIA RISPETTO (cribbio!)



Gli italiani sono razzisti mettiamocelo in testa… ma di un razzismo all’italiana, tutto nostro: piuttosto edulcorato nell’esser manifestato, ipocrita e per questo mai radicalmente espresso. Raramente troveremo un dichiarato purista italiano – perché se solo si azzardasse a definirsi tale gli verrebbero elencate tutte le popolazioni, le etnie, le conquiste che hanno attraversato lo stivale dal paleolitico per fargli notare che spara minchiate. Il nostro razzista è sociale, ha pazienza e apparente apertura, dice che non è contrario ad una società multietnica “basta che i figli non sposino neri”, teme un Papa nero per ignoranza apocalittica da profezia da duemila e non più duemila e ignora che Papa Vittore non era certo scandinavo o che Sant’Agostino era macchiato al caffè. Il nostro razzista non ne fa una questione – inizialmente - di colori o culture ma la butta sulle possibilità, ci sentiremo sempre dire da questa brava gente: “Ma io volentieri ospiterei immigrati e profughi, ma caro lei… se non possiamo vivere neanche noi Italiani in Italia come possiamo ospitare queste persone?” Il razzista italiano è serafico e finge persino di sentirsi in colpa… ha la straordinaria capacità di essere egli stesso vittima della sua presunta bontà. Il razzista italiano è quindi vittimista, e se pone un argine nei confronti dell’ “altro” non è mai per odio o cattiveria ma perché – anche con tutta la buona volontà – non si può fare altrimenti. Questa è la linea della Lega Nord che da vent’anni ha fatto di questo vittimismo una efficace bandiera sino a quello spettacolo di legge che ha preso il nome di Bossi-Fini (è un po’ come se una legge tedesca si chiamasse Hitler-Goering ma questo è il bello dell’indecenza).
Quindi noi non siamo razzisti… no! Siamo realisti, siamo obbiettivi e se agiamo in modo pseudo nazionalista è per necessità non certo per pregiudizio.
Questa mentalità, oramai radicata… è alla base delle critiche poco felici nei confronti del nuovo Presidente della Camera Laura Boldrini: non solo lei ha lavorato per i diritti dell’uomo per l’alto commissariato dell’Onu, ha speso buona parte della sua vita in difesa dei più deboli, cercando di applicare una cosa che si chiama Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – cosa che sarebbe motivo di vanto in qualsiasi paese decente -, ma ora per questa vergognosa attività deve anche sopportare le critiche e le battute di cattivo gusto di Sallusti & Co.
Ma i giornalisti che ciucciano sotto la tetta grassa di Silvio hanno ragione… eh sì! Boldrini hai voluto fare la brava persona? E allora te lo meriti! E figlia mia dov’eri quando qui si arraffava di tutto? Quando personaggi some Sallusti e Belpietro si dichiararono “allievi di Montanelli”?... Perché deve sapere che il giorno dopo la morte di Indro Montanelli i suoi allievi si sono moltiplicati come virus, come batteri… tanto il vecchio era morto non poteva dire: “ma chi vi conosce”?
Boldrini, mentre lei ha cercato di difendere i diritti universali di tutti gli uomini qui per vent’anni hanno difeso l’universale diritto di un solo uomo… noi non ci siamo abituati, noi siamo più avanti… questi signori i diritti se li sono guadagnati col "sudore della lingua," con la fatica della sedizione, con lo sforzo immane della calunnia. Cara Boldrini ma si rende conto di quanta fatica ci vuole per compilare dettagliati dossier segreti spesso falsi o tendenziosi da tirar fuori dai cassetti al momento giusto? Quanta solerzia e abnegazione richiedono ricerche sui nemici del proprio editore-padrone-capopartito-presidente del consiglio – unto del signore – operaio – casalinga – minatore – protettore delle minorenni? attraverso le quali poi ricattare, minacciare e acchetare i facinorosi? Questo, Cara Presidente, è stato il giornalismo italiano che ha fatto scuola in sua assenza… quando lei si dava alla pazza gioia per difendere i diritti dell’uomo in giro per il mondo… bella la sua vita mentre qui si lavorava di fino! Perciò abbia rispetto per Sallusti, che ha sposato anche la Santanché – quindi da qualche parte  Zio Tibia deve pur sfogare -, rispetto anche per Belpietro… un uomo che si è fatto da solo… si è solo montato male; e tenga conto che non ha un mento volitivo, per niente! Quella è tutta lingua! Vuole casomai ingraziarsi Vespa? Gli faccia fare un plastico della Dallas del novembre del 63’ ma vada il meno possibile in quello studio, provoca tremendi effetti collaterali!