In Verità

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martedì 18 dicembre 2012

PSYCHO E CASSOEULA



Le contemporaneità, sempre inquietanti - come il vederci riflessi d’improvviso - generano maggiori turbamenti quando sono calcolate. L’intenzionalità è grado e misura della patologia che le genera. Più di un sospetto è alla base della coincidenza che ha “casualmente”   incrociato la fine della registrazione del programma Porta a Porta e la pubblicazione sul sito del Pdl del “cosiddetto” programma del partito in interminabile stato di decomposizione – anche qui l’accanimento terapeutico ha tratti di psicosi collettiva generata da un istinto di sopravvivenza che è indice davvero di pessimo gusto. Dovete crepare? e crepate senza far troppi danni.
Le prime indiscrezioni vedono un Berlusconi da Vespa sulla cresta di un’onda  immaginaria che ancora è supportata da una claque patetica ma tenace finché non vedrà da che parte girerà il vento nei prossimi mesi.
Intanto il Cavaliere ancora detta regole – ad un numero di fanti sempre più ridotto e recalcitrante -, ma la cosa più stupefacente è che con questi capricci il dittatorello in rovina ancora riesce a tener scacco ad una classe politica quasi intimorita dai suoi colpi di coda.
Può permettersi di generare, e portare a buon fine, una crisi di governo ed ora è anche in grado di congelarla motivando il tutto – questa è grandiosa – appellandosi ad un doveroso un atto di responsabilità nei confronti del Paese che detta al parlamento di valutare con maggiore attenzione il Ddl di Stabilità in approvazione domani. Noi tutti – al di fuori di questo lazzaretto ignobile e nefando – assistendo a questa pantomima, riacquistiamo quella diffusissima capacità che ci permettere di indovinare istantaneamente il mestiere – mai dignitoso - delle madri e delle sorelle di chi non sopportiamo - atto estremamente liberatorio che precede di un’incollatura solo la bestemmia.
Insomma Berlusconi prende tempo – forse aspetta che Ruby compia i sessant’anni – e non lo nasconde ad uno stantio Vespa: “La campagna elettorale può aspettare!”, dichiara spocchioso dalla Sant’Elena del suo delirio Berlusconi, ribadendo anche che “noi” – noi tutti – abbiamo ancora bisogno di lui e del suo soccorso – a questo punto urge constatare se vi sono tracce di cianuro e mercurio nei bulbi piliferi, le quali spiegherebbero il rovinoso decadimento fisico e l’irreversibile abdicazione - “alchemica e megalomane”- dalla realtà.
Come se non bastassero questi indizi per offrire un quadro clinico completo, l’unto – con le lacrime della D’Urso in un’ ampolla volutamente sottratta a Bossi – dichiara che gli italiani non sono stanchi di lui e che è convinto che raggiungerà il 40% dei consensi. Ovvio che in qualsiasi altro paese, ma anche elementari comunità di individui, annovero anche sperdute tribù della Foresta Amazzonica, questa sicumera al paziente in oggetto non sarebbe stata permessa, ma già il solo fatto che ha potuto affermare questo in televisione ci ricorda che questo è il Paese dei Balocchi e il rischio di svegliarci somarelli è un’eventualità tutt’altro che remota e improbabile.
Nel contempo il bellissimo e “arioso” sito del Pdl annuncia il suo programma: semplice, preciso, lapidario almeno nella stessa misura in cui è assolutamente improponibile: dieci punti uniti solo dalla demagogia e dalla coriacea volontà di attingere vampirescamente dal disagio delle persone per ottenere consensi:
1)   basta Imu
2)   basta Equitalia
3)   basta oppressione fiscale
4)   basta cattiva Europa
5)   basta statalismo e burocrazia
6)   Si alla giustizia giusta (vorrei tanto conoscere chi le scrive, per soldi si fa tutto)
7)   Sì al presidenzialismo
8)   Sì al federalismo fiscale (ahimé già c’è e funziona all’italiana)
9)   Sì alla libertà di lavoro e impresa.
10)                     Sì alla nostra sovranità ( una spruzzatina di neofascismo era d’obbligo).

 Messi così questi dieci punti chi non li sottoscriverebbe? Ma anche il “Peppone” di Guareschi ci sarebbe cascato. Anche se c'è da dire che finanche Casa Pound sarebbe stata più realista e obiettiva.
Il guaio è che questo non è un programma... è propaganda populista; facendo un paragone basti dire che è un po’ come confondere lo spazzolino da denti con lo scopino del water, ma in questi venti anni ci siamo messi in bocca di tutto e non abbiamo più – forse mai avuto – un senso del gusto raffinato.